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Il pugilato in Maremma: storia di un’epopea che elesse Grosseto a capitale della boxe

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Forse non tutti sanno che Grosseto dagli anni ‘20 fino ai ‘60 del ‘900 è stata culla della boxe, una vera e propria fucina di campioni di carattere nazionale ed internazionale. Un periodo storico diventato epopea che è bene non lasciare all’oblio della memoria ma tramandare anche alle nuove generazioni. Perché è nella boxe che forse è possibile rinvenire il vero spirito maremmano…

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TESTO E FOTO DI MICHELE GUERRINI

Parlare di pugilato in Maremma significa rendere onore a un unicum italiano.
Basti pensare che quando nacque la società pugilistica grossetana, nel 1912, non esisteva alcuna federazione a livello nazionale. Di conseguenza per un certo periodo la neonata boxe fu affiliata all’Unione ginnico sportiva Grossetana, nata nello stesso anno, e conosciuta oggi come Us Grosseto 1912.
Un’eccezione e un primato che non rimasero unici a definire la storia della nostra boxe.
Un percorso fatto di strade brulle e accidentate, di allenamenti estenuanti, di una fame che nasceva da una patria ancora arretrata e povera di prospettive. I nostri “torelli” hanno saputo ergersi a simbolo di una volontà ferrea.
Non poteva che partire da questo sudore un omaggio alla storia sportiva di una Grosseto da riscoprire.
La storia di una scommessa raccolta da Azeglio Battigalli, primo vero maestro del nobile sport, che di ritorno dai campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale portò a Grosseto la passione e le tecniche apprese dai suoi camerati francesi, inglesi e americani durante i momenti di tregua dietro la linea del fronte. In un famoso articolo del 1933 di Nino Cappelletti pubblicato sulla Gazzetta dello Sport, Battigalli venne descritto così:
“Battigalli non vuol coccoloni tra i piedi, né gente fiacca. I principianti che hanno bisogno di troppe comodità o troppi incoraggiamenti non fanno per lui. […] I suoi ragazzi si capisce che sono stati fatti da lui. Fanno una boxe rude, paesana, ma viva e logica che è un ritratto di Battigalli. Maremmani tutti, nella compagnia e maremmano tutto ciò che li riguarda […]”.

Simone Giorgetti e Alessandro Scapecchi

… Si dovrà aspettare il 1981 per una svolta decisa.
Quella data fu segnata dall’ingresso di un nome che poi divenne leggenda nel campo della boxe non solo nostrana ma nazionale e internazionale, quello di Umberto Cavini e di sua moglie Rosanna Conti.
Da qui inizia una nuova e lunga storia che quest’anno compie 40 anni. Un tragitto che vede ergersi nomi come il famoso Alessandro Scapecchi che già nel 1982 chiuse un’annata senza sconfitte e portò a Grosseto il titolo italiano dei Leggeri. Questo fu l’inizio di una serie grandiosa di successi durata fino al 1987, anno del ritiro dai combattimenti (che lo vide competere per la conquista di ben 7 titoli italiani e 3 europei) e passaggio alla dimensione di istruttore…

Rosanna Conti Cavini, la signora della Boxe

Quando si parla di boxe a Grosseto è impossibile non citare i Conti Cavini, organizzatori internazionali per quarant’anni del nobile sport. Intervista a Rosanna Conti Cavini, la signora della Boxe…