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“Focarili e falò rituali nell’Amiata e nelle Maremme della Toscana” raccontati da Edo Galli e Giulio Bardi

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Si intitola “Focarili e falò rituali nell’Amiata e nelle Maremme della Toscana. Storia e uso del fuoco attraverso gli archivi fotografici” ed è il libro a cura di Edo Galli e Giulio Bardi presentato a metà dicembre al Museo archeologico e d’arte della Maremma. Un viaggio nella tradizione rurale maremmana attraverso fotografie e ricerche etnografiche che raccontano le atmosfere delle veglie contadine accanto al fuoco, dal 1700 al 1900

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DI CORRADO BARONTINI

Il fuoco all’interno della tradizione popolare Toscana, fra storia, etnografia e documentazione archivistica. Può essere questa la sintesi del libro “Focarili e falo’ rituali nell’Amiata e nelle Maremme della Toscana”…diversi “riti del fuoco” dei quali si è parlato anche in alcuni numeri di Maremma Magazine.
Si tratta della “Focarazza” di Santa Caterina (Roccalbegna) che ha luogo il 24 novembre; la “Torciata” di San Giuseppe che ha luogo a Pitigliano il 19 Marzo; inoltre il 30 Dicembre a Santa Fiora si accendono grosse pire di legna che ardono e “favoriscono – come scrive Paolo Nardini – la socialità”.
Nell’intervento di Nardini intitolato “Miti e riti intorno al fuoco” vengono ricordati altri fuochi, oggi praticamente scomparsi: “… i fuochi che venivano accesi il 17 gennaio per Sant’Antonio Abate, il 24 Giugno per San Giovanni, il 14 Agosto per l’Assunta, l’8 settembre per la natività di Maria…”. Allo stesso tempo aggiunge che: “Il fuoco poteva avere anche una dimensione domestica, come nel caso, ancora, del periodo natalizio, in cui si usava porre nel camino un grosso ceppo, che doveva ardere per tutto il periodo festivo.”
Giulio Bardi compila invece una propria “Rassegna di riti ignei in Maremma” affermando che “La fascinazione esercitata dal fuoco è da ricercarsi nella sua pluralità di utilizzi e di significati: distrugge, illumina, riscalda, permette la cottura dei cibi, crea un punto di aggregazione (privato nel caso del focarile domestico, pubblico nel caso dei falò)”.
Il libro si apre con una nota introduttiva di Pier Giorgio Zotti il quale sottolinea che: “Per fare un camino che funzioni bene bisogna conoscere, come Edo, l’arte dei soffi…”.

Se vuoi leggere l’articolo completo pubblicato sul numero di marzo 2019 di Maremma Magazine, alle pagine 74-75, acquista la tua copia cartacea in edicola oppure la versione digitale, on line! Clicca QUI!