Osteria San Rocco, il regno della pasta fresca in tavola. Provare...

Osteria San Rocco, il regno della pasta fresca in tavola. Provare per credere!

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Torniamo a parlare dell’Osteria San Rocco con sede sulla strada delle Collacchie che da Grosseto arriva fino alla Marina, locale di cui ci siamo occupati anche in passato. Il sogno diventato realtà di Leyla ed Irina, uzbeke di nazionalità, ma ormai maremmane d’adozione a quanto pare viaggia a gonfie vele e cresce… nonostante la crisi!

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A Tavola - Osteria San Rocco - Leyla e IrinaChe in giro ci sia la crisi ormai lo sanno anche i muri. Del resto ci viene propinata, anzi sbattuta in faccia di continuo, in tutte le salse, a tutte le ore e in ogni dove, per cui anche se non ci fosse ci… sarebbe lo stesso. Quindi, da questo punto di vista niente di nuovo sotto il sole. La crisi ormai non fa notizia. Viceversa a fare notizia sono quelle aziende che lottano, che si prodigano, che si impegnano nel quotidiano cercando di resistere, di non cedere terreno di fronte alle avversità. E ancora più notizia la fanno quelle realtà che non solo non arretrano, ma che addirittura riescono anche a crescere ed espandersi. E di questi tempi non è certamente poco. Una di queste è senza dubbio l’Osteria San Rocco – locale situato in via delle Collacchie 704 a pochi chilometri dalla frazione di Marina di Grosseto – di cui ci siamo occupati anche in passato e che oggi può dichiarare al mondo di aver vinto una bella sfida.
La storia – un mix di immigrazione, imprenditoria giovanile e… tanta voglia di farcela – vede protagonista Leyla Khanova 27 anni di nazionalità uzbeka, ma ormai ampiamente cittadina italiana, anzi… maremmana, che da sei anni gestisce insieme alla mamma Irina e alla sorella Katia (come collaboratrice esterna), il noto ristorante (che è anche bar) collocato su una via di comunicazione molto frequentata: siamo per intendersi sulla strada principale che dal capoluogo porta alla località balneare di Marina di Grosseto (sulla destra subito dopo il ponte sull’omonimo canale).
Prima di mettere solide radici in Maremma Leyla gira in lungo e in largo l’Italia come barman e quindi ha modo di entrare in contatto con il mondo dei locali e più in generale della ristorazione. La mamma Irina, per contro, nel suo passato grossetano vanta esperienze culinarie che si riveleranno decisive ai fini del successo del locale, avendo gestito per 16 anni un negozio di pasta fresca a Barbanella (Grosseto). Il mix tra le due donne non poteva che portare ad aprire un’Osteria. L’occasione si presenta nel 2009 quando Leyla ed Irina si trovano a passare per caso proprio davanti all’Osteria San Rocco. Vedono un cartello con la scritta “Vendesi” e… si accende la scintilla. Perché non provarci? E infatti così fanno. Dopo neanche una settimana sono le nuove proprietarie del locale. Da lì iniziano sei anni impegnativi, ma anche pieni di soddisfazione che nel presente portano le due donne a poter affermare di aver vinto la sfida: quella di essere riuscite a creare e a far decollare qualcosa che avevamo sempre sognato. “Da sempre, infatti – dicono Leyla ed Irina –, ci portiamo dentro la passione per il buon cibo genuino e per il sano mangiar bene, per cui essere riuscite nel nostro intento ci riempie di orgoglio. Oggi, nonostante la crisi, riusciamo a guardare con fiducia al futuro, consapevoli del fatto che abbiamo un’attività nostra, nella quale vogliamo continuare ad investire e che vogliamo far crescere. Abbiamo ancora tante cose da fare, tante idee da proporre. Insomma, tanto entusiasmo che credo sia fondamentale quando si lavora in proprio”.

Sanrocco-136Entusiasmo che fa viaggiare il locale a gonfie vele… nonostante appunto la crisi! “Il 2014 in modo particolare – ci racconta Leyla – ci ha riservato delle grandissime gioie. Abbiamo ottenuto risultati straordinari”. Il segreto? “Determinazione, impegno, coraggio, entusiasmo, voglia di farcela. E poi ancora tagli agli sprechi, innovazioni continue, implementazione e condivisione totale della filosofia del km 0: oggi infatti da questo punto di vista siamo in grado di offrire una ristorazione con verdure coltivate in proprio secondo il motto ‘dall’orto alla tavola’. Tutto questo nella consapevolezza che alla fine il lavoro duro paga. La gente quando percepisce queste cose ovvero cosa si cela dietro un’insegna torna volentieri e questo ci riempie di felicità e orgoglio. Lo scorso anno abbiamo lavorato molto con i turisti di passaggio o in vacanza dalle nostre parti nei vari campeggi e agriturismi della zona, ma anche con i residenti in quel di Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia”.

