La Pieve, quando in un progetto imprenditoriale e di vita viene messo...

La Pieve, quando in un progetto imprenditoriale e di vita viene messo il cuore

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È una bella storia quella che sta scrivendo con tanto impegno e passione Luca Petri, nell’azienda di famiglia La Pieve. Partito quasi dal niente è riuscito in poco tempo a creare a sua immagine somiglianza un’eccellenza nei settori vitivinicolo-oleario, con il Frantoio in quel di Arcille (Campagnatico), e accoglienza con l’agriturismo situato dalle parti di Roccalbegna

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DI LINA SENSERINI

La storia

L’azienda La Pieve nasce nella seconda metà degli anni Cinquanta, quando Emilio Petri, il nonno di Luca Petri – attuale proprietario e amministratore insieme al padre Loreno – acquistò 250 ettari di terreno a Stribugliano, nel comune di Arcidosso, sulle pendici del Monte Amiata. Annessi ai terreni c’erano alcuni casali abbandonati, qualche ettaro di vigna e circa 300 piante di olivi.
Il nome è legato all’antica storia di questa fattoria, “Plebis S. Johannes de Ballatorio”, come venne chiamata dai monaci Benedettini che la fondarono nel IX secolo e l’abitarono per 200 anni. Documentata in una bolla di Papa Clemente III del 1188 e nei Decimari del 1276, aveva sicuramente una chiesa battesimale dedicata a San Giovanni Battista e sembra ci fosse anche un convento di cui non è meglio specificato l’ordine. La giurisdizione della Pieve venne poi assorbita dalla Parrocchia di Stribugliano e successivamente i terreni e i casali ceduti a una famiglia nobile.
Da quel periodo se ne perdono le tracce, fino al secondo Dopoguerra, quando appunto venne acquistata da Petri. La passione di Emilio, tuttavia, non era la terra, che considerava più che altro un investimento per mettere a frutto i guadagni del lavoro di commerciante. Era infatti un ambulante, che si spostava da un podere all’altro e da un paese all’altro a bordo di un camioncino, acquistando merce da una parte e rivendendola in un’altra, rifornendosi dai contadini e rifornendoli allo stesso tempo dei prodotti che non si potevano reperire nelle campagne. Così, quando negli anni Novanta, passò le redini de La Pieve al figlio Loreno, l’azienda non era esattamente in buone condizioni: i casali erano semidistrutti, l’attrezzatura in malora e le coltivazioni abbandonate a se stesse. Loreno, bancario, che a differenza del padre aveva una grande passione per la campagna, a pochi anni dalla pensione e con l’azienda agricola da rimettere in piedi, chiese al figlio Luca, laureando in Scienze economiche e bancarie, di dargli una mano. Dal “sogno” di lasciare Grosseto e dedicarsi alla borsa e alla finanza, Luca, passò di botto al lavoro nell’azienda di famiglia…

L’azienda oggi

Oggi, la Pieve è un modello di accoglienza, sostenibilità ambientale (è certificata biologica dal 2000) e risparmio energetico, che ha spinto sul fotovoltaico e sulle rinnovabili sin dal 2010, come ulteriore investimento. Da circa 9 anni, inoltre, un ramo è stato dedicato alla trasformazione e alla logistica, con la realizzazione di un frantoio e di una cantina nell’area artigianale di Arcille, nel comune di Campagnatico… L’agriturismo è organizzato a Stribugliano al confine tra i territori di Arcidosso e Roccalbegna…

Se vuoi leggere l’articolo completo, pubblicato sul numero di novembre 2019 di Maremma Magazine, alle pagine 78-80, acquista la tua copia cartacea in edicola oppure la versione digitale, on line!
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