Cooperativa La Peschiera, una realtà solida e a prova di qualsivoglia crisi

Cooperativa La Peschiera, una realtà solida e a prova di qualsivoglia crisi

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È una realtà davvero solida la cooperativa La Peschiera con sede a Santa Fiora, sul Monte Amiata, ma con attività sparse un po’ in tutta la Maremma ed anche oltre. Nonostante le
difficoltà – che non mancano – la forza e il coraggio di Daniela De Angelis e della sua squadra, unite alla determinazione e alla competenza, stanno portando risultati sempre migliori

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DI RITA MARTINI

I 35 anni della Cooperativa La Peschiera sono l’occasione per un bilancio dell’attività di quest’azienda nata sul Monte Amiata e oggi importante realtà in Maremma e in Toscana. Daniela De Angelis, coriacea e storica presidentessa della Cooperativa, traccia un’analisi serena, ma senza attenuanti, sulla congiuntura sociale ed economica che affrontiamo dal 2020 a oggi.
Dopo un periodo delicato, superato facendo leva sulla forza e sul coraggio, unite alla determinazione e alla competenza, dei vertici che hanno sempre tenuto il timone con la barra a dritta La Peschiera viaggia ora spedita verso risultati importanti. Recentemente grazie a mesi di lavoro intenso sono stati acquisiti nuovi appalti oltre a quelli esistenti, che porteranno alla cooperativa 6 milioni di euro di fatturato e occuperanno 240 unità.
Allora, Presidente, partiamo dalla situazione generale.
Se mettiamo sotto la lente d’ingrandimento gli ultimi tre anni, dobbiamo necessariamente prendere le mosse dalla pandemia del 2020 che ha rappresentato uno shock economico per tutti e anche per la nostra realtà alla quale ha fatto seguito nel 2022 il conflitto in Ucraina con il prezzo alle stelle di materie prime, l’aumento generalizzato dei prezzi fino all’aumento dei tassi di interesse. Solo in questo contesto possiamo comprendere il percorso portato avanti dalla Cooperativa.
Quali sono le problematiche più stringenti?
Tra i problemi che ancora affliggono la nostra realtà spicca la carenza di manodopera: mancano i lavoratori stagionali, i cuochi, gli addetti alle pulizie, gli autisti e anche le figure professionali intermedie. Questo ha portato un disagio ai fini organizzativi anche se noi dobbiamo ringraziare molto i nostri lavoratori che si sono adoperati su più commesse per poter portare a termine lavori importanti.
Per quanto riguarda l’amministrazione pubblica, se gli appalti in molti settori sono costituiti per il 90% dal costo del lavoro, quando le amministrazioni “risparmiano”, è bene sapere che lo fanno sulla pelle dei lavoratori.
Gli andamenti relativi alla qualità del lavoro ci segnalano una significativa riduzione dei contratti stabili e l’insorgenza del fenomeno delle «dimissioni» anche nel movimento cooperativo che ha cercato di mantenere inalterata l’occupazione nonostante le evidenti difficoltà di gestione e le forti fluttuazioni in merito al rapporto tra valore aggiunto e costo del lavoro. Pertanto, crediamo che serva un riorientamento dei bilanci della P.A. all’insegna della dignità del lavoro e non del servizio al massimo ribasso.
La vostra attività è partita dal territorio amiatino, che peraltro sta presentando delle criticità soprattutto a causa dello spopolamento. Parliamone
Il territorio amiatino è in effetti il luogo dove la nostra attività è nata e si è sviluppata: oggi sta vivendo un momento molto critico risentendo della diminuzione demografica. La natura della nostra azienda piano piano sta perdendo capacità di sostenersi in un mercato con questi limiti e si vede costretta a investire fuori dal territorio per non rischiare di mettere in serio pericolo la propria stabilità. Gestire mense con pochi pasti, piuttosto che fare giri scolastici con percorsi dimezzati ha bisogno di un riconoscimento economico altrimenti è chiaro che ciò equivale a una chiusura annunciata, visto che non ci sono più marginalità nemmeno negli altri servizi che potevano coprirne le perdite. Alla luce di queste considerazioni come cooperativa siamo costretti a lanciare un grido d’allarme alla politica, dichiarandoci disponibili anche a ragionare ad un tavolo di concertazione per un progetto comune. Credo che gli amministratori debbano seriamente analizzare questa situazione. Perché non fare nulla è assumersi una grande responsabilità! E visto che il territorio ci sta molto a cuore vorremmo dare anche il nostro contributo affinché i servizi vengano potenziati e non depotenziati in modo da invogliare le famiglie a restare e ripristinare numeri che possano dare valore al territorio.
