Creavi, scuola e laboratorio di sartoria: la felice intuizione di Marzia Fidanza...

Creavi, scuola e laboratorio di sartoria: la felice intuizione di Marzia Fidanza nel settore della moda

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Marzia Fidanza - Creavi, Grosseto

Rinascere attraverso la tradizione, l’innovazione e la creatività: l’arte tessile e sartoriale del passato torna nel presente grazie a “Creavi”, scuola e laboratorio di sartoria nata dalla passione per ago, taglio e cucito trasmessa a Marzia Fidanza, ideatrice e creatrice di questa realtà formativa, da parte delle sue due nonne, entrambe sarte. Una bella storia di passione e determinazione, ma anche di opportunità per il territorio, che merita di essere raccontata…

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DI DEBORAH SANTINI

Macchine da cucire, macchine da maglieria, tessuti, filati, grandi tavoli da lavoro, un ambiente che profuma di passato, di tradizione, ma arricchito da un tocco di tecnologia che proietta verso il futuro. Tradizione e tecnologia, nel laboratorio e scuola di formazione sartoriale e di moda “Creavi”, vanno a braccetto e insieme si dirigono verso la creazione di figure professionali appartenenti al mondo del tessile, tra l’altro, ricercatissime dalle aziende locali, ma non solo.

Una storia di passione e di sogni

Tutto nasce dalla passione per la sartoria trasmessa a Marzia Fidanza, ideatrice e creatrice di questa realtà formativa, da parte delle sue due nonne, entrambe sarte. Una passione, che, dopo anni, è riaffiorata con tutta la sua forza.
«Dopo il secondo figlio – racconta Marzia – ho deciso di voltare pagina. Avevo lasciato la mia precedente occupazione nella formazione professionale e mi trovavo, quindi, senza un lavoro. In questa situazione è maturata l’idea di rimettermi in gioco. Ho iniziato a cucire e nel 2018 ho frequentato una scuola, proprio qui a Grosseto, approfondendo e studiando, per perfezionarmi e per potermi poi dedicare, con dedizione e passione, al mio sogno di sempre: creare abiti, creare accessori, creare con ago, filo e macchina da cucire».

Le fondamenta del progetto

Ma andiamo con ordine. Marzia è originaria della provincia di Torino, ma vive in Maremma da venticinque anni e ormai è questa la sua terra; la terra dove vuole vivere e costruire qualcosa di diverso, concreto, costruttivo, in grado di far rinascere una realtà, un settore che, nel passato, ha avuto importanza e che oggi può tornare ad averla. Su queste basi e con questi obiettivi costruisce le fondamenta per un progetto che, gradualmente, prende sempre più forma. E lo fa con idee chiare non lasciando niente al caso.
«Mi sono resa conto – sottolinea – che era possibile creare qualcosa qui, nella mia città, o meglio che era possibile ricreare ciò che in realtà già c’era, rendendo tutto questo attuale e spendibile nel mondo del lavoro. L’accelerazione avviene nella fase Covid quando si delinea nitidamente l’idea di dar vita ad una mia azienda: un laboratorio sartoriale e una scuola di formazione in grado di essere anche lo strumento per aiutare le persone a formarsi e a trovare una nuova occupazione».
Il cammino imprenditoriale di Marzia muove dalla sua precedente esperienza lavorativa all’interno di agenzie di formazione, dalla sua volontà di crescere nel mondo della sartoria, animata dal desiderio di «dare la possibilità agli altri di entrare in questo settore».
«Perché andare in altre città per formarsi?» È stata la domanda di partenza alla quale Marzia ha dato la risposta di creare, proprio a Grosseto una scuola ad hoc. Una risposta, tutt’altro che scontata e banale, che ha messo le ali al sogno di sviluppare un progetto ambizioso, per sé e per gli altri, rafforzato dall’indagine da lei stessa condotta sul territorio che le ha fatto capire che quella era la strada giusta.
«Per capire meglio le esigenze del mercato – racconta – mi sono fatta coraggio e mi sono buttata. Sono andata nelle aziende della provincia e sono venuta a conoscenza del fatto che mancavano delle figure essenziali e indispensabili, come ad esempio quella di confezionatrice-macchinista. Questa analisi preliminare mi ha permesso di mettere a fuoco le numerose possibilità lavorative presenti nel campo della sartoria. Le aziende cercano figure professionali del settore, che spesso non trovano in zona, per cui l’idea di una scuola in grado di formare proprio queste figure professionali, da inserire nel mondo del lavoro (all’interno di realtà già affermate, nei laboratori di sartoria e in quelli di maglieria, o anche da creare ex novo, come sbocco lavorativo in proprio) poteva rivelarsi vincente».
Così matura la decisione di partire e di dar vita ad una vera e propria scuola, la “sua” scuola, con docenti qualificati, in grado di formare figure professionali complete perché «questo – spiega Marzia – è ciò che richiedono le aziende, ovvero professionisti che abbiano una conoscenza ampia nell’ambito del settore tessile, con competenze specialistiche; solo così è possibile inserirsi nel mondo del lavoro».
Di conseguenza nasce l’idea del corso di sartoria industriale dove possono essere acquisite capacità e conoscenze specifiche per poter lavorare nel settore industriale. Nel corso i protagonisti sono tessuti e filati e il metodo proporzionale per far calzare a pennello gli abiti su qualsiasi corporatura.
«Quando ho cercato dei manuali che potessero essere utilizzati all’interno della scuola – sottolinea ancora Marzia –, mi ha particolarmente colpito un modellista, Maurizio De Rubertis, che ha creato la sua metodologia proporzionale per la realizzazione di capi di moda, sartoriale e industriale, ma anche le linee Donna Uomo e Bambino.
La denominazione “Creavi” contiene l’essenza di questa azienda-laboratorio-scuola: “credere”,“creare”, “crescere”, ma attraverso il nostro passato, “avi”».
«Tra le mie idee – aggiunge –, c’è anche quella di creare linee moda e di confezione che riprendano le nostre peculiarità artigianali, visto che ogni regione italiana ha una caratteristica legata proprio alla moda. Mi piacerebbe recuperare le nostre tradizioni e rilanciarle come nuova direzione di stile. Un modo questo utile anche a riscoprire ciò che stiamo perdendo: l’artigianato tessile italiano è molto richiesto, il mercato in Italia si sta riattivando».
Riscopriamo il passato per essere moderni. Questo l’obiettivo che si pone la scuola “Creavi”. «Negli anni ‘80 Grosseto era una realtà intorno alla quale gravitavano varie aziende di lavorazione tessile e sartoriale, che, purtroppo, con il trascorrere del tempo e per la mancanza di formazione delle nuove generazioni, sono diminuite notevolmente. Il traguardo da raggiungere per “Creavi” è vedere la provincia, la città e le nuove e vecchie generazioni rinascere di nuovo nel settore tessile e nella moda».

