Il fascino e il mistero dell’isola di Montecristo / The charm and...

Il fascino e il mistero dell’isola di Montecristo / The charm and the mystery of the island of Montecristo

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Ben visibile nel pieno dell’estate dalla costa maremmana soprattutto quando le giornate sono limpide, l’isola di Montecristo è un luogo non comune, di rara bellezza e suggestione che grazie al celebre romanzo di Dumas fa ancora oggi sognare. Il racconto esperenziale di un incontro molto ravvicinato con questa riserva naturale che solo in pochissimi ogni anno possono visitare / Montecristo is an island of rare beauty and charm, clearly visible from the Maremma Tuscany coast, especially during bright days. Thanks to the famous novel by Dumas it makes many people dream. Enjoy the story of a journey on this nature reserve that only a few lucky ones per year have the opportunity to visit.

Testo di Nello Landi – Traduzione di Gemma Bancalà

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Sono tanti anni ormai che sogno, ogni volta, guardando di fronte a me il mare e le isole dell’arcipelago toscano. Nelle giornate più limpide e terse, dalla spiaggia di Castiglione, è facilmente distinguibile l’Isola del Giglio, l’Isola dell’Elba, in lontananza la Corsica e, proprio di fronte, la misteriosa e fascinosa Montecristo.
È quest’ultima che mi fa sognare di più. Sarà che da bambino, come tanti altri, Dumas con la sua bellissima avventura ha inciso profondamente nel mio immaginario, tanto quanto basta perché il Conte di quell’isola, con le sue mille peripezie, rapisse la mia fantasia ed il mio cuore.
Quante volte mi sono immedesimato totalmente e avrei voluto incontrare l’abate Faria per avere quella famosa mappa, per poi nuotare fino allo stremo delle mie forze ed avventurarmi su quell’isola alla ricerca del tesoro. Montecristo, oggi, è riserva naturale.
Sono pochissimi i fortunati che ogni anno possono sbarcarvi e godere delle sue bellezze.
Già una volta, alcuni anni fa, avevo avuto l’opportunità di andarci ma, a causa delle condizioni meteo marine avverse, a poca distanza dall’agognato porticciolo, siamo dovuti rientrare. Che delusione!
Oggi però la giornata è splendida e tutto va per il meglio.
Saliamo su una motonave al porto di Castiglione della Pescaia, di primo mattino, l’aria dell’alba ha un sapore meraviglioso sa di nuovo, i colori intorno emergono lenti ed il chiaroscuro lascia sempre più spazio alla luce fino a rivelarne i contorni nitidi. Finalmente si parte, ci avviamo all’isola del sogno. Del mio sogno.
Il mare calmo, mi permette di continuare a fissare le tre cime dell’isola, sempre più vicine e distinte, e dopo averla circumnavigata, si sbarca nel porticciolo che guarda verso le isole maggiori.
Alcuni, accompagnati dalla Guardia Forestale, proseguono a piedi per raggiungere i ruderi del convento, ubicato alla sommità dell’isola, ma noi, invece, ripartiamo per lo Scoglio d’Africa. Isolotto veramente microscopico, letteralmente in mezzo al mare, tra Montecristo e la Corsica, utilizzato come faro per i naviganti.
Il mare è splendido, di un blu che invita a fare il bagno. La forte corrente, che di solito attraversa in tutte le direzioni quest’oasi in mezzo al blu profondo, fa sì che solo pochi possano raggiungerlo a nuoto.
Mi è difficile pensare a chi ha vissuto, sino a poco tempo fa, in questo luogo, per tenere accesso il faro della salvezza o della buona navigazione, ora automatico. Ma qualcuno c’era. Specialmente nelle notti di burrasca, la vita non deve essere stata facile, ma quanto devono i naviganti a questi sconosciuti “eroi”.
Rientriamo per il pranzo nel porticciolo e finalmente scendiamo sull’isola. Finalmente!
Il granito la fa da padrone, insieme alle capre, alla scarsa vegetazione e alle vipere che vengono “allevate” per raccogliere il loro prezioso siero.
Non c’è acqua potabile, poiché quella di sorgente, a causa del granito è ricca di arsenico.
Poco distante dal porticciolo poche costruzioni: la Villa Imperiale, casina di caccia del re Vittorio Emanuele II, la Caserma della Forestale e la casa del guardiano, Giorgio.
Da terra cerco con gli occhi stupiti come di bambino, di trovare un possibile nascondiglio del tesoro, ma non distinguo nulla. Cerco informazioni da Giorgio, che mi spiega che probabilmente il tesoro, era costituito dagli arredi del Convento, nascosti ai pirati Saraceni e mai ritrovato.
Le pietre preziose, invece, Dumas l’aveva già fatte recuperare all’intrepido Conte di Montecristo, dietro indicazioni del buon abate Faria. Non ho quindi speranza, non potrò tornare indietro da questo posto incantevole ed essere io il nuovo Conte di Montecristo. Ahimè! Ma che importa, ho sognato e continuerò a sognare. Nessuno però, mai più, potrà farmi dimenticare ciò che è stato e ho visto. Una giornata favolosa dove il mio cuore si culla e non si quieta.
A presto Montecristo, isola dei miei sogni.

