Hostaria del Ceccottino, la vera eccellenza dell’arte culinaria è qui a Pitigliano

Hostaria del Ceccottino, la vera eccellenza dell’arte culinaria è qui a Pitigliano

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Un locale speciale con una storia particolare, situato nel cuore del centro storico di Pitigliano praticamente di fianco alla Cattedrale San Pietro e Paolo. Parliamo dell’Hostaria del Ceccottino, per tutti più semplicemente Il Ceccottino, ovvero il capolavoro culinario e di vita di Alessandro e Chiara che proprio quest’anno festeggia il ventennale

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DI PAOLO MASTRACCA

Il Ceccottino, un nome, una garanzia. Avremmo potuto scrivere ristorante Il Ceccottino oppure in maniera più precisa Hostaria del Ceccottino ma sarebbe stato superfluo; ormai indicando il Ceccottino si sa benissimo di cosa parliamo.
Un locale di qualità, di eccellenza, la cui storia ufficiale inizia nel 2004, esattamente la sera di giovedì 8 aprile 2004. Era la settimana di Pasqua quando Chiara Bernardi e Alessandro Francardi iniziarono la loro attività in una location strategica ubicata a pochi metri, praticamente di fianco, alla Cattedrale San Pietro e Paolo di Pitigliano.
In precedenza il locale aveva ospitato la farmacia, l’esattoria comunale e la birreria dell’Orso, quella sera di aprile del 2004 quei locali conobbero una nuova storia che, come abbiamo scritto, inizia ufficialmente in una precisa data ma che affonda le radici molto più lontano.

Una storia da raccontare

Chiara Bernardi è originaria del Trentino, precisamente di Pinè ed ha vissuto durante l’adolescenza a Jesolo, mentre Alessandro Francardi è pitiglianese doc. La sua famiglia è soprannominata appunto Ceccottino, dal capostipite – omonimo del titolare del ristorante – che ad inizio del novecento emigrò a Baltimora negli Stati Uniti d’America per poi fare ritorno qualche anno dopo a Pitigliano. Suo figlio Franco rimase a Pitigliano mantenendo l’appellativo di Ceccottino, successivamente ereditato da Alessandro e da cui trae origine il nome del ristorante.

Un incontro fatale

Abbiamo detto che la famiglia di Chiara è originaria della valle di Pinè nel Trentino e tra i quadri esposti all’interno del Ceccottino spicca un dipinto di famiglia che ricorda l’apparizione della Madonna ad una ragazza di Pinè, Domenica Targa, nel 1729, proprio dove fu costruito successivamente il Santuario.
Il papà di Chiara si chiamava Vittorio ed era il sarto del paese, un sarto bravo e buono che si adoperava per il bene della comunità mettendo a disposizione la sua Vespa, un mezzo di trasporto particolarmente prezioso in quel periodo ed il signor Vittorio si adoperava per fare commissioni a tutti gli abitanti del paese.
Gli affari però non andavano a gonfie vele e Vittorio con sua moglie, la signora Marianna, origini marchigiane, avevano iniziato a progettare di emigrare in Canada. Il parroco del paese non voleva perdere due membri della comunità così bravi e preziosi e propose loro di prendere in gestione la Casa del Pellegrino di Pinè. Eravamo a metà degli anni 50, la famiglia Bernardi accettò e dette immediatamente un nuovo impulso all’attività ricettiva che ospitava prevalentemente pellegrini che andavano in pellegrinaggio al Santuario di Pinè. Fra loro c’erano anche ospiti illustri come Giulietta Masina.
La signora Marianna si fece apprezzare anche come cuoca preparando ogni giorno i pasti a tutti gli alunni del paese, ma purtroppo un incendio devastante, il 13 agosto 1964, distrusse la struttura e la famiglia Bernardi si trasferì a Jesolo, località marittima nelle vicinanze di Venezia.
Qui aprirono l’hotel Dolomiti. Chiara si domandò perché la scelta di tale nome ed il padre Vittorio le spiegò: “Vedrai che il nome Dolomiti collegato al mare se lo ricorderanno tutti”. Aveva ragione. Infatti l’Hotel Dolomiti aveva un grande richiamo turistico e fra la clientela un giorno di inizio estate del 1999 si presentò Alessandro Francardi.
Chiara era alla reception e fra i due nacque una simpatia che nei mesi successivi si sviluppò con una corrispondenza tramite lettera. Oggi può sembrare arcaico, ma nel 1999 i telefonini erano appena agli albori e il modo di comunicare a distanza, oltre al telefono, era la classica e tradizionale lettera che è anche decisamente più romantica. Missiva dopo missiva, un bel giorno Chiara, di ritorno da una vacanza in Grecia, decise di allungare il tragitto verso casa passando da Pitigliano, dove in una sera di tuoni e fulmini sbocciò l’amore definitivo tra Chiara e Alessandro che convolarono a nozze il 12 ottobre 2002 nella chiesa di Santa Maria a Sovana.

