Calussi Ecologia, un’eccellenza nel panorama imprenditoriale maremmano

Calussi Ecologia, un’eccellenza nel panorama imprenditoriale maremmano

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La sensibilità ecologica può esprimersi e manifestarsi in tanti modi. Fino ad arrivare a diventare il core business di un’attività d’impresa. Ne sanno qualcosa i titolari di Calussi Ecologia, un’eccellenza nel panorama imprenditoriale maremmano che ha fatto della tutela e salvaguardia dell’ambiente la mission aziendale, ormai da oltre quarant’anni

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DI LINA SENSERINI

Ci sono 40 anni di storia, di passione, di idee, sensibilità, insieme alla capacità di guardare sempre avanti, nella lunga evoluzione della ditta Calussi Srl, che oggi si occupa della raccolta di sottoprodotti di origine animale, oli e grassi alimentari esausti, commercio di pelli bovine e ovine.
Un’eccellenza nel panorama imprenditoriale maremmano.
Oggi a capo dell’azienda che ha sede nella zona di Barbaruta, a pochi chilometri da Grosseto, c’è Luana Calussi, 56 anni, figlia del fondatore, il padre Angiolo, arrivato dalla Val di Chiana poco più che bambino.

Una storia di successo

Fu lui, insieme alla moglie Ivana Giovani, ad avere l’intuizione di utilizzare gli spazi intorno alla casa poderale che l’Ente Maremma gli aveva assegnato, per mettere in piedi una sistema di raccolta di sottoprodotti di origine animale.
“All’inizio – racconta la figlia Luana – facevano essenzialmente commercio di pelli ovine e bovine che ritiravano dai tanti mattatoi sparsi per la Maremma. Praticamente uno in ogni paese, per cui era facile trovare materia prima nel raggio di pochi chilometri. Mio padre raccoglieva le pelli degli animali macellati che poi venivano sottoposte a un trattamento in azienda, prima di essere inviate alla conciatura vera e propria e alla lavorazione. Allo stesso tempo raccoglievano anche i sottoprodotti delle macellerie, gli scarti di origine animale e delle attività di trasformazione. Poi piano piano si sono evoluti quando ha cominciato a prendere piede la grande distribuzione. Mio padre già conosceva questo lavoro, per essere stato dipendente di un’azienda simile”.
La prima svolta arriva nel 2001, quando entrano nell’assetto societario le figlie Luana e Lorella. Mentre Luana di dedica in via prioritaria agli aspetti pratici della conduzione aziendale, la sorella si occupava prevalentemente dell’amministrazione.
Negli ultimi 20 anni molte cose sono cambiate, nei consumi, nei gusti, nella normativa e l’azienda per sopravvivere doveva trasformarsi, a partire dai punti di raccolta fino al mercato, passando da una nuova vision del lavoro in linea con i tempi e, soprattutto, con la normativa.
L’azienda oggi
Dal 2019, infine, Luana è la titolare dell’azienda, dove al momento lavora come dipendente anche la figlia Alessia. Oggi Calussi Srl ha 6 dipendenti, autisti, magazzinieri e amministrativi, lavora in tutta la Maremma, con clienti anche nell’Alto Lazio, in Val di Cornia, nel senese, collabora con Sei Toscana, il gestore unico del ciclo dei rifiuti nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo. Ha mantenuto la sede a Barbaruta dove ci sono gli uffici, le celle di stoccaggio dei materiali raccolti per un deposito temporaneo, in cui viene fatta prevalentemente la selezione dei prodotti.
È dunque una delle due aziende che fanno questo tipo di attività in Maremma e che è riuscita a superare inevitabili momenti di difficoltà differenziando le attività, ma soprattutto guardando avanti e seguendo le logiche del mercato, l’evoluzione della normativa, la nuova sensibilità ecologica dei consumatori, che inevitabilmente si riflette sull’azienda.

