Un viaggio tra scorci mozzafiato e atmosfere marinare conduce fino al Molo 26 di Porto Santo Stefano, ristorante affacciato direttamente sul mare che rappresenta una sintesi perfetta tra territorio, accoglienza e ricerca gastronomica. Guidato dalla famiglia Ballerano, il locale si distingue per una conduzione autenticamente familiare e per una cucina di mare capace di fondere tradizione e innovazione
****
DI PAOLO MASTRACCA
Il viaggio verso il “tesoro”
Cercare un ristorante d’eccellenza è un po’ come intraprendere una caccia al tesoro: serve intuito, curiosità e la voglia di lasciarsi guidare da un percorso che non può essere mai banale.
E se il tesoro si trovasse su un’isola “che non c’è”? La suggestione richiama inevitabilmente le note di Edoardo Bennato, ma in questo caso l’isola esiste davvero ed è il promontorio dell’Argentario, una terra che conserva il fascino di un’isola pur essendo collegata alla costa da un sottile lembo di terra.
Il viaggio verso Porto Santo Stefano è già di per sé un’esperienza. La strada che conduce al paese corre tra cielo e mare, regalando scorci che cambiano luce e colore a ogni curva. L’ingresso nel rione Valle, proprio all’inizio del centro abitato, offre una prima, intensa percezione della bellezza del luogo: una discesa panoramica che introduce a un contesto capace di sorprendere fin dal primo sguardo.
Proseguendo lungo il porto, tra le pescherie che ogni giorno espongono il pescato fresco, si entra nel rione Croce, accompagnati dallo scenografico lungomare disegnato da Giorgetto Giugiaro.
Il mare è un elemento vivo, in continuo mutamento: l’azzurro si fonde con riflessi argentei mentre, poco più in alto, la Fortezza Spagnola domina il paesaggio con la sua imponenza. Il cuore del paese è il piazzale dei Rioni, un tempo definito “piazza delle meraviglie”, affacciato su un’insenatura che lambisce il celebre stadio del Turchese, teatro del tradizionale Palio Marinaro dell’Argentario.
Da qui, seguendo il porto turistico della Pilarella, tra yacht e atmosfere che evocano viaggi lontani, si giunge alla destinazione finale.



Alla guida della cucina c’è Graziano Ballerano, chef con un bagaglio di esperienze costruito nel tempo in contesti di alto livello. Dalle Terme di Saturnia alle esperienze internazionali in Svizzera e Thailandia, fino all’incontro con Angelo Troiani, chef stellato del Convivio Troiani di Roma.
La proposta gastronomica del Molo 26 parte da un principio chiaro: “valorizzare il territorio – spiega Graziano Ballerano – attraverso una cucina di mare legata alle tradizioni sviluppata in chiave moderna grazie all’utilizzo della tecnica che spazia dai metodi di cottura, alle lavorazioni innovative fino alle rivisitazioni di piatti che provengono dalla memoria del nostro territorio”.
Piatti iconici e riconoscimenti nazionali
Un’esperienza tra gusto e paesaggio


