Mubia, il futuristico geomuseo delle Biancane a Monterotondo Marittimo

Mubia, il futuristico geomuseo delle Biancane a Monterotondo Marittimo

289
0
CONDIVIDI

Un viaggio nella conoscenza al centro della terra per capire le cause sotterranee che determinano la geodiversità di luoghi così speciali e unici come quelli presenti nel territorio di Monterotondo Marittimo, nell’estremo nord della provincia di Grosseto, quello che è possibile sperimentare visitando MUBIA, il futuristico geomuseo delle Biancane

****

DI GIADA RUSTICI

Si chiama Mubia ed è il futuristico geomuseo delle Biancane che dal 30 marzo scorso (giorno dell’inaugurazione) sta facendo il pieno di visite, di turisti e non solo. Siamo a Monterotondo Marittimo, nell’estremo nord della provincia di Grosseto, immerso nei fumi del Parco delle Biancane, un luogo già di per sé di straordinaria bellezza, caratterizzato dalle manifestazioni geotermiche che donano a piante, rocce e terreni una componente cromatica particolarissima e disegnano un paesaggio quasi lunare.
Se le Biancane mostrano cosa sia la geotermia in superficie, il compito del MUBIA è piuttosto quello di svelare le cause sotterranee che determinano la geodiversità di questo luogo così speciale e unico. È un progetto caratterizzato da rigore scientifico e di grande valenza culturale, destinato a essere il volano del futuro sviluppo turistico del territorio. Il parco delle Biancane – che è Parco nazionale e Geoparco Unesco – richiama a Monterotondo Marittimo una media di 17mila presenze all’anno, interessate alla meraviglia delle manifestazioni geotermiche. Colonne di vapore che si alzano dalle rocce, fango che ribolle e il particolare cromatismo assunto dall’ambiente danno la sensazione di trovarsi su un altro pianeta. Il MUBIA completa la conoscenza dei fenomeni geotermici, descrivendo la formazione di minerali e rocce, svelando le cause sotterranee che determinano la geodiversità di questo luogo così speciale e unico.

La visita

L’effetto “wow!” del MUBIA è garantito dalla geo-nave: un gigante globo scuro di oltre 10 metri di diametro, addossato alle pareti di fondo dell’ex Centrale dei Lagoni Boraciferi. Centrale dei Lagoni Boraciferi. Una sfera primordiale, in cui è possibile entrare in gruppi di 25 persone alla volta. Attraverso proiezioni su grandi schermi, la geonave accompagna il visitatore in un viaggio multimediale, immersivo ed emotivamente coinvolgente. Dalla nuvola all’energia elettrica, alla formazione del plutone magmatico e del serbatoio geotermico, peculiarità delle Biancane, fino alle azioni chimiche e termiche del vapore. La progettazione della grande struttura geodetica ha portato all’attuale aspetto esteriore che trae ispirazione dalla “Morte Nera”, la gigantesca stazione spaziale del film “Guerre stellari”, enorme sfera, il cui rivestimento esterno è caratterizzato da possenti placche scure.

Altri contenuti sono disposti lungo le pareti del Geomuseo con schermi, pannelli, grafici e postazioni di approfondimento, tra cui una stanza chiamata laboratorio del prof Lidenbrock, il famoso personaggio del romanzo letterario Viaggio al centro della terra. Qui è possibile curiosare tra le carte, studiare i fenomeni attraverso microscopi, diorami, modelli e giochi didattici, approfondire le importanti scoperte di fine secolo, che hanno contribuito alla formazione della scienza moderna. Insomma, un laboratorio vecchio stile, ma dotato di piccoli congegni contemporanei in grado di far divertire e allo stesso tempo educare un pubblico di tutte le età.

Divertente, interattivo, emozionante, il MUBIA è un museo moderno, progettato per incuriosire e per rendere più comprensibile il sottosuolo. Il MUBIA è anche porta del Parco delle Colline Metallifere che fa parte della Unesco Global Geoparks Network con il nome di Tuscan Mining Geopark…

Se vuoi leggere l’articolo completo, pubblicato sul numero di dicembre 2019 di Maremma Magazine alle pagine 76-78, acquista la tua copia cartacea in edicola oppure la versione digitale, on line! Clicca QUI 

Info: www.mubia.it