17-21 settembre 1328, cronaca di un memorabile assedio della città di Grosseto

17-21 settembre 1328, cronaca di un memorabile assedio della città di Grosseto

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È un fatto storico davvero memorabile – a cui la comunità grossetana è molto legata – quello accaduto tra il 17 ed il 21 settembre 1328, quando la città di Grosseto riuscì a resistere al violento assedio dell’imperatore tedesco Ludovico detto “il Bavaro” che si presentò con il suo esercito sotto le mura della città, considerata uno scalo di rilevante importanza strategica nel contesto dei traffici commerciali delle città guelfe della Toscana avverse all’Imperatore

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DI GUALTIERO DELLA MONACA

L’ascesa di Ludovico il Bavaro e i contrasti con il Papato

La vita politica, sociale ed economica della penisola italiana nella prima metà del Trecento fu gravemente condizionata dal complesso clima politico che, dopo il trasporto della sede pontificia in Avignone (1309), aveva visto riaccendersi i contrasti tra Guelfi e Ghibellini – pur avendo i due termini perso buona parte dei loro significati originari – e inasprirsi le lotte tra i Comuni…
A quel tempo Grosseto era una città murata impegnata nel rendersi autonoma sia dai conti Aldobrandeschi che dalla Repubblica senese e, pur avendo partecipato con i Ghibellini alla battaglia di Montaperti (1260), si trovava fin dal 1311 a far parte della lega guelfa per volere dei suoi nuovi signori, gli Abati del Malia, legati a Siena…

L’assedio è ricordato a Grosseto anche con una lapide posta sotto Porta Vecchia ed è rappresentato su un grande pannello collocato nel grande salone del Cassero senese.

Grosseto nel mirino dell’Imperatore

L’Imperatore tedesco Ludovico il Bavaro (1282-1347) ripartì per Viterbo, da dove, insieme all’Antipapa si mise in cammino per Pisa. Questa volta Ludovico decise di non risparmiare Grosseto. Istigato dal conte Jacopo Aldobrandeschi di Santa Fiora, desideroso di riconquistare la città perduta dai suoi avi, e dai fuorusciti genovesi che volevano impedire ai Senesi l’accesso al mare, Ludovico entrò nella Maremma grossetana e il 17 settembre 1328 si presentò con il suo esercito sotto le mura della città, considerata uno scalo di rilevante importanza strategica nel contesto dei traffici commerciali delle città guelfe della Toscana avverse all’Imperatore…
In ricordo dell’eroica difesa i grossetani vollero che lo stemma della città, un grifone argenteo alato in campo rosso, venisse armato di spada nella zampa destra, assumendo così l’aspetto che porta ancora oggi…

Se vuoi leggere l’articolo completo e leggere come si è svolta la resistenza di Grosseto all’assedio dell’imperatore, lo trovi pubblicato sul numero di luglio 2022 di Maremma Magazine (alle pagine 74-77), disponibile in edicola, su abbonamento e in versione digitale. Acquista la tua copia on line! Clicca QUI