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Tirrenica, sessant’anni di promesse vane: la Maremma ora alza la voce e chiede cantieri e sicurezza

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A quasi sessant’anni dai primi progetti, il Corridoio tirrenico resta un’opera incompiuta mentre lungo l’Aurelia si continua a morire. L’ultimo incidente a Capalbio ha riacceso la protesta di istituzioni, imprese e associazioni, che denunciano ritardi, fondi mancanti e responsabilità politiche. Dalla Provincia alla Camera di Commercio, fino a CNA e Legambiente, emerge unan richiesta unanime: interventi immediati per la messa in sicurezza e lo sblocco dell’infrastruttura. La mobilitazione del 17 aprile segna un fronte territoriale compatto che chiede risposte concrete e tempi certi

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Il Corridoio tirrenico è una delle grandi incompiute italiane. Dal 1969 a oggi si sono susseguiti progetti, annunci e definanziamenti, mentre lungo l’Aurelia si continua a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane. L’ultimo incidente mortale nel tratto di Capalbio ha riacceso la mobilitazione di amministratori, associazioni di categoria, sindacati e cittadini, che chiedono al Governo interventi immediati e una reale assunzione di responsabilità…

Se vuoi leggere l’articolo completo, lo trovi pubblicato sul numero di maggio 2026 di Maremma Magazine (alle pagine 14-18), disponibile in edicola, su abbonamento e in versione digitale. Acquista la tua copia on line! Clicca QUI