Per poter fronteggiare questa situazione complessa, immaginiamo che siano indispensabili consapevolezza, equilibrio, professionalità e crescita. Aspetti questi riconducibili tutti al fattore umano della vostra organizzazione.
Per la verità nella nostra cooperativa convivono due anime: quella imprenditoriale e quella sociale. I numeri sono la solidità dell’impresa, i suoi fondamentali economici, finanziari e patrimoniali. Le persone costituiscono rapporti e relazioni per crescere insieme al territorio. I numeri, da soli, non generano lo sviluppo e la solidità della cooperativa. Senza le persone non si possono creare le premesse per il rafforzamento del nostro mondo. Posso dire con orgoglio che ho avuto il privilegio straordinario di poter contare su un capitale fatto di persone, di valori, di sentimenti e di passioni. Sono le persone che mi hanno accompagnato, sostenuto, aiutato in tutti i momenti rendendo questa una esperienza unica dal valore inestimabile, vissuta pienamente nella quale quel che conta non è la fatica ma la salvaguardia del patrimonio che ci è stato temporaneamente affidato.
Veniamo all’ultimo periodo. Un periodo contrassegnato, nonostante le difficoltà di cui abbiamo parlato, da una bella crescita.
Esattamente. La forza e il coraggio del gruppo, unite alla determinazione e alla competenza, hanno portato risultati sempre migliori. Dopo mesi di lavoro intenso sono stati acquisiti nuovi appalti oltre quelli esistenti, che porteranno alla Cooperativa 6 milioni di euro di fatturato e occuperanno 240 unità.
Insomma, il 2023 può ritenersi un anno decisamente positivo per La Peschiera.
Assolutamente sì. Il 2023 seppur faticoso è stato un bellissimo anno che ci ha visto crescere grazie ai nostri punti fermi: equilibrio e controllo. Del resto, abbiamo una grande responsabilità e certe volte bisogna prendere decisioni importanti. La responsabilità non riguarda soltanto il far funzionare al meglio le cose: occorre mantenere la rotta sempre con comportamenti che non stravolgano l’identità della cooperativa. Chiaramente cerchiamo di limitare al minimo errori di valutazione. Occorre costruire sistemi di gestione e controllo che aiutino a prendere decisioni ponderate. Un’azienda è fatta di regole e le regole devono essere rispettate. Nelle crisi dobbiamo essere preparati a gestire le emergenze avendo piena consapevolezza di cosa fare o non fare per andare oltre l’ostacolo.
Ci sveli il segreto: come si superano le crisi?
Trasparenza, tempestività e condivisione. Il modo migliore per affrontare una crisi è di assumere decisioni tempestive e trasparenti. Il tempo, spesso, è la variabile chiave nell’evitare o limitare i disastri. Appena ci si accorge che qualcosa di grave sta accadendo bisogna informare e condividere. Il tentativo di minimizzare la portata dei danni crea disorientamento e confusione. La parola d’ordine è condivisione: lo stato di salute della nostra azienda non deve essere un segreto; la reputazione aziendale e l’esperienza, guadagnata in tanti anni è essenziale.
Passata la tempesta occorre rimettere ordine in azienda e rivedere con spirito costruttivo le cose che non vanno. Le crisi sono un’ottima occasione per migliorare le cose per il futuro.
Non si può abbandonare la nave in mare aperto. Ossia non si può lasciare le proprie responsabilità nei momenti di crisi acuta. Nei momenti critici è nostro dovere guidare le persone con fermezza e coraggio, mostrando sensibilità e attenzione verso le persone. Se continuiamo a dare il nostro contributo e lo facciamolo tutti insieme ce la possiamo fare sempre!

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