Durante la Seconda guerra mondiale, la scarsità di ingredienti diede vita a una cucina ingegnosa fatta di ricette “finte”, create per sopperire alla mancanza di prodotti come carne, uova o zucchero. Le cotolette finte ne sono un esempio: preparate con ingredienti semplici come uova, farina e latte, rappresentano la capacità delle nostre nonne di trasformare il poco in piatti gustosi
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DI ROBERTA PIERACCIOLI
Quando la guerra svuotava dispense e botteghe, le donne italiane imparavano a cucinare con ciò che riuscivano a trovare. Nascevano così ricette dai nomi curiosi: trippa finta, sugo finto, uccelletti scappati e cotolette finte. Piatti che cercavano di sostituire ingredienti ormai introvabili, ma che raccontano soprattutto l’ingegno, la resilienza e la capacità di non sprecare nulla. Le cotolette finte sono una di queste sorprendenti eredità della cucina di guerra…
Se vuoi leggere l’articolo completo, lo trovi pubblicato sul numero di maggio 2026 di Maremma Magazine (alle pagine 134-35), disponibile in edicola, su abbonamento e in versione digitale. Acquista la tua copia on line! Clicca QUI