La sede

Il percorso di questa scuola-laboratorio si snoda all’interno dei suoi ampi locali situati a Grosseto, in via Papa Giovanni XXIII dove trovano spazio: un’aula dedicata alla progettazione, l’aula delle macchine da cucire semi-professionali e industriali, la stanza dedicata al taglio, l’aula riservata all’informatica, un canale indispensabile per collegarsi al mondo della moda e della comunicazione, un’aula dedita alla maglieria.

I corsi

«Per quanto riguarda l’organizzazione dei corsi ufficiali principali – prosegue Marzia – sono tre e si svolgeranno sia durante la mattina, sia nel pomeriggio e la loro realizzazione è resa possibile grazie a Formimpresa della Confartigianato”.
Andando più nel dettaglio, si tratta del corso per confezionatrice industriale, del corso di sartoria base e di quello relativo alla maglieria.
I programmi dei corsi con qualifica Regionale, della durata di 900 ore, hanno specifiche competenze, che variano dall’inglese tecnico, informatica indirizzata ai programmi di moda, storia della moda, progettazione di collezioni e la parte pratica.
Ma oltre a questi corsi più strutturati ce ne sono anche altri più agevoli. «Ho pensato – racconta – a realizzare dei mini-corsi che partono dalle dieci ore fino a raggiungere le ottanta. Per dare la possibilità, a qualsiasi persona, di avvicinarsi al mondo della moda. Tra i minicorsi, viste le richieste che ci sono state, ho inserito anche un percorso destinato ad insegnare ad usare la macchina da cucire, un oggetto spesso presente nelle case, ma, il più delle volte, inutilizzato».
Uno spazio è riservato anche alla maglieria, «un’arte che sta andando a sparire – precisa Marzia – ma che è molto richiesta per la sua ricercatezza e particolarità».
Grande attenzione anche per il mondo digitale, come la fotografia di moda, che sarà un punto di forza di Creavi. Il corso avrà una parte teorica, ma soprattutto pratica, con un progetto finale finalizzato al lancio nel mondo del lavoro.
I corsi sono aperti a tutti, dai diciannove anni in poi, con il fine di fornire competenze teoriche e soprattutto pratiche indispensabili per operare nel settore industriale, della sartoria e della maglieria.

Dal “riciclo abiti” al sociale

Davvero tante le iniziative portate avanti dalla scuola “Creavi” e, tra queste, assolutamente da non trascurare il “riciclo abiti”. «Rimoderniamo abiti, ne creiamo nuovi, partendo da indumenti che non vengono più utilizzati, come, per esempio, alcuni tipi di giacche».
E non è tutto. Marzia Fidanza e la sua scuola sono ben presenti anche nel sociale, contribuendo, in qualche modo, alla lotta contro la violenza sulle donne. «Siamo in contatto – conclude Marzia – con due associazioni con l’intento di inserire all’interno dei nostri corsi donne che hanno il desiderio di ricominciare. Un primo passo verso una nuova vita». Una rinascita, principio fondante di “Creavi”.
Info: www.creavi.it

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