Il Giardino dei Tarocchi, straordinaria “perla” della Maremma Toscana / The...

Il Giardino dei Tarocchi, straordinaria “perla” della Maremma Toscana / The Tarot Garden: extraordinary “pearl” of the Maremma Toscana

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Un insieme di statue coloratissime, di forme sinuose, di zampilli d’acqua, di meccanismi… È il Giardino dei Tarocchi in loc. Garavicchio a pochi chilometri da Capalbio, straordinaria “perla” della Maremma Grossetana realizzata dall’artista Niki de Saint Phalle. E il viaggio onirico, fantastico, senza tempo… può cominciare…

A collection of colorful statues, sinuous forms, fountains, mechanical elements… It is the Tarot Garden in loc. Garavicchio, a few kilometers from Capalbio, extraordinary “pearl” of the Maremma Toscana, created by the artist Niki de Saint Phalle. And the dreamlike journey, fantastic, timeless… can begin…

Testo di Marco De Carolis 
Traduzione di Rossana Ciocca

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Finalmente anche io riesco ad andare al giardino di Niki de Saint Phalle.
Ne avevo sempre sentito parlare dai miei ospiti e dai miei amici ma io lo avevo sempre intravisto dalla strada Aurelia arroccato lassù su una collina tra la boscaglia.
Bene, in un assolato pomeriggio di maggio mi ritrovo anche io in un parcheggio a Garavicchio, località a pochi chilometri da Capalbio.
Il parcheggio è un fondo valle e da quaggiù le statue proprio non si scorgono. Ciò che si nota subito è uno spesso muraglione di tufo grigio, impenetrabile, che, come una quinta teatrale, chiude alla vista lo spettacolo che troveremo dentro.
L’ingresso del parco attraverso questo muraglione è un grosso foro circolare quasi perfetto da cui si accede al giardino.
Pochi passi dopo l’ingresso delle statue monumentali non v’è traccia, siamo ancora alla base di una collinetta e il bosco ci sovrasta. Seguo come tutti allora il sentiero che contorto sale la collina e improvvisamente dopo pochi passi mi si presenta prepotentemente davanti il Giardino.
Un insieme di statue coloratissime, di forme sinuose, di zampilli d’acqua, di meccanismi mi si para davanti cogliendomi stupefatto. Le statue sono enormi rappresentazioni delle carte dei tarocchi, gli Arcani, carte da gioco ma anche esoteriche.
Riempiono gli occhi. La forte luce del pomeriggio assolato delinea i contorni sinuosi degli Arcani accentua le ombre e ravviva i colori. Gli occhi sono in visibilio, sbandati, attoniti e non smettono di rincorrere la luce che scintilla tra gli specchi e le maioliche variopinte che ricoprono le statue.
In ogni luogo in cui si posi occhio c’è un dettaglio, un particolare, un chiaro riferimento alla circolarità della vita, all’amore e alla morte.
Ogni luogo anche il pavimento è luogo adatto per ritrovare iscrizioni e massime dell’artista.
Dallo spazio iniziale, tutto intorno ad una vasca, si arrampica un piccolo sentiero con tutte le sue contorte diramazioni che si snodano attraverso il giardino ma soprattutto tra le statue e nelle statue. Spesso l’interno di esse è visitabile, dedalo vivibile di colonne colorate e finestre sul giardino. Piccoli anfratti celano statue minori ma non per questo meno curate e significative, le scorgo solo attraverso la ricerca che i miei occhi fanno dei colori e della luce tra il verde brillante della natura.
I piccoli sentieri rasentano l’intimismo, raccolti e silenziosi mentre i più grandi sono una esplosione di colori, luci, di metalli, specchi e ceramiche ma anche di rumori dei meccanismi che il marito dell’artista ha applicato a talune statue e soprattutto del vociare festoso dei bambini che giocano liberi nel giardino.
Il tutto ti travolge. Un senso profondo di astrazione mi pervade. Forse proprio quel muro pesante e impermeabile dell’ingresso voleva che si lasciasse tutto fuori e chi lo attraversasse arrivasse vuoto e pronto per essere riempito emotivamente dall’opera.
Tutto il giardino blocca il tempo e i pensieri, solo la vista in lontananza della torre della centrale di Montalto ci ricorda dove siamo.
È sicuramente un viaggio onirico, fantastico, senza tempo in cui la vita rincorre la morte e i gli auspici di vita rincorrono i presagi di morte.
Ma nulla è triste, la gioia delle forme, dei colori e della luce riporta ad una esaltante pace onirica. Basta un’ora per perdersi nello spazio della luce e le panchine che troverete lungo il sentiero vi permetteranno di guardare un po’ dal di fuori queste meraviglie ma senza rendervi conto anche voi sarete parte integrante di esso. All’uscita, attraversato quel muro, ci si risveglia come da un sogno.
È una esperienza sublime che non può lasciare indifferenti, forse non ricorderemo bene le statue in tutti i loro scintillanti dettagli ma dentro di noi rimarrà sempre viva questa profonda esperienza onirica.
Il biglietto di ingresso costa 12,00 euro, non poco, ma la manutenzione di questo giardino è realmente complessa e tutto sommato la cifra val bene questo carico di stupore ed estasi.
Si consiglia la visita in una giornata di splendido sole, ogni ora avrà la sua luce e le sue ombre e questo permetterà continuamente al giardino di mostrare tutte le sue brillanti sfaccettature.

