La “Storia ecclesiastica della città e Diocesi di Grosseto” del 18° secolo...

La “Storia ecclesiastica della città e Diocesi di Grosseto” del 18° secolo raccontata da Francesco Anichini

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È un progetto decisamente interessante di grandissimo valore storico e culturale quello pubblicato in due tappe, la prima nel 2013 la seconda nel 2014, da Effigi. Si tratta della trascrizione a stampa della “Storia ecclesiastica della Città e Diocesi di Grosseto”, opera inedita del cancelliere vesco-vile Francesco Anichini (1751-52) a cura di Maddalena Corti, Tamara Gigli e Piero Simonetti.

Per approfondire i temi trattati nel manoscritto e la figura del suo autore, è stata indetta per il 13 giugno prossimo, una Giornata di Studio, nella quale esperti di varie discipline racconteranno frammenti di vita dell’Anichini e illustreranno con un’ampia prospettiva la Chiesa di Grosseto e del territorio maremmano secondo differenti punti di vista e nelle diverse epoche storiche

di Maria Grazia Lenni

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Da qualche mese una nuova pubblicazione arricchisce la bibliografia dedicata alla storia del territorio maremmano.
Si tratta della trascrizione integrale del manoscritto stilato da Francesco Anichini tra gli anni 1751 e 1752, proposta in una veste bella ed elegante dall’editrice Effigi di Mario Papalini.
Questo testo risponde all’esigenza di rendere disponibile il materiale archivistico, fonte primaria della ricerca storica, al maggior numero possibile di persone e in particolar modo a chi, per motivi logistici o per mancanza di competenze specifiche, non sarebbe in condizioni di leggerli.
La necessità di una efficace attività di divulgazione, ribadita dal Vescovo Rodolfo nella sua presentazione dell’opera, è sempre auspicabile, ma il manoscritto oggetto della presente trattazione, ha un valore culturale che si moltiplica a dismisura per la sua peculiarità, dato che è quasi interamente basato su una documentazione non più reperibile.
L’impietoso scorrere del tempo, insieme a una certa trascuratezza e talvolta al disinteresse per la conservazione e la protezione del patrimonio archivistico, ha provocato nel corso dei secoli il suo deterioramento. Inoltre le innumerevoli sciagure che si sono abbattute sull’archivio storico della diocesi, tra cui il bombardamento dell’aprile 1943 e l’alluvione dell’anno successivo, che sommerse nella melma le carte depositate in un fondo del seminario grossetano, hanno irreparabilmente assottigliato la consistenza del materiale posseduto dall’archivio. Di fatto i documenti antichi a cui l’autore attinse per la sua ricerca sono stati in gran parte danneggiati, quando non del tutto perduti.
Francesco Anichini, cittadino senese, fu una personalità eclettica dalla vita intellettuale molto intensa, che nella città del Palio si dedicò agli studi universitari, aderì all’Accademia dei Rozzi e alla compagnia teatrale accademica, dove cimentandosi in esibizioni comiche, si distinse per le spiccate capacità di istrione.
Date le poche certezze acquisite sulla sua vita, rimane un personaggio per molti versi oscuro, che in omaggio allo pseudonimo “il rimpiattato”, scelto per il suo ingresso all’Accademia, pare nascondersi e sottrarsi agli sguardi, beffando gli studiosi proprio quando pensano di averlo scoperto.
Di sicuro sappiamo che si trasferì a Grosseto nel 1716, quando aveva circa venticinque anni, e lavorò alle dipendenze del vescovo Bernardino Pecci, di cui fu fiduciario, e poi segretario. Assunse inoltre per diversi anni la carica di Maestro di cappella e organista della Cattedrale.
Nel 1729 ottenne la cittadinanza grossetana e lavorò alla Cancelleria comunitativa di Grosseto, riordinandone l’archivio, con esiti davvero brillanti e pubblici riconoscimenti.
Il vescovo Antonio Franci, succeduto al Pecci, lo nominò cancelliere e, considerate le sue indubbie capacità, gli affidò la risistemazione dell’archivio vescovile.