L’inizio

I novelli sposi avevano in mente di aprire un’attività ma ancora non avevano focalizzato cosa, fino a quando vennero a conoscenza che la Birreria dell’Orso era in vendita e decisero di acquistare il locale trasformandolo in ristorante.
Alessandro si licenziò dall’azienda di materiale elettrico in cui lavorava e insieme a Chiara si dedicarono anima e corpo a questa attività.
Chiara aveva dimestichezza nel settore e, passo dopo passo, sempre in perfetta sintonia con Alessandro, hanno saputo dare l’impostazione a loro gradita al locale; un’impostazione basata sulla qualità e sull’offerta di un’esperienza interessante che il cliente può vivere all’insegna di piatti che coniugano alla perfezione la tradizione legata alla cucina Goym, ovvero quella cucina che è stata influenzata dalla convivenza tra la popolazione cristiana di Pitigliano e la popolazione ebraica sempre di Pitigliano.

Uno sguardo al menù

In quest’ottica, tanto per fare qualche esempio (ma la scelta sul menù è assai più ampia nel segno della delizia), si può gustare uno squisito buglione d’agnello legato alla tradizione, passando dal crostino pitiglianese e potendo fare esperienza anche con la zuppa di ricotta e spinaci profumata con la cannella.
Tutto ciò è preparato da un team affiatato di giovani ragazze sotto la supervisione della storica chef Carla Ripaccioli. Le materie prime utilizzate sono di elevata qualità come ad esempio l’uso di farine per la pasta fatta in casa di grani antichi, cioè grani originali del passato che non hanno subito alcuna modifica da parte dell’uomo.
“La nostra è una cucina strettamente legata al territorio con una scelta accurata dei sapori e della qualità dei prodotti con una particolare attenzione ai famosi “km zero”. Piatti tipici e pasta fatta in casa, ma anche rivisitazioni per accontentare i palati più esigenti. Il tutto accompagnato da una ricca carta dei vini, espressione del nostro territorio ed uno staff affiatato sempre attento al cliente”.
Gli affettati e i formaggi provengono da reputati produttori del territorio, con attenzione al biologico.
Le carni sono tutte certificate e conservate con frigoriferi per il Dry aged, dalla Fiorentina di Chianina alla carne di Marango, ossia una carne che nasce da un progetto di filera italiana e da un incrocio tra una fattrice femmina di razza Maremmana e un maschio di Black Angus in purezza.
Tra i dolci non può mancare lo sfratto, il tipico dolce di Pitigliano di origine ebraica e assolutamente da provare è il fagottino del Ceccottino che nasce dalla filosofia dello strudel trentino con mele e pere racchiuse in un fagottino di pasta sfoglia accompagnata da crema pasticcera aromatizzata dalla cannella.
I vini sono di elevata qualità e sono scelti e selezionati direttamente da Alessandro. Ovviamente la scelta per la clientela è assolutamente abbondante e idonea per ogni gusto e per qualsiasi occasione. I vini locali sono rappresentati completamente, così come praticamente la totalità dei vini prodotti in Maremma; a livello toscano la cantina del Ceccottino può contare su una proposta pressoché esclusiva tra cui i cosiddetti Super Tuscan con i vini di maggiore eccellenza della nostra regione.
Inoltre un aspetto pregevole e straordinario è rappresentato dalle verticali, cioè quando si dispone di un determinato vino di qualità per svariate annate in sequenza ed il Ceccottino può vantare la verticale di vini prestigiosi come Brunello di Montalcino, Sassicaia, Masseto e Ornellaia.