La sesta stagione del locale – con Leyla e Irina sempre più desiderose di far bene – sarà all’insegna di tre fili conduttori: la conferma della pasta fresca con tratto distintivo dell’osteria, l’introduzione di un menù vegano sempre più diffuso per coloro che per un motivo o per l’altro hanno deciso di abbandonare i cibi a base di carne, pesce e derivati e gli eventi, molti dei quali già messi nero su bianco in un apposito calendario e molti in arrivo ancora da definire.
Sulla pasta fresca non vi sono dubbi. “È questo il nostro forte” dice Leyla soddisfatta che aggiunge qualche altro elemento sul tema e più in generale sui piatti.
“La nostra è una cucina tipica maremmana. La nostra caratteristica distintiva è sempre stata proprio la pasta fresca fatta in casa, ovvero tirata a mano col mattarello proprio come si faceva una volta. In questo campo mia mamma è insuperabile. Gnocchi, tortelli maremmani, tortelli al pesce, pappardelle, tagliolini prezzemolati, pici. Queste le specialità della casa che proponiamo con i sughi più diversi: ragù, ragù di cinghiale, salsiccia e tartufo, pesto e pomodorino, crema di limone, astice e pomodorini, cozze vongole e pomodorini, gamberetti e zucchini, broccoli e baccalà, carbonara, amatriciana, ecc.
Tra i primi segnalo anche il risotto ai funghi e taleggio e il risotto ai frutti di mare.
Come secondi di terra, abbiamo la grigliata di carne, la tagliata di manzo con porcini e scaglie di pecorino, la classica cotoletta alla milanese con rucola e pomodorini, la Fiorentina (quella vera ci tengo a sottolineare), gli straccetti di vitello alle zucchine, timo e rucola.
Tra i secondi di mare la frittura di calamari e gamberi, la grigliata mista di pesce, l’orata al forno con frutti di mare, la tagliata di tonno in crosta di sesamo con carpaccio di zucchine e il pescato del giorno.
Come dolci – pure questi fatti rigorosamente in casa –, abbiamo le crostate di frutta, il tiramisù, la torta al limoncello, la pannacotta, il tortino al cioccolato e tanti altri.
Oltre a questi piatti, nei menù del giorno, proponiamo altre chicche della tradizione come la panzanella, il baccalà, il cacciucco e tante altre portate casarecce che non si trovano più e che invece attirano ancora tantissimo turisti e residenti”.

Si diceva poi del menù vegano introdotto di recente e di cui si occupano (insieme alla conduzione dell’orto) Alice e Daniela. “Siamo diventate molto sensibili al tema – sottolinea ancora Leyla –. La nostra è una Cruelty Free Organization con animali che non diventeranno mai cibo. Tra l’altro, a conferma di questa filosofia che ci sta ispirando segnalo che ultimamente abbiamo iniziato a fare anche delle cene di beneficenza in favore del canile di Grosseto”.

Sanrocco-139 Sanrocco-046Dal punto di vista delle persone e della ripartizione dei compiti l’Osteria San Rocco è fondamentalmente guidata da un duo. “Io mi occupo della sala e dell’amministrazione – spiega Leyla –, mentre mia mamma gestisce la cucina, forte della sua grande esperienza maturata nel negozio di pasta fresca per tanti anni. Poi c’è anche mia sorella Katia, come collaboratrice esterna, visto che la sua attività principale è svolta presso il Savoia Cavalleria. Lei si occupa soprattutto degli eventi che qui organizziamo spesso. A tal proposito sottolineo che è stata proprio lei ad occuparsi della torta per 700 persone preparata per festeggiare uno degli ultimi rientri in Italia del Savoia Cavalleria dopo una missione all’estero. Comunque, al di là della suddivisione dei ruoli sulla carta capita spesso di trovarsi a lavorare un po’ in tutti settori. Insomma, siamo abbastanza intercambiabili”.
Parlavamo di eventi ed in effetti questo rappresenterà il terzo filo conduttore anche per quest’anno. “Sono una nostra costante. Tra quelli più ricorrenti segnalo le cene con delitto, le cene vegane, le cene etniche (dalla cucina russa, uzbeka, a quella messicana e via di seguito). E poi ancora le feste private, i compleanni e anche i matrimoni: il locale infatti riesce ad ospitare fino ad 80 persone e si presta anche per cerimonie di questo tipo”.
“Per quanto riguarda i prossimi appuntamenti segnalo “Art&Food” mostra di quadri dei pittori grossetani in collaborazione con Artisteggiando di Grosseto il 6 marzo, la Festa della Donna con menu a 25 euro l’8 marzo, la Festa della Primavera con specialità culinarie a base di prodotti di stagione a km 0 il 21 marzo, la Cena Etnica “I Sapori dell’Est” il 28 marzo, il Pranzo di Pasqua con menù no stop a 25 euro il 5 aprile, la Pasquetta Cruelty Free il 6 aprile e la Cena Etnica Vegan il 17 aprile tanto per citare solo gli appuntamenti più vicini”.

Che altro aggiungere? Che il locale è aperto tutto l’anno e tutti i giorni a pranzo e a cena.
Per contatti e prenotazioni: Osteria San Rocco, Via delle Collacchie 704, Marina di Grosseto, tel. 0564 1920123 – 345 2476421.

Maremma Magazine – Marzo 2015 – Osteria San Rocco