Durante il suo lavoro non si occupò del semplice riordinamento delle carte, ma si dedicò a una lettura analitica del materiale, annotando scrupolosamente date, luoghi, nomi e avvenimenti. Raccolse così una notevole mole di informazioni con le quali compilò la sua memoria, pur limitando la lunghezza dei singoli paragrafi per non appesantire troppo il già corposo manoscritto.
Ne nacque un’opera imponente per la quantità di dati in essa contenuti, ma anche per la loro qualità: notizie di prima mano che aiutano a ricostruire la storia ecclesiastica della città di Grosseto e di una buona parte della sua provincia, soprattutto per ciò che riguarda il patrimonio mobile e immobile della diocesi, con una ricchezza di particolari preziosa per gli studiosi.
Le difficoltà di reperimento o consultazione, hanno reso poco appetibile finora l’utilizzazione del manoscritto, che peraltro non può essere considerato e maneggiato come un qualunque libro. Infatti, sebbene l’originale, custodito nell’Archivio Vescovile di Grosseto, si presenti in un discreto stato di conservazione, i suoi due secoli e mezzo di vita lo rendono un oggetto particolarmente fragile e delicato.
La sua scrittura inoltre, fitta fitta, con caratteri minuti e regolari, è di difficile interpretazione sia per la grafia stessa, sia per l’utilizzo della lingua latina, non sempre pulitissima, alternata a quella italiana. Il testo presenta inoltre numerose abbreviazioni, a volte complesse da sciogliere, e accumuli di inchiostro, cancellature e correzioni che ne rendono oltremodo faticosa la comprensione.
Al primo problema si era già ovviato stampando una riproduzione anastatica, realizzata dall’Archivio di Stato di Grosseto, allora diretto da Serafina Bueti, e pubblicata in occasione delle celebrazioni del settimo centenario della Cattedrale di Grosseto.
La realizzazione della copia non eliminava, però, la grande difficoltà della lettura del testo, anzi per alcuni versi la rendeva ancora più complicata, perché come rileva Maddalena Corti, vice direttrice dell’Archivio di Stato di Grosseto e coordinatrice scientifica dell’opera qui presentata, la resa fu penalizzata dalla qualità dei mezzi tecnologici allora disponibili, non così evoluti come quelli di cui possiamo avvalerci adesso.
Da qui, e dalle pressanti richieste di diversi studiosi, la necessità della trascrizione dell’intera opera, progettata e promossa dall’Ufficio dei Beni Ecclesiastici della Diocesi di Grosseto.
Una operazione imponente e gravosa che, a dimostrazione della sua complessità, ha impegnato per circa tre anni di intenso lavoro i curatori dell’opera, Maddalena Corti, Tamara Gigli e Piero Simonetti, nomi noti per gli appassionati di storia locale e già autori di numerose pubblicazioni.
Un indiscutibile merito va alla Fondazione Rotariana “Carlo Berliri Zoppi”, che ha immediatamente aderito all’iniziativa sostenendo concretamente la pubblicazione del primo volume, a cui nella seconda fase del progetto si è affiancata Banca Mediolanum, mentre la locale Banca della Maremma ha provveduto alla realizzazione del cofanetto.

La “nuova” Storia ecclesiastica della città e Diocesi di Grosseto è costituita, come l’originale antico, da due volumi: il primo uscito nel dicembre 2013, l’altro a un anno esatto di distanza.
Per quanto riguarda l’impostazione dell’opera, essa, secondo il criterio di assoluta fedeltà all’originale seguito nella trascrizione, consta di una prima parte che, dopo la dedica a Monsignor Franci, all’epoca vescovo di Grosseto, riporta le notizie sulla città, e una seconda parte che illustra la diocesi, divisa in Terzi, cioè in tre zone, ognuna delle quali è indicata con il nome della località incontrata per prima nello svolgimento della visita pastorale, per cui si trovano nell’ordine, il Terzo di Castiglione della Pescaia, quello di Montepescali e al termine il Terzo di Istia.
Entrambi i tomi terminano con un indice del presente libro.
Il lavoro è stato arricchito da un importante corredo, quale il glossario, indispensabile per muoversi nella complicata terminologia usata in ambito curiale, oggi per noi quasi completamente estranea.

Per approfondire i temi trattati nel manoscritto e la figura del suo autore, è stata indetta per il 13 giugno prossimo, una Giornata di Studio, nella quale esperti di varie discipline racconteranno frammenti di vita dell’Anichini e illustreranno con un’ampia prospettiva la Chiesa di Grosseto e del territorio maremmano secondo differenti punti di vista e nelle diverse epoche storiche.

Duomo 1