Un deposito di scorie nucleari in Maremma? No grazie!

Un deposito di scorie nucleari in Maremma? No grazie!

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L'EDITORIALE DEL NR. 1 DI MARZO 2021 DEL DIRETTORE CELESTINO SELLAROLI

Buongiorno,
sono la moglie di un vostro abbonato di Campagnatico. Come molti abitanti di Campagnatico e della Maremma sono inorridita davanti alla prospettiva di creare un deposito di scorie radioattive nel comune dove abbiamo una piccola azienda vitivinicola nel cuore di questo bellissimo territorio, rurale e selvaggio. Dopo la discarica di gessi rossi di cui per il momento non si sente più parlare arriva quest’altra minaccia ben più temibile per il nostro comune. (…) Abbiamo già partecipato a 2 petizioni ma non so se serve a qualcosa. Ho l’impressione che la Regione sia molto tiepida nel difendere le sue terre e la loro unicità. La notizia è caduta come un fulmine in mezzo alla pandemia aggiungendo un’altra grande preoccupazione a chi vive e lavora in Maremma. Era l’inizio di gennaio perciò la vostra bellissima ed interessante rivista non era in edicola. Nel numero di marzo penso che darete spazio a questa notizia in modo che tutti i vostri lettori, ovunque siano, siano informati di questa spada di Damocle che pende sopra uno degli ultimi territori incontaminati d’Italia. Cordiali saluti
Sylviane Carlesso

Prendiamo spunto dalla sollecitazione di questa nostra lettrice per parlare di un tema decisamente rilevante che ha tenuto banco per diverse settimane, ad inizio anno, allarmando – e non poco – la cittadinanza e tutto il mondo istituzionale, politico, economico, sociale, turistico ed imprenditoriale della nostra Maremma. A scatenare l’inferno è stata la pubblicazione sul sito www.depositonazionale.it da parte della Sogin – società pubblica responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi – della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (Cnapi) ad ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività. Ebbene, tra questi siti potenzialmente idonei allo smaltimento di scorie nucleari sono stati inseriti anche i territori dei comuni di Campagnatico (Gr), Pienza e Trequanda (Siena) in Toscana e quelli di Montalto di Castro (Vt), nel Lazio, proprio al confine con la provincia di Grosseto ed in particolare con i comuni di Capalbio e Manciano.
La notizia si è prontamente diffusa, innescando un vortice di prese di posizioni e proteste, a tutti i livelli, che ci auguriamo possano portare alla sconfessione dell’operazione, almeno per le località a noi più vicine.
Diciamo subito che, al momento, è ancora tutto in itinere, non c’è niente di definito e nessuna decisione vincolante è stata presa. La Sogin ha, infatti, solo svelato la mappa delle possibili 67 aree, situate in 7 Regioni (Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia), idonee allo stoccaggio nazionale dei rifiuti radioattivi (Cnapi), palesando urbi et orbi che tra le varie aree papabili figura anche la provincia di Grosseto, con Campagnatico che è stata appunto catalogata – insieme alla Val d’Orcia in Toscana e alla Tuscia nell’alto Lazio – tra le zone potenzialmente idonee a ospitare il deposito. La pubblicazione della Cnapi, con l’elenco dei luoghi (peraltro non equivalenti, ma con differenti gradi di priorità a seconda delle caratteristiche), di fatto ha dato il la alla fase di consultazione dei documenti per la durata di 2 mesi, all’esito della quale si terrà, nell’arco dei 4 mesi successivi, il seminario nazionale. Sarà questo l’avvio del dibattito pubblico vero e proprio che vedrà la partecipazione di enti locali, associazioni di categoria, sindacati, università ed enti di ricerca e che porterà alle decisioni finali. In base alle osservazioni e alla discussione nel Seminario Nazionale, Sogin aggiornerà la Cnapi, che verrà sottoposta ai pareri del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’ente di controllo Isin, del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In base a questi pareri, il Ministero dello Sviluppo Economico convaliderà la versione definitiva della Carta, ovvero la Cnai, la Carta Nazionale delle Aree Idonee che sarà il risultato dell’aggiornamento della Cnapi sulla base dei contributi emersi durante la consultazione pubblica. Quindi, la strada da percorrere è ancora lunga, ma è necessario tenere alta la guardia e soprattutto la protesta.
Inutile sottolineare quanto nefasta potrebbe rivelarsi la conferma della bozza per la provincia di Grosseto, laddove Campagnatico e le altre località toscane e laziali venissero incluse nella Carta definitiva.
La Maremma è da anni impegnata a sostenere un’economia sostenibile basata sull’agricoltura, sull’eccellenza agroalimentare e sullo sviluppo turistico e ambientale di pregio; una strada intrapresa da molto tempo e che entra adesso in evidente contrasto con l’ipotesi di diventare la “discarica” italiana di rifiuti altamente pericolosi e inquinanti.
Il problema non è legato soltanto alla tutela dell’ambiente e dei paesaggi agrari e culturali, ma assume risvolti ben più rilevanti: una discarica di scorie realizzata in un contesto territoriale come il nostro provocherebbe infatti un danno d’immagine incalcolabile ed una perdita di attrattività e valore del territorio, con forti ripercussioni dal punto di vista turistico, economico e sociale. Chi programmerà un viaggio in un’area divenuta deposito di scorie nucleari? Nessuno. Ne consegue che, per scenari di questo genere che andrebbero a vanificare decenni di politiche volte all’agricoltura di qualità e alla sostenibilità ambientale, proprio non c’è spazio. E, considerando le reazioni e l’unità di intenti manifestatesi sin da subito, mai ci sarà!