Gli Improvvisati, attori per caso, ma non troppo! E con risultati...

Gli Improvvisati, attori per caso, ma non troppo! E con risultati sorprendenti!

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È un gruppo teatrale amatoriale che porta in scena commedie esilaranti con l’intento di divertire divertendosi. Parliamo de “Gli Improvvisati” compagnia teatrale, nata, quasi per caso, poco più di un anno fa a Batignano un piccolo borgo di Maremma dove si respira la socialità di una volta e dove persone inizialmente accomunate dall’amicizia hanno deciso di cimentarsi in un’avventura nuova. E con risultati sorprendenti!

Il gruppo dopo il debutto dello scorso anno con “Il fantasma del povero Piero” si sta da poco cimentando nella seconda rappresentazione “Natale al basilico”

di Lina Sellaroli*

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Recentemente sono stata invitata dalla mamma di un mio alunno ad assistere, a Batignano, ad uno spettacolo teatrale nel quale recitava anche lei: “Natale al basilico”.
Ero pronta ad assistere alla solita rappresentazione teatrale fatta da persone che si improvvisano attori, come lo stesso nome scelto per la compagnia – “Gli Improvvisati” – sembrava suggerire. Ed invece, con piacevole sorpresa, ho assistito ad uno spettacolo esilarante, uno dei più divertenti che abbia mai visto, in cui gli attori hanno recitato con inattesa e sorprendente bravura. Ho riso dall’inizio alla fine, come raramente mi era capitato durante uno spettacolo teatrale. Di sicuro questi attori non si possono definire “improvvisati”, ed il nome del gruppo non rende affatto giustizia, né corrisponde minimamente, alla qualità espressa sul palco.
“Gli Improvvisati” sono un compagnia teatrale, nata, quasi per caso, poco più di un anno fa a Batignano. Viviana Filippini, la fondatrice del gruppo, ebbe l’idea ispiratrice nel dicembre 2013, durante la recita di Natale dei bambini della parrocchia. “Perché non formare un gruppo teatrale anche con gli adulti?” si chiese. E così, navigando su internet, andò alla ricerca di una commedia da poter rappresentare. Trovò “Il fantasma del povero Piero”, una commedia brillante di Camillo Vittici, con 8 personaggi, che sembrava decisamente adatta allo scopo. Pensando agli abitanti del paese, al loro carattere e alla loro fisicità, iniziò ad associare i propri compaesani ai vari personaggi. Paolo Perna sembrava perfetto per il ruolo del fantasma. Stefano Vergari, il fioraio del paese, per il ruolo del mago. E così via, fino a riuscire ad abbinare tutti i ruoli della commedia alle persone che ritenne più adatte, a causa di un perfetto “physique du rôle”. Alcuni rifiutarono la proposta di Viviana, mentre altri accettarono con entusiasmo.
Quando, verso i primi di gennaio, furono assegnati tutti i ruoli previsti dalla commedia di esordio, venne finalmente costituito il gruppo “Gli improvvisati”. Inizialmente Roberta Giannini aveva suggerito “Gli arrangiati” come nome per il gruppo, ma il nome “Gli improvvisati” proposto da Rosina Filippini sembrò a tutti il più adatto per un gruppo nato improvvisamente e quasi per caso.
Da allora, ogni martedì, nella sala parrocchiale di Batignano, non c’è stata malattia in grado di interrompere la preparazione dello spettacolo da parte della compagnia. “Anche con la febbre sono andata alle prove” ricorda ancora Rosina.
Il debutto avvenne il 28 aprile 2014 a Batignano, durante la festa del paese, al quale seguì la replica a Roselle nel mese di giugno. Il successo di questo esordio fu così grande che altri paesani, affascinati dal risultato, chiesero di entrare a fare parte della compagnia. E così al gruppo iniziale, formato da Rosina Filippini, Roberta Giannini, Paolo Parricchi, Paolo Perna, Rino Socci, Manuela Goracci, Stefano Vergari e Debora Vichi, si aggiunsero Sonia Rinaldi e Serena Severi. “Mi sono piaciuti così tanto – dice Serena Severi – che anche a me è venuta la voglia di provarci”.
Nel frattempo Manuela Goracci ha momentaneamente lasciato la compagnia, e Rino Socci ha abbandonato il ruolo di attore per ricoprire quello di regista.
Nel mese di settembre “Gli improvvisati” hanno cominciato a lavorare ad una nuova commedia: “Natale al basilico”. La commedia, appunto, alla quale sono stata invitata ad assistere e che mi ha spinto, carica di entusiasmo, a scrivere quest’articolo.