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Finally, I have the opportunity to visit Niki de Saint Phalle’s garden.
I had always heard about it from my guests and friends, but I had only glimpsed it from the via  Aurelia, perched up there on the hillside among the bushes.
Well, on a sunny May afternoon I find myself in a parking lot in Garavicchio, a site located a few kilometers from Capalbio.
The parking lot is at the bottom of a valley and from here you still can’t see the statues. What you notice is a thick wall of gray tuff, impenetrable, which, as a theatrical backdrop, hides from sight the show that we will find inside.
The park entrance through this massive wall is a large, circular, and almost perfect hole, giving access to the garden.
A few steps after the entry to the monumental statues, there is still no trace of what I’m waiting to see. We are still at the base of a small hill and the woods are above us. So, like everyone else, I start following the path that goes up the hill. Suddenly, after a few steps, I am overwhelmed at the site of the garden in front of me.
A set of very colorful statues, of sinuous forms, with jets of water, appear suddenly before me. I am amazed! The statues are huge representations of the tarot cards, the Major Arcana – playing cards but also esoteric.
They fill my eyes. The strong light from the sunny afternoon outlines the sinuous contours of the Arcana and accentuates the shadows and the bright colors. Your eyes are in rapture, astonished. Your eyes never stop following the light that sparkles from the mirrors and colorful tiles that cover the statues.
In every place where your sight will rest, there is a detail, a clear reference to the circularity of life, love and death.
Everywhere, even the floor, is a place to find inscriptions and famous quotes by the artist.
From the initial space all around a fountain meanders climbs a small path with all its twisted offshoots, running through the garden, especially among the statues. Often the inside of the constructions is open to the public, a livable maze of colored columns and windows overlooking the garden. In small ravines are hidden smaller statues, but no less beautiful and significant. I can discover them only through the intense research that my eyes are doing between the color and the light, in the bright green of nature.
The little paths offer a time for introspection, collected and quiet, while the larger ones introduce you to an explosion of colors, lights, metal, mirrors and ceramics but also of noisy mechanisms that the artist’s husband had applied to certain statues and especially the voices of festive children playing freely in the garden. All of this overwhelms you.
A deep sense of abstraction pervades me. Perhaps that heavy and waterproof wall at the entry wanted us to ‘let it all out’ before entering, to allow those who crossed it to be ready emotionally to enjoy her work.
The whole garden freezes time and thoughts. Only the distant view of the Montalto’s power plant tower reminds us where we are.
It’s definitely a dreamlike journey, fantastic, timeless, in which life and death chase the auspices of life chasing the omens of death.
But nothing is sad. The joy of shapes, colors and light brings you back to an exciting dream-like peace. Just an hour to get lost in the space of light. The benches you find along the trail allow you to look a bit ‘from the outside’ at these wonders, without realizing that you are also an integral part of it. At the exit, going through that wall, you will wake up from a dream.
It’s a sublime experience to which we cannot remain indifferent. Perhaps we will not remember well the statues in all their shimmering details, but within us will always remain alive this deep and  wonderful experience.
The entrance fee is €12,00, not inexpensive, but the maintenance of this garden is really complex. Considering the fantastic experience, filled with the astonishment and ecstasy that you will enjoy, it is well worth the cost.
We recommend a visit on a day of bright sunshine. Every hour will have its own light and shadows and this constant change will allow the garden to show all its brilliant facets.

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