“Sordomutuo”, il nuovo divertente e appassionato libro di Alessandro Angeli

“Sordomutuo”, il nuovo divertente e appassionato libro di Alessandro Angeli

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Il diario di un aspirante scrittore a stretto contatto con pannolini sporchi, una moglie irascibile, un mutuo da accendere e il confronto quotidiano, febbrile, a tratti scoraggiante, con il suo ineguagliabile maestro John Fante. È “Sordomutuo” il nuovo libro di Alessandro Angeli, edito da Strade Bianche di Stampalternativa

di Corrado Barontini

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Un giorno d’agosto mi arriva un messaggio sul telefonino: “È uscito Sordomutuo… lo trovate alla Palomar, Mondadori, Nuova libreria, Chelli, Caffé Ricasoli, Edicola acustica, Periferica, Bastogi, a Follonica in via Roma, Matozzi a Massa, costa solo 5 euro, soddisfatti o rimborsati”.
Me lo ha inviato Alessandro Angeli, l’autore.
Così, passato il Ferragosto, mi decido ad andarlo a comprare e visto che la libreria più vicina a casa mia è la “Chelli”, in via Emilia, vado lì.
“Vorrei il libro di Angeli… Sordomutuo…”. Da dietro il bancone il libraio batte qualcosa sulla tastiera del computer, poi un po’ sconsolato mi dice che non c’è niente con quel titolo.
“Eppure ho un messaggio dell’autore che mi indica anche questa libreria per l’acquisto! È pubblicato da Stampa Alternativa…”.
Torna a guardare nel computer: “Qui c’è scritto che è stato presentato alla Cava di Roselle, ma io non ho il codice…”. Stavo quasi per salutare e andarmene quando al libraio viene una “illuminazione”: “Aspetti vado a vedere…”. Eccolo, il libro, fra le pubblicazioni di Maremma. “Non c’è il codice ISBN… per questo non lo trovavo”.
Ho voluto iniziare raccontando questa mia ricerca per l’acquisto per mettere i lettori sull’avviso.
Il volume è introdotto (cosa assai rara) da Marcello Baraghini con una sua nota: “Io, Luciano, John e Alessandro”; è lo stesso editore, che da molti decenni vive in Maremma, a presentare l’opera di Angeli. Nell’introduzione parla dei suoi scrittori preferiti: Luciano Bianciardi e John Fante (con quest’ultimo – dice Baraghini – “faccio riflessioni, cazzeggi e pongo domande…”). Questo Editore è davvero unico… chiede al suo interlocutore ideale il perché secondo lui: “non è ancora emerso un John Fante nostrano”. Sarà forse per questo che Baraghini provoca/invita Angeli a raccontarsi.
“Alessandro [l’autore che scrive questo racconto n.d.r.] pur amandolo alla follia, in realtà non copia Fante, semplicemente si nutre di lui e così senza una riga di finzione ma anche senza pietà, senza difese, senza commiserazione, e senza le esagerazioni di Fantozzi o la rassegnazione di Vianello.” Ecco come sono andate le cose: “… spunta come una lumaca dopo una gran pioggia nei campi vicino casa mia, il Fante che aspettavo e di cui avevo sempre lamentato l’assenza”.
L’aspirante scrittore è Angeli che in una sorta di diario autobiografico racconta la quotidianità. Fa di tutto per ricavarsi uno spazio che gli consenta di coltivare la proprio passione letteraria. Scrivere, leggere, raccontare… mantenendo un filo ideale di riferimento con le opere dello scrittore-sceneggiatore americano John Fante (morto nel 1983).
“Avevo questo fuoco di parole nello stomaco che non voleva andarsene anche se erano le quattro del mattino, mio figlio piccolo di là che piangeva e mia suocera, poveretta, era allo stremo…”.
C’è bisogno di una letteratura “condominiale”?
Quando quello che succede nel mondo fa paura, il rischio che si corre è di rinchiudersi in casa… Ecco la ragione di un’opera così particolarmente attuale. L’autore trova il modo per far entrare l’esterno nel suo racconto: “Il punto era che stavamo tutti un po’ male. Il momento era disperato a livello mondiale. Da poco c’era stato il terribile attentato di Parigi, la carneficina del Bataclan”. Potrebbero cadere le difese immunitarie se non si reagisce andando dietro ad un proprio impulso che rifiuta di sottostare alla logica della paura.
Da questo modo di concepire il mondo delle relazioni umane, a partire dalla stessa famiglia, nasce l’idea di questo “diario” dove tutto diventa problematico: “Lei, seduta al tavolino Ikea, vicino alle chiazze di sugo al ragù di sua madre, studiava ogni mia mossa. A momenti non mi venne un colpo quando tirò fuori: MUTUO. No, non muto, o mutua, o muta, come muta dei cani, tipo, ma proprio MUTUO. “Che c’entra il mutuo, adesso, che una casa ce l’abbiamo già”, e cominciai a mettere il miele nel caffè.
“A parte che non è tua, ma dei tuoi, io voglio una casa mia, capisci? E poi questa hai il coraggio di chiamarla casa?”
“Perché come la dovrei chiamare, sommergibile?…”
Questo è solo un assaggio; il resto consiglio di leggerlo.
Girando la copertina, sul retro ecco cosa troverete scritto:
“Lui, Fante, non fa una piega, continua a starsene appollaiato tutto il giorno sulla mia scrivania e ogni volta che mi metto a scrivere mi fissa con un’espressione di scherno, ma io faccio finta di non vederlo, perché sono più testardo di lui, forse è per questo che siamo diventati inseparabili.”

L’autore
Alessandro Angeli, classe 1972, è insegnante precario, libraio ambulante e lettore per un’agenzia letteraria. Ha pubblicato: Fuori stazione – 2006, Robin; Mini concepts musica. Dimapant Shogun – 2006, ARPANet a cura di Simone P.; Shangai – 2008, Giraldi Editore; La lingua dei fossi. Miseria e orgoglio di un fuorilegge – 2010, Besa; Ragazzo fiume. 4 novembre 1966: la città sott’acqua – 2011, C&P Adver Effigi; I ragni in testa – 2011, Besa; Songster, cosmografia di un vagabondo – 2012, Controluce; Mare di vetro – 2012, Quarup; Maginot – 2013, Controluce. Con Stampa Alternativa ha stampato “Transmission, vita morte e visioni di Ian Curtis, Joy Division” (2014), “Nostra patria è il mondo intero” (2016), con Strade Bianche “Io non sono la Coop, infelice epilogo di uno stagionale nel tritacarne della grande distribuzione” (2016).

ARTICOLO PUBBLICATO NEL NR. DI OTTOBRE 2017 DI MAREMMA MAGAZINE