Tra arte, storia e bellezza: alla scoperta del Duomo di Grosseto

Tra arte, storia e bellezza: alla scoperta del Duomo di Grosseto

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Il Duomo di Grosseto, simbolo di arte e devozione, risplende con la sua storia millenaria. Da pieve medievale a cattedrale dedicata a San Lorenzo, testimonia l’evoluzione della città. L’edificio di culto, progettato da Sozzo di Rustichino e arricchito da maestri come Duccio di Boninsegna e Giovanni Pisano, riflette stili rinascimentali e barocchi

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DI LETIZIA BAMBAGINI

La vediamo tutti i giorni. Se ne sta lì, in piedi, maestosa e ricambia lo sguardo. Ormai è come se fosse una di casa, una parente, un’amica, la dai quasi per scontato. Da piccola mi avvicinavo ai suoi scalini, alzavo la testa e sentivo che mi sovrastava, ma con rispetto. Mi chiedo sempre se le persone sedute sui suoi gradini conoscano le bellezze che si mostrano nella Cattedrale o la sua storia.
La Cattedrale di San Lorenzo, per tutti il Duomo di Grosseto, è stata edificata tra il 1294 e il 1302 su progetto dell’architetto Sozzo di Rustichino, un professionista del suo tempo che ha lavorato con il pittore Duccio di Boninsegna, noto per essere stato il primo maestro della scuola senese e allievo di Cimabue, e con Giovanni Pisano, scultore che dava alle sue statue forme slanciate ed inarcate, ai suoi rilievi un forte senso di movimento, capaci di manifestare una grande espressività. Pisano è stato protagonista di alcuni dei più importanti cantieri della sua epoca, soprattutto a Pisa e a Siena, che gli hanno dato molta fama, diventando uno degli artisti più influenti del XIV secolo.
Ma torniamo all’architetto Sozzo di Rustichino, ricordato proprio da un’epigrafe che attesta i lavori di costruzione della cattedrale tra il 1294 e il 1304, proprio nel luogo dove precedentemente sorgeva l’alto-medievale pieve di Santa Maria, completamente demolita, di cui non abbiamo tracce. È stata solo ipotizzata la sua ubicazione nell’area fra il campanile e l’abside. Di origini alto-medievali, la chiesa risultava già essere una pieve autonoma agli esordi dell’XI secolo, come accertato in un documento datato 1015 in cui viene attestato, già in quella data, lo svolgimento delle funzioni plebane per l’intera città di Grosseto, ancora priva di cattedra vescovile.
Nel 1138 il trasferimento della sede diocesana da Roselle a Grosseto ha fatto sì che la pieve divenisse temporaneamente la cattedrale, apparendo da allora come “Opera di Santa Maria”… La costruzione della nuova cattedrale sarà dedicata a San Lorenzo, diacono e martire, patrono di Grosseto, cattedrale che nasce dall’evolversi della città, che da borgo diventa una città economica e politicamente evoluta, durante il periodo comunale.
Da allora la Cattedrale ha subito nuovi rifacimenti nel corso dei secoli, specialmente durante il periodo rinascimentale e barocco, stili che verranno ad abbellire l’edificio.
Il rifacimento cinquecentesco è stato compiuto dal senese Anton Maria Lari che si è occupato anche del rifacimento urbanistico di molti centri nel senese. Una storia turbolenta, data anche dalle richieste dei grossetani, nel 1598, per l’ingrandimento della Chiesa: “pensandosi l’augumentar e fornir la chiesa”; dove “l’augumentar” potrebbe riferirsi alla costruzione della nuova sagrestia oppure il completamento delle zone dei cori e dell’abside. Ultima aggiunta a metà dell’ottocento con la risanatura della facciata dove si nota la bicromia bianco rossa, i colori del Grosseto, con il marmo di Caldana…

Se vuoi leggere l’articolo completo, lo trovi pubblicato sul numero di giugno 2024 di Maremma Magazine (alle pagine 90-93), disponibile in edicola, su abbonamento e in versione digitale. Acquista la tua copia on line! Clicca QUI