Capalbio Libri celebra nel 2026 – nei giorni dall’1 all’8 agosto – la sua ventesima edizione, confermandosi uno dei più importanti festival culturali dell’estate italiana. Nato nel 2007 da una costola di Capalbio Poesia di Annapia Greco e portato avanti dal 2009 con il format ideato e realizzato da Andrea Zagami e dall’agenzia Zigzag, il festival ha saputo trasformare il libro in uno strumento di confronto su attualità, politica, economia e società…
****
DI CELESTINO SELLAROLI
Capalbio Libri non è una semplice manifestazione o evento culturale. È un festival che, con il passare degli anni, è diventato parte integrante dell’identità di un territorio. Dal 2007 a oggi la rassegna dedicata a “Il piacere di leggere” ha infatti trasformato il borgo maremmano in uno dei principali punti di riferimento nazionali per il dialogo tra letteratura, giornalismo, politica, economia e cultura.
Quest’anno l’appuntamento celebra un traguardo speciale: la ventesima edizione, in programma dall’1 all’8 agosto. Un anniversario importante che coincide anche con una significativa novità. Per la prima volta il festival si svolgerà nel nuovissimo Teatro del Leccio, l’anfiteatro all’aperto recentemente inaugurato ai piedi del borgo antico di Capalbio, in via Giovanni Pascoli 13. Una struttura moderna e funzionale, firmata dal celebre architetto olandese Maurice Nio, capace di offrire un’acustica eccellente e una suggestiva vista sulle mura storiche del paese.
Per raccontare questi vent’anni di storia abbiamo incontrato Andrea Zagami, deus ex machina della manifestazione ideatore ed organizzatore del format portato avanti dal 2009 con l’agenzia di comunicazione Zigzag.

Allora Zagami, partiamo dall’inizio. Vent’anni fa nasceva Capalbio Libri. Come nacque quell’intuizione?
Capalbio è sempre stata una terra capace di ispirare riflessioni e incontri. L’idea nacque nel 2007 dalla volontà Annapia Greco che affiancò a Capalbio Poesia una mini rassegna letteraria. Dal 2009 il nuovo format ha avuto una mission tanto semplice quanto rivoluzionaria: portare i libri in piazza, fuori dai luoghi tradizionali, renderli protagonisti della vita pubblica e vivi attraverso il dibattito, connetterli alla rete. Fin dall’inizio abbiamo immaginato una manifestazione che non fosse una semplice successione di presentazioni editoriali, ma uno spazio aperto al confronto, al dialogo e alla partecipazione. Il libro doveva diventare il punto di partenza per discutere di attualità, politica, economia, società e cultura. Da qui è nato il nostro payoff: “Il piacere di leggere. In piazza. In rete” Oggi collaborano alla realizzazione del festival il Comune di Capalbio, l’associazione culturale “Il piacere di leggere”, e da quando è operativa la Fondazione Capalbio.
Le prime edizioni si svolgevano nella storica Piazza Magenta. Che ricordo conserva di quegli anni?
Piazza Magenta rappresenta le nostre radici. È lì che il festival ha mosso i primi passi e ha costruito la propria identità. Quella piazza è stata per molti anni un autentico crocevia culturale a cielo aperto, capace di ospitare autori, giornalisti, intellettuali e un pubblico sempre più numeroso. Fin dall’inizio abbiamo cercato di coniugare la qualità dei contenuti con l’atmosfera informale tipica delle serate estive maremmane. L’obiettivo come detto non è mai stato la semplice presentazione editoriale, bensì la ricerca di una formula partecipativa. Capalbio Libri ha compreso fin da subito che il libro non è un oggetto statico, ma un reagente sociale: un punto di partenza per analizzare la politica, decifrare l’economia, esplorare la saggistica contemporanea e lasciarsi cullare dalla grande narrativa. Fin dagli esordi, il festival ha saputo coniugare la conduzione professionale e giornalistica con la spontaneità dell’incontro estivo, trasformando il borgo toscano in una capitale della parola e meritando al Comune di Capalbio la qualifica istituzionale di “Città che legge”.

Nel corso degli anni il festival ha saputo cambiare senza perdere la propria identità. Qual è stato il segreto?
Probabilmente la capacità di ascoltare i cambiamenti. Capalbio Libri ha sempre cercato di evolversi restando fedele ai propri valori. Quando nel 2020 si è reso necessario trovare spazi diversi, il festival si è trasferito a Borgo Carige, in Piazza della Repubblica, dimostrando che la cultura può vivere e valorizzare ogni parte del territorio. Successivamente siamo approdati alla Terrazza di Piazza dei Pini, un luogo straordinario che ha regalato al pubblico una prospettiva unica sul mare e sul paesaggio maremmano.
Un’altra caratteristica distintiva è stata la capacità di utilizzare gli strumenti digitali.

Sì, abbiamo creduto molto presto nell’importanza della comunicazione online seguendo il binomio “in piazza, in rete”, al punto che Capalbio Libri è divenuto un pioniere nella digitalizzazione dei festival letterari. Questa impostazione ci ha consentito di ampliare enormemente il pubblico della manifestazione. Attraverso format dedicati (Capalbio Libri News), pillole video e contenuti digitali affidati ad attrici e conduttrici storiche (come Marta Mondelli) siamo riusciti a portare i dibattiti ben oltre i confini della Maremma. Oggi questa scelta si integra perfettamente con una visione orientata anche alla sostenibilità ambientale, attraverso una progressiva riduzione dei materiali cartacei e una maggiore attenzione all’impatto delle attività organizzative.

