Corridoio Tirrenico? Tranquilli, abbiamo solo scherzato…

Corridoio Tirrenico? Tranquilli, abbiamo solo scherzato…

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L'EDITORIALE DEL NR. DI OTTOBRE 2017 DEL DIRETTORE CELESTINO SELLAROLI

Corridoio Tirrenico? Tranquilli, abbiamo solo scherzato…

di Celestino Sellaroli

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Cinquant’anni di dibattiti, discussioni, progetti, chiacchiere per arrivare ad una conclusione probabilmente oggi opportuna, quanto assurda per come è maturata. Signori questa è l’Italia, verrebbe da dire. Un paese dove non esistono certezze, dove ci si divide su tutto, dove si sa come si inizia una qualsiasi cosa, ma non si sa come e soprattutto quando finirà, un paese dove lo sport preferito sembra essere quello di armeggiare con la tela di Penelope, ovvero “divertirsi” a disfare la notte, ciò che viene fatto di giorno…
Fuor di metafore questo incipit è tutto per le vicende relative al Corridoio Tirrenico, l’asse autostradale che avrebbe dovuto colmare il vuoto nella cartografia viaria europea tra Livorno (prima) e Rosignano (successivamente), da un lato e Civitavecchia (prima) e Tarquinia (poi) dall’altro.
Un asse di cui si parla dalla fine degli anni Sessanta del secolo scorso e che in, giustappunto, cinquant’anni è riuscito a produrre poche decine di chilometri di autostrada e tante assurde puntate di una telenovela infinita che a questo punto provoca solo disgusto.
Mezzo secolo passato a scannarsi sull’opportunità dell’infrastruttura, sui tracciati, sul pedaggio, sulla viabilità alternativa, e… chi più ne ha più ne metta… per arrivare oggi alla seguente conclusione: “Abbiamo scherzato, non se ne fa di niente. L’autostrada non si farà. Meglio mettere in sicurezza l’Aurelia”.
Decisione, oggi, lo ribadiamo, probabilmente giusta e opportuna, perché quando si producono pile e pile di atti, studi, documenti, quando non ci si mette d’accordo su niente, quando si litiga su tutto, quando si fanno dei passi in avanti per poi farne altrettanti indietro, quando si rinnegano progetti che avevano trovato l’accordo della quasi totalità degli interlocutori (il riferimento è al progetto del 2008), quando si devono fare i conti con previsioni di traffico sbagliate, quando si commettono errori che portano l’Europa ad aprire una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia… quando in una parola ci si incarta su sé stessi e si finisce in un vicolo cieco, c’è solo una cosa da fare: azzerare tutto e ricominciare da capo.
Eppure ad un certo punto sembrava che la quadra fosse stata trovata. Il riferimento – si diceva prima – va all’accordo del 2008. Frutto di un certosino lavoro di concertazione che aveva richiesto tantissimi anni, l’Autostrada Tirrenica – così come maturata allora – si sarebbe dovuta realizzare sul tracciato esistente della Variante Aurelia a nord di Grosseto e su un percorso nuovo da Grosseto fino al confine con il Lazio, con conseguente trasformazione dell’Aurelia a sud del capoluogo maremmano in “Strada-Parco”, quale infrastruttura gratuita e alternativa all’autostrada a servizio soprattutto del traffico locale (residenti, lavoratori, TPL e servizi sociali e sanitari), con piste ciclabili, viabilità leggera, pedoni, ecc. Insomma un quadro slow che avrebbe dato un quid ancora più speciale alla Maremma anche in un’ottica turistica.
Ma proprio nel momento in cui sembrava di essere arrivati a dama, ecco la svolta. Il progetto rimane lettera morta, anzi si trasforma in altro, per tanti motivi con in primis la sottrazione di risorse statali per la realizzazione dell’opera non più rimborsate a SAT quale valore di subentro da parte dello Stato al termine della concessione cinquantennale.

Ma questo ormai è il passato. Il presente dice che si ricomincia da capo fino al punto di cercare anche soluzioni alternative all’ipotesi autostradale, che oggi fanno rima appunto con la Project Review avviata dal Governo ovvero con la messa in sicurezza dell’Aurelia – a carico del pubblico (attraverso l’ANAS) e non più di privati (SAT) – proposta già da decenni, e che oggi pare essere la soluzione più logica e sensata rispetto all’ultima rimasta sul tappeto che avrebbe portato al mantenimento dello status quo a nord di Grosseto fino a Rosignano (Superstrada a quattro corsie, come è ora), ovviamente senza pedaggio e alla realizzazione dell’autostrada a sud (da Grosseto fino a Tarquinia) con pedaggio e senza esenzioni per i residenti. Un ibrido senza senso per l’appunto da realizzare in sovrapposizione all’Aurelia che di fatto sarebbe stata espropriata da SAT senza prevedere una viabilità alternativa adeguata alle esigenze del territorio.
Già le esigenze del territorio, mai prese in considerazione fino in fondo e nel modo giusto… In effetti le ultime ipotesi rimaste sul tappeto erano sembrate distanti anni luce dai bisogni dei cittadini interessati dall’infrastruttura: calate dall’alto con l’intento di stravolgere il senso dell’opera senza dare risposte concrete alla collettività. E infatti il progetto, quel progetto, si è rapidamente arenato, mentre nel frattempo cominciava a riprendere quota l’idea di risistemare la Strada Statale Aurelia.
Bene, pare che oggi si vada in questa direzione. Ne siamo felici, a patto che si trovino quanto prima le risorse necessarie per procedere e non si perdano altri cinquant’anni in chiacchiere inutili prima di arrivare ad avere una strada degna di questo nome in Maremma, perché nel frattempo – se il dato fosse sfuggito a chi muove le fila di questa incredibile storia – sull’attuale tracciato (dove esistono ancora tratti a due corsie e oltre 500 inserimenti a raso) si continua tristemente a morire…