Fosco Tarsi, pittore, tipografo, scrittore. E soprattutto… maremmano

Fosco Tarsi, pittore, tipografo, scrittore. E soprattutto… maremmano

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Fosco Tarsi è stato un uomo o meglio un personaggio poliedrico (un po’ pittore, un po’ tipografo, un po’ scrittore) che ha attraversato il Novecento portando avanti con impegno e passione tutte le attività a cui si è dedicato, misurandosi spesso anche con cose d’avanguardia (non solo per la pittura), come ad esempio la creazione di un’azienda per produrre oggetti in plastica…

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DI CORRADO BARONTINI

“Il Quadrivio”, la Galleria d’Arte di Patrizia Zuccherini, a Gennaio 2019 ha ospitato una mostra retrospettiva del pittore grossetano Fosco Tarsi. Inaugurata mercoledì 16 gennaio,
è rimasta aperta al pubblico fino a domenica 27 gennaio 2019. Per molti versi ha confermato la personalità multiforme di questo artista maremmano che ha saputo misurarsi con il proprio tempo lasciandoci, della sua esistenza, un “quadro”
sicuramente molto colorato…

Questo artista maremmano, storico presidente della “Primavera maremmana” (nonché ideatore e fondatore negli anni Settanta del Novecento, dell’omonima manifestazione), era nato a Grosseto nel 1925 ed è stato attivo sino alla fine (avvenuta a gennaio 2018) continuando ad interessarsi di pittura e di tanti altri aspetti della cultura maremmana.
Nella mostra sono state esposte opere scelte dai familiari per ricordare il percorso artistico che Tarsi ha compiuto in oltre mezzo secolo di attività.
Molti dei suoi quadri raffigurano i paesaggi della Maremma rivisitati con colori forti che esulano dalle tonalità naturali: “un colore che, di soggetto in soggetto, cambia espressione e intensità, determinando, in un sovrapporsi di toni accesi e opalescenti, soluzioni e proposte sempre più suggestive e perentorie”, così scriveva Corrado Marsan, critico fiorentino, parlando dei suoi dipinti.
Fosco Tarsi, oltre che essere pittore, ha fatto il tipografo e forse proprio usando gli inchiostri tipografici inizia la sua “avventura di pittore” come scrive di lui il giornalista e amico Mauro Mancini in un articolo del 1974. “È un sincero, è onesto, non ha le astuzie di alcuna scuola. Perché tutto quel colore? Forse perché ha passato tanti anni, una vita, con gli occhi sulle pagine bianche e nere della sua carta stampata. Per reazione. Ma sono colori della maremma, io li riconosco perché ho la memoria di tanti inverni e primavere e stagioni calde passati negli stessi posti”.
L’esperienza di Tarsi non si ferma alla pittura perché in tarda età si è fatto scrittore
mettendosi in discussione con un libro-testimonianza che intitolò: “Un giovane settantottenne… racconta” (pubblicato nel 2003) a cui seguiranno: “Non erano aquiloni” (2006) e “Novanta primavere” (2015 in occasione dei suoi 90 anni); sono libri ricchi di informazioni sulla vita culturale, politica ed economica della Maremma.
Con l’amico Orlando Ciacci dettero vita alla “Plastilene” alla quale venne accorpata la tipografia “La Stampa” e contemporaneamente avviarono il negozio per la vendita di oggettistica in plastica. Erano gli anni ‘50…

Se vuoi leggere l’articolo completo pubblicato sul numero di marzo 2019 di Maremma Magazine, alle pagine 70-72, acquista la tua copia cartacea in edicola oppure la versione digitale, on line! Clicca QUI