Anche l’immagine del festival ha sempre avuto un ruolo importante
Assolutamente. L’aspetto visivo è parte integrante della nostra identità. Ogni anno il manifesto viene affidato dall’art director del festival, Piero Zagami a illustratori e artisti capaci di interpretare lo spirito della manifestazione. È un modo per raccontare Capalbio attraverso linguaggi diversi e per sottolineare il dialogo costante tra letteratura e arti visive. Quest’anno, per il ventennale, abbiamo scelto l’illustratore Jacopo Rosati, che ha saputo rappresentare in maniera originale il legame tra il borgo, i libri e la comunità dei lettori. La sua visione racconta un borgo inteso come un organismo vivente, protetto dalle sue mura che non dividono, ma accolgono e invitano alla lettura.
Nel corso di vent’anni sul palco di Capalbio Libri sono passati alcuni tra i più importanti protagonisti della cultura italiana.
È vero, ed è sicuramente uno degli aspetti che ci rende più orgogliosi. Abbiamo ospitato giornalisti, scrittori, economisti, studiosi, uomini delle istituzioni e grandi protagonisti del teatro. Ogni incontro ha rappresentato un’occasione di crescita e confronto. Da Sergio Rizzo a Teresa Ciabatti, da Stefano Feltri a Veronica De Romanis, passando per le storiche e indimenticabili letture di Monica Guerritore e Gabriele Lavia, ma anche ai tanti autori che hanno contribuito a rendere il festival un luogo libero, aperto e pluralista.
La novità più importante del 2026 è però rappresentata dal trasferimento nel nuovo Teatro del Leccio.
Sì, ed è una novità che ci entusiasma molto. Il Teatro del Leccio rappresenta una nuova fase della storia di Capalbio Libri. È uno spazio moderno, funzionale e perfettamente integrato nel paesaggio. Offre un’acustica straordinaria e una vista inedita sul borgo e sulle sue mura. Crediamo che possa diventare una casa ideale per il festival e per tante altre iniziative culturali. È un luogo che valorizza ulteriormente l’esperienza dell’incontro tra autori e pubblico.
Che significato assume oggi il traguardo della ventesima edizione?
È certamente motivo di soddisfazione, ma soprattutto rappresenta un punto di partenza. In questi vent’anni abbiamo cercato di difendere il valore della lettura e della cultura come bene condiviso, dell’approfondimento e del confronto in un’epoca caratterizzata dalla velocità e dalla frammentazione delle informazioni. Se il festival continua a crescere significa che esiste ancora un forte desiderio di ascoltare, comprendere e riflettere. Il piacere di leggere resta uno degli strumenti più efficaci per costruire consapevolezza, libertà e partecipazione civile.
Vent’anni dopo quella prima intuizione nata tra le mura di Piazza Magenta, Capalbio Libri continua dunque a scrivere nuove pagine della propria storia. Lo fa rimanendo fedele alla missione originaria: trasformare il libro in uno strumento di incontro, dialogo e crescita collettiva.
Cosa può aspettarsi il pubblico dall’edizione 2026?
Una settimana intensa di incontri, dialoghi e riflessioni con alcuni dei protagonisti più autorevoli del panorama culturale nazionale. Ma soprattutto potrà vivere l’esperienza di Capalbio Libri in una cornice completamente nuova, il Teatro del Leccio, che rappresenta il simbolo di un festival capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.
In attesa del cartellone definitivo dell’edizione del ventennale possiamo anticipare alcuni degli ospiti che parteciperanno quest’anno alle varie presentazioni di libri e talk: Claudio Cerasa, Massimo Giannini, Lorenzo Bini Smaghi, Stefano Cappellini, Veronica De Romanis, Rocco Cangelosi, Giusppe Conte, Maria Elena Boschi, Andrea Vianello, Sergio Rizzo, Stefano Feltri, Roberto Napoletano, Bruno Manfellotto, Leonardo Colombati, Pierluigi Battista, Giorgio La Malfa, Michela Tamburrino, Nicole Angelozzi, Azzurra Rinaldi, Innocenzo Cipolletta, Mauro Canali, Flavia Fratello, Filippo Bologna.
Venti anni di Capalbio Libri non sono soltanto il computo di edizioni di successo, di copie firmate o di dibattiti nati al tramonto e proseguiti sotto le stelle. Sono, prima di tutto, vent’anni di resistenza culturale. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla frammentazione digitale, il festival ha difeso lo spazio della riflessione profonda, dell’ascolto reciproco e della complessità. Andrea Zagami e la sua squadra celebrano oggi un traguardo che proietta Capalbio Libri nel futuro: una scommessa vinta che continua a dimostrare come il “piacere di leggere” sia il più potente strumento di libertà, condivisione e crescita civile di cui disponiamo.
Per ulteriori informazioni:
www.capalbiolibri.it
info@capalbiolibri.it
Se desideri far pubblicare un articolo su Maremma Magazine, in rete e sui social, dedicato alla tua attività o ai tuoi eventi, facendola conoscere a un vasto pubblico, contattaci QUI!





