San Lorenzo, tra festa, sogni e tradizione. E a Grosseto si...

San Lorenzo, tra festa, sogni e tradizione. E a Grosseto si festeggia il Patrono

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Piedi a terra e sguardo al cielo per commemorare il patrono di Grosseto. Ogni anno il 10 agosto il capoluogo maremmano si stringe attorno al proprio Santo Protettore con una ricca due giorni, piena di iniziative quali la tradizionale processione in notturna con le reliquie e la statua del Santo issata su un carroccio e la cerimonia di consegna del Premio Grifone d’Oro

Tra i momenti clou delle celebrazioni civili e religiose in onore del Patrono San Lorenzo vi è la consegna del Premio Grifone d’Oro che quest’anno sarà conferito, sempre nella serata del 10 agosto, a Tommasini Cicli, azienda leader nella costruzione e vendita di biciclette su misura di alta concezione

di Rossano Marzocchi

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Per diversi motivi, ci sono Santi noti a tutti e altri, moltissimi, sconosciuti ai più. A favorire la memoria dei primi, oltre alla fama personale del Santo, la data della ricorrenza sul calendario, come nel caso di San Silvestro o Santo Stefano.
C’è però un Santo la cui commemorazione è nota a tutti, non per via di una particolare data, ma grazie ad un evento che ogni anno – come per miracolo – si verifica in quella notte. Si tratta di San Lorenzo, patrono della città di Grosseto e festeggiato il 10 agosto, proprio la notte in cui cadono le stelle.
In una romantica atmosfera impermeabile al tempo, nella notte di San Lorenzo anche i più scettici volgono gli occhi al cielo in cerca di una scia luminosa per esprimere un desiderio. Secondo alcune leggende, le stelle cadenti sarebbero le lacrime del Santo, per altri sarebbero le braci del martirio, nella realtà si tratta dello sciame delle Perseidi per gli effetti atmosferici.
Nel capoluogo maremmano, i festeggiamenti patronali cominciano il giorno prima con la tradizionale processione notturna, con le reliquie e la statua del Santo issata su un carroccio. A trainare il carro, preceduto dai butteri a cavallo, una coppia di bovi, di proprietà di Marco Stefanucci, nati e vissuti al Marruchetone condotti dal buttero Olivando Crociani.
Piedi a terra e sguardo al cielo, verrebbe dunque da dire per definire la commemorazione del patrono di Grosseto, in un raccoglimento interiore nella preghiera e in una ricerca di speranza puntando lo sguardo in alto, verso il cielo carico di stelle.
In mezzo, tra la terra e il cielo, la statua di San Lorenzo, che nella mano destra ha la graticola sulla quale sarebbe stato arso, ragion per cui a lui si attribuisce anche il detto “rivoltatemi che son cotto”, frase che ha conferito al Santo il titolo di umorista.
Ma la storia è un’altra cosa: primo dei sette diaconi della Chiesa di Roma, Lorenzo subì effettivamente il martirio sotto Valeriano nel 258, ma il fatto che sia stato bruciato vivo è frutto della tradizione orale. Di contro, vi sono molte opere d’arte che riproducono il martirio, anche se l’estro di un artista, si sa, meglio s’intona alla leggenda che ai fatti realmente accaduti. Tra tutte, spicca la basilica dedicata al martire, l’Escuriale, ovvero quel possente e tetro complesso di granito a pochi chilometri da Madrid, che Filippo II (quello dello Stato dei Presidi) fece erigere in adempimento di un voto fatto a San Lorenzo. O più esattamente, per espiare la colpa di aver cannoneggiato, durante l’assedio della battaglia di San Quintino, una chiesa dedicata a lui.
Per la città di Grosseto, invece, la festa di San Lorenzo coincide anche con un premio, il Grifone d’Oro, che ormai fa parte della tradizione locale dal 1959, anno in cui la Pro Loco, presieduta da Antonio Nepi, si attivò per riportare in auge le feste popolari patronali.
Il vescovo di allora, Paolo Galeazzi, e il Capitolo della Cattedrale, presieduto da monsignor Astutillo Pellegrini, aderirono entusiasticamente alla proposta e così, nell’agosto dello stesso anno, si svolsero le grandiose manifestazioni protrattesi per alcuni giorni. Nell’occasione, la Pro Loco donò alla Diocesi un artistico carroccio, istoriato con numerosi pannelli dipinti dalla pittrice Graziella Battigalli e dal pittore scultore Antonio Lazari, per portare degnamente in processione la statua del Santo, fino ad allora trasportata su un camion. A rendere più importanti le celebrazioni, il Papa Pio XII concesse che fosse esposta alla venerazione del popolo grossetano la preziosa reliquia della testa del Santo, facente parte della sua raccolta personale e fino ad allora mai uscita dai confini vaticani.
Alle celebrazioni parteciparono anche diversi sindaci di città, tra cui quello di Genova, aventi lo stesso patrono. Mai a Grosseto si era visto un tale coinvolgimento: migliaia di cittadini seguirono la processione, con la statua del Santo sul carro trainato da una coppia di buoi, rigorosamente maremmani, anticipati dai butteri a cavallo.
La tradizione è stata mantenuta e ogni anno, da allora, si ripetono le celebrazioni che richiamano numerosi cittadini e turisti dalle località di villeggiatura, in una cornice di entusiasmo popolare che coincide e culmina anche con la consegna del Grifone d’Oro.
L’idea di istituire un premio da parte della Pro Loco per i cittadini benemeriti era sorta l’anno prima, nel 1958, a seguito di una cospicua elargizione fatta dall’ingegner Ferdinando Innocenti (l’inventore degli omonimi tubi, oltre che della Lambretta) per consentire la costruzione di un nuovo ospedale di Grosseto. Tanta munificenza e attaccamento alla propria città meritavano di essere degnamente onorati e così la Pro Loco decise, partendo proprio da Innocenti, di premiare ogni anno i concittadini meritevoli di aver portato lustro alla vita e alla comunità locale.
Per rendere il più popolare possibile l’iniziativa ed al fine di consentire la partecipazione di gran parte della cittadinanza, fu scelto proprio di far coincidere la consegna del premio con i festeggiamenti di San Lorenzo.
Solo per citarne alcuni, hanno ricevuto il Grifone d’Oro gli scrittori Geno Pampaloni, Alfio Cavoli, l’Eurovinil, l’Orchestra Sinfonica Città di Grosseto e tanti altri. Quest’anno il Premio sarà assegnato all’azienda grossetana Tommasini Cicli, leader per la costruzione di biciclette su misura, classico esempio di impegno, genialità, successo e valorizzazione della terra di Maremma.

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