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The charm and the mystery of the island of Montecristo
Anytime I look at the sea and and the Tuscan archipelago in front of me, I start dreaming. In bright and clear days, from the beach of Castiglione della Pescaia you can easily distinguish the Giglio and Elba Islands, the Corsica in the distance and, just in front of you, the mysterious and charming Montecristo.
It is Montecristo that makes me dream the most. Maybe because the wonderful adventure by Dumas deeply impressed my imagination when I was a child, so much that the Count of the isle with its thousands vicissitudes stole my heart and fantasy.
How many times did I totally identify with the count of Montecristo and wish to meet the Abbot Faria to have that famous map and then swim until completely worn out and venture into that island to look for the treasure?!
Montecristo is a natural reserve today.
Only a very few lucky ones per year have the chance to go ashore and enjoy its beauty.
Some years ago I already had the opportunity to go, but when we were almost there, closed to the craved little harbour, we had to come back because of bad sea conditions. What a disappointment!
But today it’s a splendid day and everything is going fine. We leave early in the morning from the harbour of Castiglione della Pescaia, the air at dawn has a marvellous taste, colours appear slowly around as the light makes shapes bright and well-defined. We depart finally, heading to the island of my dreams.
The calm sea allows me to look at the three peaks of the isle, closer and closer. After circumnavigating it, we disembark in the small port that looks towards the major islands.
Someone, together with the forest rangers, continues on foot to visit the convent ruins on the summit of the isle, while we leave again for the Isolotto d’Africa. It is a microscopic islet, literally in the middle of the sea, amongst Montecristo and Corsica, used as a lighthouse for seamen.
The sea is wonderful, it is in a blue that invites you to take a swim. The strong current, that normally comes in all directions in this point, lets only a few of us reach the island swimming.
It’s hard to me thinking of the people that used to live here in the past, when the lighthouse was not automatic as today, and had to keep it operative during stormy nights. They have been “unknown heroes” for seamen and a safe navigation.
We come back to the port for lunch and finally go ashore on the Island! Granite is the protagonist, together with goats, a lacking vegetation and vipers that are raised here to take their precious serum.
There is no drinking water, as the spring water is rich in arsenic because of the granite.
Closed to the port there are a few constructions: the Imperial Villa, the forest rangers barracks and the guardian house.
With the amazed eyes of a child, I look for a possible hiding place of the treasure. I ask the guardian Giorgio, he told me that probably the treasure was composed by the Convent decor, that had been hidden to Saracen pirates and never rediscovered.
While the gemstones had already been recovered by the Dumas Count of Montecristo, thanks to the good abbot Faria indications.
I have no chance then, to come back from this fantastic place as the new Count of Montecristo! But who cares, I dreamt and I will keep on dreaming. I will never forget what it’s been and what I saw. A fabulous day where my heart cherished.
See you soon Montecristo, isle of my dreams.

Foto di Corrado Angelo Landi

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