Sulle tracce del patrimonio culturale francescano in Maremma…

Sulle tracce del patrimonio culturale francescano in Maremma…

443
0
CONDIVIDI

Nonostante siano passati più di 800 anni non sembrano esserci dubbi sul passaggio di San Francesco sul suolo grossetano. Difficile stabilire con esattezza tutto ciò che fece e tutto ciò che sfiorò. Sicuramente non era dotato dei moderni sistemi di tracciatura, né ufficiali e scientifici, né di divertenti games turistico-naturalistici, ma certamente la sua eredità spirituale aleggia ancora in tutti i luoghi della nostra provincia. Vediamo dove e perché…

****

DI TINDARA RASI

San Francesco, santo umbro, ebbe molta influenza in area maremmana. Abitò qui, fondò monasteri, ebbe amici. Ma del suo girovagare in questo territorio non è possibile avere molti dati certi. Oggi esistono numerose modalità, grazie alle quali si possono lasciare tracce del proprio passaggio ad altri. Dal materiale cartaceo, ai siti, alle App, ogni spostamento è tracciato e localizzato. Ultima frontiera proviene dalla caccia al tesoro, metà virtuale, metà ambientale, detta “geocache”. Si tratta di un gioco di comunità che propone di geolocalizzare e inserire coordinate e riferimenti di alcuni luoghi di interesse paesaggistico o storico raggiunti da un primo utente, lasciando nel contempo per gli altri “invitati” direttamente sul luogo, appositi contenitori con bugiardino, logbook o casellari per firme a beneficio di chi li ritrova, pezzi di giochi detti trackable, ecc…
Chi legge sul sito la nuova location geomappata, e decide di partecipare al gioco, si mette sulle tracce dettate da quelle coordinate per ritrovare il contenitore cache lì nascosto. Quando lo trova, lo apre, inserisce un oggettino suo, firma il logbook cartaceo che ne registra la propria presenza, lo rimette a posto nel suo nascondiglio segreto, va sul sito internet e contrassegna il raggiungimento di quel punto con una foto, un materiale specifico, un commento. Per trovare il luogo, per ricavare le coordinate, spesso sul sito vengono preventivamente caricati dei rebus da risolvere. Travalica il gioco stesso l’aspetto più interessante e nascosto: rincorrendo le nuove postazioni inserite nel sito, a caccia di punti e quindi di “tesori” simbolici, si cammina, ci si muove, si scoprono posti diversi. Il geocache può essere cercato da soli o a gruppi. Sono stati organizzati raduni ed eventi dalla comunità anche per pulire determinate zone inquinate, per ripristinare sentieri abbandonati, per la piantumazione di nuove piante in aree danneggiate, come l’evento Cache In Trash Out.
La Toscana, in questo gioco a metà tra virtuale e turistico, è una capostipite. In Maremma, geocache si troverebbero presso Monte Labbro nei luoghi di Davide Lazzaretti, vicino alla pieve di Santa Maria ad Làmulas, tra i ruderi dell’eremo di Malavalle, negli scavi della canonica di San Niccolò con la sagoma dalla forma di margherita a Montieri, presso la sede vescovile di Roselle. Servirebbero però anche geocache per valorizzare il patrimonio culturale, artistico e immateriale, di origine francescana.
A giugno del 2019 un geocacher ha inserito la basilica di San Francesco ad Assisi tra i luoghi da ricercare…

L’articolo prosegue individuando le tappe di una caccia in cui i tesori sono rappresentanti dai luoghi e dai personaggi legati a S. Francesco in Maremma. Se vuoi leggere l’articolo completo, lo trovi pubblicato sul numero di maggio 2020 di Maremma Magazine (alle pagine 78-82), disponibile in edicola, su abbonamento e in versione digitale. Acquista la tua copia on line! Clicca QUI