Quando «Campo Regio» divenne teatro di una cruenta battaglia nell’anno 225 a.C.

Quando «Campo Regio» divenne teatro di una cruenta battaglia nell’anno 225 a.C.

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Campo Regio è un angolo di Maremma, situato dalle parti di Talamone, nei pressi delle alture di Poggio Ospedaletto, a soli due chilometri da Poggio Talamonaccio. Qui nel 225 a.C. venne combattuta una memorabile quanto cruenta battaglia, fra i Celti della Gallia Cisalpina invasori e gli eserciti romani dei consoli Gaio Atilio Regolo e Lucio Emilio Papo

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DI DARIO CASTRIOTA

Chissà se i turisti che nella stagione estiva accorrono numerosi sulle spiagge della Costa d’Argento sanno che proprio qui, nel 225 a.C., a poca distanza da Talamone, ebbe luogo una delle battaglie più sanguinose dell’intera storia romana.
Nei pressi delle alture di Poggio Ospedaletto, infatti, a soli due chilometri da Poggio Talamonaccio, le legioni dei consoli Gaio Atilio Regolo e Lucio Emilio Papo sconfissero le truppe galliche, guidate dai re Concolitano e Aneroesto, ma decine di migliaia di morti restarono sul terreno…
Gualtiero Della Monaca, nel libro “Talamone 225 a.C.” (Effigi, 2013), spiega come si arriva allo scontro: «La conquista romana della penisola italica era ormai un obiettivo a portata di mano: solo i territori posti a nord dell’Etruria sfuggivano al controllo di Roma, essendo ancora in mano ai Galli. La costituzione di colonie latine come Sena Gallica (Senigallia), Ariminum (Rimini) e Aesis (Jesi) aveva allargato i confini della Repubblica fino alle falde settentrionali dell’Appennino tosco-emiliano. La ferma volontà dei Romani di spostare il confine settentrionale dagli Appennini alle Alpi era sempre più evidente, dato che quelle catene montuose costituivano un vero e proprio baluardo naturale in grado di scoraggiare qualsiasi tentativo di invasione. I Galli cercarono in ogni modo di contrastare l’ambizioso progetto, ben sapendo come la posta in gioco fosse la loro stessa sopravvivenza».
I Galli, che nel III secolo a.C. sono stabilmente insediati nella parte settentrionale della penisola italiana, corrispondente alla cosiddetta «Gallia Cisalpina», non hanno dunque alcuna intenzione di assecondare le mire espansionistiche dei Romani. Decidono, quindi, di giocare d’anticipo: allestiscono un esercito composto da 70.000 combattenti e partono alla volta di Roma, pronti a marciare sulla città eterna…
La notizia, però, percorre la penisola. Il Senato romano proclama lo stato di tumultus, che dà il via libera alla leva di massa. In pochi mesi, i Romani mobilitano 150.000 uomini…
Le legioni del console Lucio Emilio Papo si dirigono su Rimini, mentre Gaio Atilio Regolo conduce le sue truppe in Sardegna, dove è appena scoppiata una rivolta. Roma non si aspetta che i Galli puntino sull’Etruria, ma questo è esattamente ciò che avviene…
Gaio Atilio Regolo, terminata la missione in Sardegna, è appena sbarcato a Pisa. Sta percorrendo la costa verso sud per rientrare a Roma. Con lui ci sono decine di migliaia di soldati. Nemmeno il console romano immagina di incontrare il nemico, e quando avvista i Galli è il primo a rimanere sorpreso. Come spesso accade, la casualità gioca un ruolo decisivo. A Poggio Ospedaletto avviene il primo scontro. I Romani ne escono vittoriosi, ma a caro prezzo: Gaio Atilio Regolo muore, insieme a 3.000 dei suoi uomini…

Se vuoi leggere l’articolo completo, lo trovi pubblicato sul numero di aprile 2021 di Maremma Magazine (alle pagine 92-95), disponibile in edicola, su abbonamento e in versione digitale. Acquista la tua copia on line! Clicca QUI