Gli ospiti illustri

Insomma, la qualità è di casa al Ceccottino che ha come missione il desiderio di accogliere la clientela con passione e professionalità nella convinzione che il cliente viene prima di tutto.
D’altronde tra i tanti clienti nel corso degli anni non sono mancati quelli famosi come Renato Zero che volle lasciare una simpatica dedica sul libro degli ospiti. Poi sempre tra i cantanti hanno gustato la cucina del Ceccottino anche Nada e Michele Zarrillo. Il campo si allarga con vip di varia estrazione come Niccolò Ammaniti, Saviano, Franco Di Mare, Ciccio Graziani, Lillo, Ignazio Moser, Cecilia Rodriguez, Emily Ratajkovski, Massimiliano Lelli, Vittorio Sgarbi, Alan Cameron, Alister Moffat e per ultimo citiamo Alexander Ovechkin.
Probabilmente a molti il nome di Alexander Ovechkin non dirà nulla, è un giocatore russo di hockey su ghiaccio che gioca nella Nhl, il campionato professionistico degli Usa dove lui è il capitano dei Washington Capitals e negli States è popolarissimo. In Italia non ha altrettanta popolarità ed infatti anche a Chiara ed Alessandro era sfuggito chi fosse questo personaggio seduto in uno dei tavoli del ristorante, ma tra i commensali di quella sera al Ceccottino c’era il signor Luigi Romagnoli, cittadino statunitense di origini pitiglianesi che fece presente ai titolari del ristorante che quel cliente era veramente speciale. Per rendere l’idea, in Usa gode di una popolarità come in Italia potrebbe avere Valentino Rossi.

L’America è qua

Oltre a tutti questi motivi di cui Chiara Bernardi ed Alessandro Francardi possono essere orgogliosi possiamo annoverare anche un reportage dall’Italia del New York Times in cui viene citato Il Ceccottino, senza dimenticare che Il Ceccottino appare anche nello spot della Fiat 500 girato a Pitigliano per il mercato americano andato in onda al Super Bowl che secondo le stime è stato visto da quasi 124 milioni di spettatori. Stiamo parlando di America e parafrasando un antico detto possiamo salutare i nostri lettori scrivendo che l’America è qua, la vera eccellenza dell’arte culinaria si trova al Ceccottino di Pitigliano.

La corte e le camere del Ceccottino

A due passi da Piazza San Gregorio VI, nel rione della Fratta, si trova il ristorante la Corte del Ceccottino, nato dopo una attenta ristrutturazione delle antiche cantine del padre di Alessandro, il nonno Franco e che prende il nome da una caratteristica corte interna.
Distribuita su tre livelli, la Corte è composta da due salette ricavate da antichi magazzini scavati nel tufo e finemente restaurate, dalla incantevole terrazza per mangiare all’aperto e una tipica cantina visitabile, sempre scavata nel tufo.
Il cibo qui è più innovativo e gourmet con prodotti a Km zero e con attenzione ai presidi Slow Food. La cucina si presta per degustazioni enogastronomiche, mostre d’arte, pomeriggi letterari o più semplicemente per qualsiasi evento o festa privata che richieda esclusività. Un luogo magico e riservato per eventi di qualsiasi tipo. La Corte del Ceccottino dispone di 25 coperti nel cortile interno e di 20 in sala.
E per chi volesse anche pernottare a Pitigliano all’ultimo piano di un antico palazzo seicentesco del centro storico, si trovano – frutto della ristrutturazione avvenuta nel 2010 di alcuni appartamenti e sempre a ridosso di Piazza San Gregorio VII – le Camere del Ceccottino, un elegante affittacamere di 5 stanze, con vista sui tetti, alcune arricchite da soffitti travati e tutte con pavimenti in legno e ambienti insonorizzati.

Contatti

Il ristorante si trova nella centrale Piazza San Gregorio 64 a Pitigliano e ha due terrazze all’aperto che la dominano, una delle quali sotto il loggiato. All’interno si trovano delle accoglienti salette, elegantemente ristrutturate.
Questi i contatti:
Tel. 393 979 0069 | 0564 614273
Email: info@ceccottino.com
Web: www.ceccottino.com

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