“Natale al basilico” di Valerio Di Piramo è una commedia brillante, in cui Oreste (magnificamente interpretato da Paolo Perna), che già pensava di trascorrere le festività natalizie in intimità solo con sua moglie Carla (interpretata da Rosina Filippini), per una serie di paradossali circostanze si ritrova invece in casa ospiti inattesi ed alquanto bizzarri: la suocera Adele (Roberta Giannini), Wladimir il russo (Stefano Vergari), la stravagante Lilly (Debora Vichi), le figlie (Serena Severi e Sonia Rinaldi), l’indiano Buruni (Paolo Parricchi) e la governante Cesira (Luisa Sodi).
La commedia si sviluppa in un susseguirsi scoppiettante ed inarrestabile di colpi di scena e di gag irresistibili. Con indubbio ed inaspettato talento, gli “Improvvisati” riescono ad esaltare le caratteristiche dei vari personaggi, rendendo scorrevole, vivace e divertente la commedia. Grazie alla loro verve e ad una travolgente comicità naturale, l’intero spettacolo fa ridere, fino alle lacrime, già dalle prime battute.
“Natale al basilico” è stata presentata a Batignano il 28 aprile scorso, a Roselle l’8 giugno, e sicuramente ci saranno altre attesissime e seguitissime repliche.
Sebbene il gruppo sia nato quasi per caso, riunendo persone inizialmente accomunate dall’amicizia e dal desiderio di sfidarsi in un’avventura nuova, il clima di complicità e di estrema familiarità che si è subito creato nei martedì dedicati alle prove ha sciolto anche le personalità più chiuse o titubanti. E il successivo affiatamento, naturale come in una grande famiglia, ha permesso di rivelare i talenti nascosti, sopiti o inattesi, e di creare o rinnovare le passioni verso il teatro e la recitazione. “Per quanto mi riguarda – dice, ad esempio, Debora Vichi – la passione per il teatro e la recitazione l’ho scoperta solo ora. Approcciandomi a questa nuova esperienza, ho potuto scoprire e valorizzare aspetti di me finora inesplorati”. E la forza, condivisa, di tali passioni è tale che, per non lasciare senza ruolo una loro attrice, hanno addirittura creato il personaggio della governante, non presente nella stesura originale. È un personaggio che agisce senza copione; entra ed esce a piacimento e le sue battute sono del tutto improvvisate. “È una mina vagante”, dicono di lei gli attori. E sono riusciti a coinvolgere, almeno nel primo spettacolo, anche il mio alunno Marco Maccaferri, figlio di Debora Vichi, trasmettendogli un interesse per la recitazione che è risultato evidente anche nelle nostre attività teatrali a scuola.
Ma nella compagnia tutti i compiti sono importanti. È determinante il ruolo di Elena Ghidini e Laura Serra, le suggeritrici, che supportano, da dietro le quinte, gli attori sul palco, fornendo loro la tranquillità necessaria ad affrontare il pubblico, sicuri di non poter dimenticare neanche una battuta (Elena Ghidini inoltre si occupa anche delle scenografie). E ugualmente fondamentale risulta la missione di Veronica Santamaria, la truccatrice, che ha l’arduo compito di dover invecchiare e imbruttire, seguendo i dettami dell’autore, alcuni dei protagonisti. O di dover ideare macabri maquillage per fantasmi o altri improbabili personaggi degli spettacoli teatrali.
Non da meno il ruolo dei tecnici Nicola Pilla, Roberto Giannini, Andrea Franci, Arcangelo Alessandri e della presentatrice Daniela Bai.
Né va dimenticato il ruolo avuto, all’inizio, dalla fondatrice Viviana Filippini, che grazie all’intuizione avuta un anno e mezzo fa è riuscita a creare praticamente dal nulla un gruppo teatrale affiatato e di talento. A lei, catalizzatrice di entusiasmi e passioni, deve andare il ringraziamento sia degli attori sia, soprattutto, del pubblico.
Pubblico che scopre subito, durante lo spettacolo, l’intensità dell’amore degli attori verso ciò che fanno e trasmettono. E sul palcoscenico la loro bravura risulta così perentoria da riuscire a coinvolgere e divertire gli spettatori fin dalle prime battute, catturandone l’attenzione e l’interesse fino agli inevitabili applausi finali.
La dimostrazione che con il cuore e la passione si possono raggiungere risultati straordinari, anche quando si inizia per caso, quasi per gioco, improvvisando.
*Maestra presso la Scuola
Primaria di Roselle (Grosseto)

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