Il progetto pilota per la raccolta dell’olio domestico

E infatti, ecco nel 2007, l’intuizione di raccogliere l’olio domestico, quello che viene usato in cucina, non solo per friggere, ma per cuocere molti alimenti e conservare il cibo. Non solo quello dell’uso familiare, ma anche dei supermercati, i ristoranti e le pizzerie, le friggitorie, le pasticcerie, tutte quelle attività che comportano l’uso di olio.
Quello di Calussi Srl è un progetto pilota, spiega Luana, “che è stato avviato in un primo tempo con un supermercato di Grosseto. Dopo i primi riscontri abbiamo avviato una partnership con Coseca, poi confluito in Sei Toscana. L’olio domestico non era considerato un rifiuto, ma veniva buttato spesso negli scarichi, producendo nel tempo danni enormi all’ambiente. Noi lo raccogliamo, lo aspiriamo per togliere le impurità, poi viene avviato alla lavorazione industriale per la produzione di biodiesel. Bisogna cambiare abitudini – aggiunge Calussi – non buttare l’olio negli scarichi, ma raccoglierlo nelle bottiglie di plastica e portarlo nelle postazioni situate nel territorio di ogni comune. Sono contenitori della capacità di 240 litri, con un foro superiore per lasciare la bottiglia di olio esausto vegetale”.
Calussi Srl, peraltro, dal 2013 è l’unica azienda che effettua questo servizio in convenzione con Sei Toscana, partito con il progetto Recoil, nato in collaborazione con Legambiente insieme ad AzzeroCO2, che coinvolgeva il comune di Castell’Azzara e prevedeva la raccolta porta a porta dell’olio esausto.
L’olio e i grassi alimentari in genere sono un rifiuto non pericoloso, ma altamente inquinante. Prima che la normativa intervenisse, ogni giorno quintali di olio e grassi esausti venivano dispersi nelle fognature. L’olio si deposita nel sottosuolo formando un film sottilissimo attorno alle particelle di terra, che impedisce lo scambio di acqua e sostanze nutritive. Se arriva ai pozzi di acqua potabile li rende inutilizzabili e se si deposita su qualsiasi specchio d’acqua superficiale, forma una sottile pellicola impermeabile che impedisce l’ossigenazione.
Può inoltre pregiudicare il funzionamento degli impianti di depurazione e solo un corretto e controllato smaltimento dell’olio vegetale usato può garantire la salvaguardia dell’ambiente.
“Le aziende che si occupano del recupero di olio esausto vegetale hanno aderito al Conoe, il Consorzio nazionale oli esausti, che svolge essenzialmente una funzione di controllo sulla raccolta e sull’utilizzo del prodotto”, aggiunge Luana, che alla conoscenza della materia, aggiunge la sua profonda sensibilità ecologica.

Gli altri servizi

Le altre attività dell’azienda sono quelle “storiche”, per le quali venne fondata da Angiolo Calussi: la raccolta, il trasporto e il deposito degli scarti della lavorazione animale, la raccolta e il commercio di pelli ovine e bovine.
Nel primo caso si tratta di ossa e grasso animale, scarti della lavorazione del pesce, scarti di gastronomia, latticini e prodotti alimentari non conformi che derivano sia dal commercio al dettaglio che all’ingrosso, utilizzati per la produzione di alimenti per cani e gatti.
Viene fatto anche un servizio di raccolta e smaltimento di animali deceduti negli allevamenti o dai privati. Di recente, in convezione con i comuni, viene fatto anche il recupero di animali deceduti sulla strada.
La raccolta di pelli ovine e bovine, invece, avviene principalmente negli stabilimenti di macellazione privati o pubblici. Come avveniva all’inizio dell’attività, vengono passate a un primo trattamento in azienda e subito inviate alle concerie.
“Il settore della pelle – aggiunge Luana –ha avuto un periodo di crisi con il Covid, per la chiusura delle frontiere e il blocco conseguente dell’esportazione. È un mercato piccolissimo, ma pesa. Abbiamo avuto un momento di difficoltà anche con lo stop alle attività di ristorazione, ma essendo comunque legati al settore alimentare in generale non ci siamo mai fermati. Per questo, ribadisco, è importante differenziare le attività e non concentrarsi sulla monocoltura. Certamente è molto più complicato, basti pensare alla normativa, diversa per ogni tipo di prodotto, ma è l’unico modo per superare momenti di crisi e andare avanti”.

In evidenza

E c’è infine un nuovo servizio nato da un’idea di Luana e della figlia Alessia. Ovvero la cremazione degli animali d’affezione: gatti, cani e altri piccoli animali che popolano le nostre case e rendono più belle le nostre vite. Chi abita in campagna o ha a disposizione un terreno può seppellirli, ma chi vive in un appartamento in città, la morte di un animale domestico oltre al dolore comporta anche il problema della destinazione delle spoglie.
“Come anticipato, ci occupiamo anche dello smaltimento delle carcasse di animali da allevamento, che vengono stoccate nelle celle frigo – spiega Luana Calussi – poi destinate a grossi impianti di incenerimento nel nord Italia. Ma quando si parla di spoglie di animali da compagnia, il discorso cambia. Sono due percorsi diversi, tant’è che il processo si chiama cremazione. Il nostro compito è prelevare le spoglie, sia dal privato che negli ambulatori veterinari, portarle a cremare in un impianto fuori Grosseto. A richiesta del cliente, restituiamo le ceneri dato che la cremazione può essere fatta singolarmente o collettiva, con costi diversi.
Abbiamo iniziato questa attività da diversi anni e ora se ne occupa mia figlia Alessia. So cosa vuol dire perdere un animale al quale si è affezionati. È successo a me con il mio cane, che ho fatto cremare. Ho pensato che fosse un servizio da offrire anche nella nostra azienda. Per ora non è molto conosciuto, non c’è la cultura, ma è un settore molto importante e un segnale di civiltà.
Nella nostra sede abbiamo anche realizzato un punto di accoglienza per le persone che vogliono cremare i loro animali, ma vogliono prima capire, confrontarsi, conoscerci e capire come lavoriamo. Lo facciamo – conclude Luana Calussi – con grande coscienza e sensibilità, nel rispetto dell’amore che abbiamo per i nostri compagni di viaggio a quattro zampe”.

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Contatti
Calussi si trova in loc. Barbaruta 591
Tel. e fax: 0564 401086 – 339 2471467
Mail: info@calussiecologia.com
Web: www.calussiecologia.com
Servizio cremazione animali: tel. 339 2471467 – 388 8220731,
mail: info@calussicremazioneanimali.com, web: www.ca-lussicremazioneanimali.com