“Pale a prua”, dopo due anni torna finalmente il Palio Marinaro dell’Argentario

“Pale a prua”, dopo due anni torna finalmente il Palio Marinaro dell’Argentario

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Dopo due anni di stop a causa della pandemia, torna quest’anno il Palio Marinaro dell’Argentario. L’appuntamento è in programma a Porto Santo Stefano come da tradizione il 15 agosto, ma la classica sfida remiera tra i rioni Croce, Fortezza, Pilarella e Valle inizia molto prima. Viaggio all’interno di una delle manifestazioni folkloristiche più sentite e attese di Maremma

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DI FRANCESCA COSTAGLIOLA

Una tradizione molto sentita

Il Palio Marinaro dell’Argentario è una delle manifestazioni più amate di Maremma, ma non solo; è un evento identitario che rappresenta le radici, la cultura profonda, il senso di appartenenza dei santostefanesi al proprio territorio: competizione tra i rioni sì, ma anche condivisione, convivialità, legame con il mare, gioia di vivere, ebrezza di provare a vincere, con fierezza e dedizione. Ogni bambino che nasce ha già un’appartenenza contradaiola, una sorta di battesimo che lo rende speciale e pronto negli anni a difendere i propri colori.
Dopo l’inaugurazione della nuova stagione post Covid del Palio marinaro dell’Argentario avvenuta lo scorso aprile con la sfida al femminile che ha visto la vittoria della Pilarella, il 15 agosto l’Arena del turchese tornerà a splendere di colori, urla, tuffi in mare: mai, se non durante la Seconda Guerra Mondiale, dal 1940 al 1944 il Palio si era fermato così a lungo, due anni senza vogate in mare sono un’eternità, come se si perdesse la dimensione del tempo, dello spazio, il senso del quotidiano…

La leggenda

Bisogna tener ben presente che il Palio è un evento storico su cui alita un alone leggendario che narra di un “tartarone”, tipica imbarcazione da pesca di Porto Santo Stefano, insidiata da una nave barbaresca. Per sfuggire alla cattura, l’equipaggio del “tartarone”, s’impegnò in una furiosa regata contro i pirati. Grazie alla forza, tenacia e abilità di voga, i santostefanesi raggiunsero una grotta nascosta dietro la Punta della Cacciarella, sfuggendo così ai predoni. Da allora, quel luogo, è da tutti conosciuto come “Grotta del turco”. Questo episodio ha dato vita a competizioni remiere tra saraceni e santostefanesi, fino al 1937 quando il Comune di Monte Argentario assunse l’organizzazione della regata, dettando norme e regole di quello che di lì in avanti venne chiamato Palio Marinaro dell’Argentario

Se vuoi leggere l’articolo completo con tutto il programma di questa edizione, lo trovi pubblicato sul numero di agosto 2022 di Maremma Magazine (alle pagine 25-28), disponibile in edicola, su abbonamento e in versione digitale. Acquista la tua copia on line! Clicca QUI