Nannoni Grappe, un’eccellenza di Maremma che tutto il mondo ci invidia

Nannoni Grappe, un’eccellenza di Maremma che tutto il mondo ci invidia

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È davvero un’eccellenza di Maremma quella che presentiamo questo mese nel consueto spazio dedicato ai protagonisti dell’enogastronomia maremmana. Un’eccellenza che in tanti ci invidiano e che in molti vorrebbero trasferire all’estero, ipotesi questa che Priscilla Occhipinti, la “regina delle grappe” titolare della distilleria Nannoni di cui parliamo, ha sempre rifiutato per non far torto alla Maremma, all’Italia e ai vari maestri distillatori che nei secoli hanno tramandato quest’arte

di Sara Landi

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Arrivo in località Aratrice in una mattinata di nebbia che rende l’atmosfera ancora più magica e sospesa. Siamo sulle colline tra Roccastrada e Civitella Paganico. Superato un vecchio passaggio a livello a binario unico (quello della linea Grosseto-Siena) e circa due chilometri di strada di campagna tra poderi e agriturismi, di fronte ad una pittoresca chiesina rosa ecco il cancello verde della Distilleria Nannoni. È questo il regno di Priscilla.
Ciò che succede dietro quel cancello verde, nel cuore della distilleria artigianale e dei suoi impianti, ha molto a che fare con l’alchimia e con un sapere millenario tramandato da generazioni di maestri distillatori. Priscilla Occhipinti, grossetana, 37 anni, è l’ultima depositaria, in ordine di tempo, di questa tradizione: ha appreso dal suo grande maestro Gioacchino Nannoni, scomparso nel 2007, tutti i segreti dell’arte della distillazione ed è oggi l’unica donna al mondo a potersi fregiare del titolo di maestro distillatore. Di donne proprietarie ed amministratrici di aziende vitivinicole e distillerie ce ne sono infatti altre. Lei invece è l’unica a poter curare personalmente tutto il percorso che va dalla vigna al bicchiere, dalla materia prima, le vinacce, a quell’elisir profumato chiamato grappa. Una competenza e una passione certificate visto che le grappe a marchio Nannoni dal 2011, cioè da quando Priscilla Occhipinti ha inaugurato una linea propria, collezionano premi e riconoscimenti in tutto il mondo. Prodotti plurimedagliati, che parlano di Maremma in Italia e all’estero.
Priscilla ci guida a visitare la distilleria e poi ci accoglie nel suo “quartier generale”: sulla scrivania un’agenda fittissima di impegni e scadenze, alle pareti i tanti premi, diplomi e riconoscimenti ricevuti. La stessa mattina in cui ci incontriamo, dopo tanti anni dalle nostre chiacchierate nei corridoi del Liceo classico Carducci-Ricasoli di Grosseto (stessa sezione e stessi professori ma due classi diverse), Priscilla ha appena ricevuto una telefonata dalla Lituania. “Ricevo continuamente offerte importanti per portare l’azienda all’estero – dice Priscilla – dalla Lituania come dalla Cina, dall’Australia e dal Giappone. Sono proposte allettanti a cui dico sempre di no perché non posso né voglio recidere il cordone ombelicale che ho con questa terra. Oltre ai riconoscimenti internazionali che premiano i sacrifici e gli investimenti fatti, sento l’orgoglio della Maremma di avermi qui e questo mi spinge a restare. D’altronde tutto quello che so, perché mi è stato insegnato dal mio maestro, non è solo patrimonio mio, ma dell’Italia e qui deve restare”.
Gratitudine e amore per la propria terra riescono a superare qualunque amarezza dovuta alla lotta quotidiana contro la burocrazia. “Sono presidente dei giovani imprenditori di Confartigianato Grosseto e nel consiglio direttivo nazionale di Assodistil – spiega Priscilla –. Da questi osservatori privilegiati e dalla mia esperienza a capo della Distilleria Nannoni posso dire che fare impresa oggi è come fare il salto a ostacoli con qualcuno che ti fa continuamente lo sgambetto. La cosa più grave è che dalla piccola impresa si pretendono gli stessi adempimenti burocratici di una grande azienda con il risultato che se uno non ha alle spalle una situazione solida come nel mio caso è costretto a mollare. Così si mortifica l’iniziativa imprenditoriale, il territorio si impoverisce e i giovani sono costretti a vedere nell’estero il loro unico orizzonte di realizzazione. È anche per questo che mi sento particolarmente impegnata, in sinergia con aziende ed istituzioni, a creare interesse per la nostra Maremma: ospito da tutto il mondo sempre e solo gratuitamente invitando a godere delle bellezze e delle eccellenze della mia terra”.
