“Sangue d’ansonaco”, un thriller ambientato all’Isola del Giglio

“Sangue d’ansonaco”, un thriller ambientato all’Isola del Giglio

1985
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È ancora fresco di stampa il nuovo libro di Andrea Biscaro, scrittore e cantautore, gigliese d’adozione, dal titolo “Sangue d’ansonaco”. Un bel romanzo edito da Edizioni Effigi di Arcidosso, interamente ambientato all’Isola del Giglio che si tinge di giallo, in un thriller/giallo mozzafiato a sfondo enologico

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Andrea Biscaro torna in libreria con il suo nuovo romanzo “Sangue d’Ansonaco” (Effigi Editore).
La storia, sospesa tra thriller e giallo, è interamente ambientata all’Isola del Giglio.

Il famoso scrittore di thriller Antonio Brando già protagonista del fortunatissimo “Illune”, dovrà fare i conti con un nuovo inquietante mistero legato al famoso vino dell’isola, l’Ansonaco. Tutto muove da un’eredità inaspettata: una casa all’Isola del Giglio appartenuta ad uno zio misterioso, la cui vita è sospesa tra mito e storia. Brando approfondirà la conoscenza dell’isola e, in particolare, quella del suo straordinario vino, l’Ansonaco. Malauguratamente si ritroverà invischiato in una storia buia e minacciosa. Cosa nasconde il defunto zio gigliese? Che cos’è il Sangue d’Ansonaco di cui tanto si racconta tra un bicchiere e l’altro? Ma soprattutto: chi è davvero Antonio Brando?
Un libro da divorare, anzi, da bere! Adrenalinico, divertente, spiazzante.

Estratto
La sensazione che provo nel primo istante è quella di aver ingerito una potentissima droga: mescalina, forse. O Peyote. Ma molto più forte. Butto giù il vino e nello stesso momento esco fuori di me. Esatto. Fuori. Di me. Letteralmente. Sopra il soffitto della cantina, a galleggiare come un palloncino gonfio d’elio. Volteggio tra le botti e le scaffalature, senza peso, osservando il mio corpo pingue laggiù, immobile come una statua con quella stupida bottiglia in mano.
“Oh, mio Dio!”, esclamo infine, scandendo bene ogni singola parola. E allora sono di nuovo nel mio corpo, ma tutto mi appare strano, eccessivo. Non saprei spiegare in che modo. Sento che la realtà che mi orbita attorno è fugace e mutevole. Le forme degli oggetti diventano approssimative. I colori cangianti.
Tracanno altro vino. È buonissimo, eccellente. Complesso e raffinato come un liquore antichissimo. Ma non è più una questione di gusto. Qui si tratta di viaggio. Di metafisica del corpo. Di metamorfosi. Questo Sangue d’Ansonaco non è un vino, è una sorta di macchina del tempo. Di scardinatore di mondi. Di inventore di universi paralleli. Una nuova droga, direi. Una droga perfetta e salutare di cui non posso più fare a meno. Trangugio con gusto, senza prendere fiato. Stacco la bocca dalla bottiglia soltanto quando risucchio l’ultima goccia.
Caccio un rutto sonoro e poi una grande alitata di soddisfazione. Vedo il vapore che esce dalla mia bocca. Una nebbia ambrata piena di filamenti rossi fluttuanti. Vedo il mio respiro. Un pulviscolo dorato che assume forme contorte e bizzarre. Ad un tratto mi accorgo che sto ballando. Piroetto al centro della cantina con la torcia in una mano e la bottiglia vuota nell’altra. Me ne accorgo, perché ancora una volta mi guardo dall’alto. Una parte di me è appesa al soffitto, come un ragno. Corro di qua e di là sulle pareti della stanza. Mentre il mio corpo laggiù danza un assurdo ballo solitario ed ebbro. Mi infilo negli anfratti. Adesso posso spiare tutto. Sono piccolo, minuscolo. Sono rapido e scattante. Dietro una delle due botti scopro un ulteriore passaggio. C’è un’altra stanza segreta. Per poterci entrare assumo una consistenza gelatinosa. Posso assumere qualsiasi forma, ora. Striscio contro la pietra, penetro in un minuscolo pertugio e sbuco in quello che doveva essere il laboratorio alchemico dello zio.
Altro effetto prodigioso di quel vino centenario: vedo senza bisogno di luce. Vedo come se avessi un grano di infrarosso negli occhi. Come se fossi un gatto. Spio la stanza segreta dello zio. C’è una specie di strana cucina piena di alambicchi e provette. Mensole colme di barattolini. Su un grande leggio c’è un tomo rilegato, un enorme volume. Mi avvicino, sfioro le pagine, rabbrividisco. Deve essere molto antico. È un libro di magia, a quanto sembra. Magia nera. Alchimia. Demonologia. È scritto in latino. Ci sono dei disegni agghiaccianti che bordano le pagine del tomo. Diavoli ghignanti, scene di torture, massacri, sangue…

Biografia
Andrea Biscaro ha 36 anni. Vive e risiede all’Isola del Giglio da dieci anni. Con la sua amata compagna di vita e di lavoro, Ilaria, abita in una casa bianca sulla spiaggia del Campese. Qui, tra fiori, gatti e tanta fantasia, scrive romanzi, canzoni e libri per ragazzi.
Tra le numerose pubblicazioni ricordiamo: il thriller storico “Nerone. Il fuoco di Roma” (Castelvecchi 2011, Lit 2012, Fabbri 2015), il libro-cd “Ballate della notte scura” scritto a quattro mani con il padre di Dylan Dog, Tiziano Sclavi (Squilibri 2013, Repubblica XL 2013), il libro di racconti a sfondo ecologico “Mal di terra” (Progedit 2013), il thriller “Il Vicino” (Safarà 2014).
Con Effigi ha pubblicato i romanzi “Illune” (2011, prefazione di Eraldo Baldini) e “Vampire’s Island” (2014).

Andrea Biscaro foto Sangue d'Ansonaco - Copertina.indd