Istia d’Ombrone, un borgo sospeso tra storia e leggenda a due passi...

Istia d’Ombrone, un borgo sospeso tra storia e leggenda a due passi da Grosseto

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Prosegue il viaggio alla scoperta delle frazioni del Comune di Grosseto. Dopo Batignano e Roselle, Marina di Grosseto e Principina a Mare, Rispescia ed Alberese ad ottobre il tour tocca un altro piccolo borgo a due passi dal capoluogo maremmano, in direzione Scansano, pieno di storie che non t’aspetti e cose da scoprire: Istia d’Ombrone

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DI GIADA RUSTICI

La Maremma è una terra tutta da scoprire, una terra di cui è impossibile non innamorarsi, chiusa tra scorci selvaggi, spiagge e storia antichissima. Una bellezza non addomesticata che si ritrova in ogni scorcio, in ogni borgo arrampicato su rocche antiche e in quelle coste in parte ancora selvagge, sempre in grado di incantare sia chi vuole riscoprire le radici di questa terra, sia chi vuole semplicemente affacciarvisi in modo fugace. Per viverla fino in fondo, la Maremma, è però necessario abbandonare la razionalità e semplicemente perdervisi, camminando senza programmi, e scoprendo un po’ alla volta i tesori che custodisce.
È così, quasi per caso, che appare, ad una manciata di chilometri da Grosseto, la località di Istia d’Ombrone, procedendo verso est, in direzione Scansano. Il suo nome, Ischia, letteralmente ‘isola’, fa pensare che originariamente potesse comprendere un’isola nel fiume. Il fatto che il suo nome sia legato sempre al suo fiume trova spiegazione in un’antica leggenda: visse, nelle nostre terre, la ninfa Ambra che la notte si dilettava in danze ipnotiche, attirando l’attenzione di Ombrone che se ne innamorò. La ninfa, però, sdegnosa non corrispondeva e fuggì. Ombrone non si diede per vinto e prese ad inseguirla, vezzeggiandola, implorandola ed infine minacciandola pur di farla sua. Corsero ovunque in giro per le nostre terre, fino a che le forze di Ambra non cominciarono a cedere. Ombrone si convinse di avercela fatta ma, quando stava per afferrarla, lei sentendosi perduta invocò l’aiuto di Diana, che subito la trasformò in un’isoletta di roccia in mezzo al fiume. Ombrone rattristato iniziò ad abbracciarla con le sue acque e a piangere, ma la roccia era muta e non rispondeva. Tutti udivano il canto del fiume, i boschi, la luna, i pastori e i butteri. Il tempo passava e il fiume continuava a consumare la roccia, a furia di scorrere e di abbracciarla.
La prima citazione dell’abitato è dell’862, con il nome Iscle, utilizzato come insediamento lucchese sorto per mettere in comunicazione i possedimenti costieri con quelli dell’interno fino a Campagnatico. In realtà, la vicinanza con Roselle e vari reperti rinvenuti nella parte alta del territorio di Istia lasciano presupporre stanziamenti in età etrusca e romana anche per la presenza di materiali di riutilizzo risalenti all’età imperiale rinvenuti in loco…

Se vuoi leggere l’articolo completo, lo trovi pubblicato sul numero di ottobre 2022 di Maremma Magazine (alle pagine 86-88), disponibile in edicola, su abbonamento e in versione digitale. Acquista la tua copia on line! Clicca QUI