Stefano Palmieri, lo swing della libertà che batte anche l’handicap

Stefano Palmieri, lo swing della libertà che batte anche l’handicap

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La storia di Stefano Palmieri, non vedente a causa di un tragico incidente avvenuto nel 2002, è una storia che non lascia indifferenti. Perché dimostra che con la determinazione giusta si possono superare ostacoli in apparenza insormontabili. Proprio come sta facendo lui nel golf blind dedicato ai non vedenti. Sport nel quale continua a vincere e ad alzare la sfida per sé e per gli altri contro l’handicap

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DI MICHELE GUERRINI

Da appassionato di maratone, nel 2013 scopre il golf blind dedicato ai non vedenti. Da quella notizia a calpestare il green del Golf Club Toscana al Pelagone (Gavorrano) è stato un momento. Inizia così un lungo percorso di scoperta e sfida personale che lo porta ad essere un esempio da seguire nel panorama sportivo italiano e internazionale.
Il Golf non è un gioco. È considerato la seconda disciplina sportiva più difficile, dopo il salto con l’asta. La pratica e sviluppo dello swing (ovvero il movimento che si esegue, in maniera diversa, per ogni colpo) è un atto avvertito come innaturale dal corpo umano, in parallelo immaginate una partita lunga almeno cinque ore, in cui si tirano “solo” cento colpi. Ogni colpo è importante (nel golf vince chi fa meno errori, è frase comune) mentre lo stress, la stanchezza fisica e le imprevedibilità meteorologiche si fanno sempre più vicine.
È uno sport però che ti permette di apprezzare la meraviglia della natura, di contemplarla in un momento di bellezza e passione.
Ma Stefano non ci vede più dal tragico incidente del 2002. E non aveva mai giocato a golf prima. Al contrario di molti giocatori non vedenti, non ha nessun riferimento precedente di come sia fatto un prato da gioco, le buche, e, soprattutto, la posizione del suo corpo in un determinato gesto come lo swing.
Qui nasce la grande sfida di Stefano e delle persone (maestri, collaboratori) che lo accompagnano nel suo percorso. Un percorso fatto di pazienza e tenacia che negli ultimi mesi lo vede allenarsi ogni giorno almeno tre ore, per rafforzare non solo la sua tecnica e consapevolezza fisica ma la sinergia con le guide che lo accompagnano in ogni gara…

Se vuoi leggere l’articolo completo, lo trovi pubblicato sul numero di settembre 2022 di Maremma Magazine (alle pagine 80-82), disponibile in edicola, su abbonamento e in versione digitale. Acquista la tua copia on line! Clicca QUI