Ma come si diventa regina delle grappe? Priscilla ha 16 anni e studia al liceo classico quando conosce il maestro Nannoni e si avvicina all’arte della distillazione. E non ha più dubbi: è quello che farà da grande. “Inizialmente la mia idea era andare a studiare enologia a Bordeaux dopo la maturità – racconta Priscilla – ed infatti avevo conseguito tutti i certificati di lingua francese necessari per poter studiare là. Poi però mi sono resa conto che non potevo allontanarmi troppo dalla distilleria, che c’era sempre bisogno di avermi “in zona”, e ho deciso quindi di studiare enologia e viticoltura a Firenze dove proprio l’anno precedente al mio diploma era partito un corso di laurea universitario a numero chiuso”.
Per l’Italia è qualcosa di sperimentale ma Priscilla comincia gli studi universitari con già un buon bagaglio alle spalle: gli insegnamenti sul campo di Gioacchino Nannoni. Tanto per citare un aneddoto, nello stesso anno consegue la patente per le caldaie e la maturità classica. Nelle foto alle pareti la vediamo vestita elegante mentre riceve un premio e con la faccia annerita e la tuta da lavoro mentre ripara un impianto. Fa tutto parte del suo lavoro di maestro distillatore. “Qui dentro – dice – sono l’unica a saper saldare il rame. Se capita un guasto improvviso di notte o nel fine settimana bisogna intervenire subito: non si può interrompere la lavorazione e rischiare di buttare via la materia prima”. L’altro suo regno è, non a caso, un magazzino adibito a officina dove ci sono tutti i pezzi di ricambio e gli strumenti per rimediare a qualche improvvisa rottura dell’impianto, anzi dei tre impianti discontinui a vapore di cui è composta la distilleria, insieme al reparto per l’imbottigliamento e ai magazzini dedicati all’invecchiamento con oltre mille barriques che custodiscono il loro aromatico e pregiato tesoro.
“Il lavoro – dice Priscilla che nel 2015 curerà la sua 18esima distillazione diventando così “maggiorenne” nel suo campo – si concentra in due mesi di inferno, quelli della distillazione. Sono due mesi non stop, giorno e notte, perché lavoriamo solo vinacce fresche entro 24 ore dalla consegna. Poi però siccome questo lavoro è anche un po’ un gioco e adoro sperimentare durante il resto dell’anno distillo anche altro. Distillare significa infatti tirare fuori l’essenza delle cose e concentrare i profumi. Quello che faccio con le vinacce lo faccio anche con la birra, il miele, le prugne o le albicocche”. È anche grazie a “giochi” come questo che è nato il primo whisky di Maremma distillato dalla birra di castagne. Anche in questi esperimenti c’è traccia degli insegnamenti del maestro. “Lui mi ha preso sulle sue spalle – ama dire Priscilla a proposito di colui che le ha trasmesso il mestiere e la passione – per farmi volare ancora più in alto”.
A Gioacchino Nannoni sono dedicate tutte le medaglie vinte in questi anni dalle grappe Nannoni. “Lavoriamo prevalentemente per conto terzi – dice Priscilla –. I nostri clienti si chiamano Ornellaia, Montevertine, Fendi, Terenzi, Hilton, Florian e tanti altri, in Italia e all’estero. Pur essendo la lavorazione in conto terzi pari a oltre il 95% del mio lavoro dal 2011 ho potenziato la linea a marchio Nannoni ed in pochi anni le grappe Nannoni vantano nel palmares 28 medaglie d’oro di cui cinque doppio oro”.
E c’è un’altra bella novità in arrivo con cui si è aperto il 2015: nel mese di marzo verranno infatti consegnate a Priscilla altre quattro medaglie d’oro in Austria. E questo senza contare le grappe di altre aziende e marchi famosi distillate sempre da Priscilla che fanno man bassa di premi ovunque.
Oltre alle medaglie e ai riconoscimenti l’altra grande gratificazione per la distilleria è l’incontro diretto con i propri clienti. “L’apertura dell’azienda verso l’esterno con la possibilità di fare visite guidate e lezioni con degustazioni – racconta Priscilla – è una bella esperienza. Permette a me di spiegare come nascono grappe e distillati e a chi assaggia il prodotto di scoprire quanta passione e quanto lavoro artigianale c’è dentro, apprezzandone ancora di più il valore. E poi la gente non viene una volta sola, ritorna e nell’occasione va anche a scoprire dalle coste alla montagna le altre caratteristiche uniche che mi invitano e costringono a restare in questa meravigliosa Maremma”.

IMG_1308 - Copia (2) - Copia MEDAGLIA CONCOURS MONDIAL

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PRI BUONA

Maremma Magazine – Marzo 2015 – Nannoni