«La Lente», il settimanale progressista di fine Ottocento ideato e diretto da...

«La Lente», il settimanale progressista di fine Ottocento ideato e diretto da Osvaldo Paggi

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La storia de «La Lente», il settimanale pubblicato sul finire dell’Ottocento – tra il 1891 ed il1894 – a Pitigliano. Un giornale in folio piccolo e successivamente grande di 4 pagine, di cui era animatore e direttore Osvaldo Paggi, un imprenditore appartenente alla Comunità ebraica pitiglianese, di idee repubblicane e progressiste

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DI LUCIO NICCOLAI

La nascita

Nel 1891, dal 7 giugno al 5 luglio, la Tipografia Soldateschi di Pitigliano – che già aveva edito alcuni volumi di Manfredo Vanni – pubblicò i primi numeri de «La Lente», un giornale in folio piccolo di 4 pagine. Ne era animatore e direttore Osvaldo Paggi, un imprenditore appartenente alla Comunità ebraica pitiglianese, di idee repubblicane e progressiste. Già animatore del circolo culturale “XX settembre”, si autodefiniva “libero pensatore” e non nascondeva i suoi sentimenti anticlericali «espressi con grande vivacità sia nei confronti dei cattolici che degli stessi ebrei» [R. G. Salvadori], come dimostra anche la sua scelta – condannata dal rabbino – del rito civile per il suo matrimonio con la maestra Olga Sorani.
Nel 1893, rilevata la Tipografia Soldateschi (alla quale dette il nuovo nome di Stabilimento tipografico “La Lente”), avviò un’intensa, e sicuramente interessante quanto poco studiata, attività editoriale.
Il 29 settembre 1893 – nello stesso anno in cui a Grosseto usciva «Etruria Nuova», testata repubblicana definita da Paggi «egregia consorella» – riprendeva le pubblicazioni «La Lente», in folio grande di 4 pagine, inizialmente con periodicità quindicinale, poi settimanale.

I temi

Il periodico pitiglianese si proponeva di trattare tematiche politiche a carattere generale e nazionale, mirando però soprattutto a denunciare le problematiche locali e gli effetti negativi, sul paese e il territorio, dell’inerzia e delle cattive scelte amministrative…

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