Il Castello di Montemassi, un luogo magico dove si respira la storia

Il Castello di Montemassi, un luogo magico dove si respira la storia

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In Maremma i luoghi in cui la storia si fa effettivamente tangibile sono infiniti e tra questi se ne ricorda uno in particolare le cui vicende sono tortuose e controverse, come i percorsi per raggiungerlo alla sommità di un colle, sopra l’omonimo borgo, nel comune di Roccastrada: il castello di Montemassi

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DI GIADA RUSTICI

In Maremma non c’è nulla che non faccia ripercorrere, in modo evidente, le orme di vicende ed arti antiche: immerse in un paesaggio dalle mille sfaccettature, esse rappresentano un modo per vivere la cultura, locale e non, in modo diverso, lontano dai libri di storia ed immersi totalmente in quegli avvenimenti che sembrano così lontani dal nostro tempo… Tra questi se ne ricorda uno in particolare le cui vicende sono tortuose e controverse, come i percorsi per raggiungerlo alla sommità di un colle, sopra l’omonimo borgo, nel comune di Roccastrada: si tratta del castello di Montemassi

La storia

Il castello di Montemassi, con la sua torre a pianta ottagonale che sorge sulla sommità della collina attorniata dagli olivi, è uno dei tanti emblemi del nostro territorio. La sua storia, passando sotto diverse proprietà, è però alquanto tortuosa. La prima attestazione si rinviene in un documento del 1076 come proprietà degli Aldobrandeschi. Circa le origini di questa potente famiglia sono state avanzate numerose ipotesi, ma quella più accreditata sembra essere quella che la vede di origine longobarda arrivata in Italia centrale al seguito del re Atauri, quando egli tentò di conquistare la Penisola. Dopo la separazione della casata Aldobrandesca nel Duecento, tra i Conti di Sovana e Pitigliano, guelfi filo fiorentini e quelli di Santa Fiora, ghibellini filo senesi, il castello venne inglobato tra i feudi dei primi; nel 1259 i senesi ghibellini tentarono la conquista del castello, ostacolata però dalla battaglia di Montaperti tra Siena e Firenze del 1260 e ripresa con successo subito dopo; distrutto da questi ultimi e nuovamente ricostruito dopo il ritorno degli Aldobrandeschi guelfi di Sovana e Pitigliano, venne poi inglobato tra le proprietà feudali dei Pannocchieschi agli inizi del XIV secolo…

Un celebre dipinto

Data l’importanza strategica, per i senesi, del cassero di Montemassi, fu ordinato al famoso pittore senese Simone Martini di celebrare con un dipinto in Palazzo Pubblico a Siena nella Sala del Consiglio, l’assedio e la riconquista di questo castello: l’affresco raffigurante in primo piano un condottiero a cavallo con una veste elegante a di rombi neri è uno dei più celebri dipinti della storia dell’arte, che però ha lasciato e continua a lasciare un alone di polemiche sull’attribuzione, la datazione e gli aspetti tecnici dell’opera….
Dai più recenti studi sugli scavi in prossimità del castello e dall’analisi iconografica del dipinto, si è poi ipotizzata una cronologia dell’affresco intorno alla metà del Trecento e più precisamente tra il 1331 e il 1364. Controversa è anche l’attribuzione dell’opera a Simone Martini, nonostante la presenza in fondo al dipinto della data a caratteri romani MCCCXXVIII (anno dell’assedio del castello di Montemassi) e nonostante la presenza di un documento dell’archivio comunale che attesta un pagamento di sedici fiorini a Simone Martini per aver dipinto tra gli altri anche un affresco proprio su questo tema.
A complicare il quadro degli studi sono i lavori di restauro che nel 1980 portarono alla luce un ulteriore affresco sotto il dipinto, rappresentante la conquista del castello di Arcidosso da parte dello stesso Guidoriccio nel 1331: da qua cominciò a delinearsi l’ipotesi che quest’ultimo dipinto fosse opera del Martini, mentre il famigerato Guidoriccio fosse un’opera realizzata da Domenico e Francesco d’Andrea nel XV secolo sopra l’affresco originario di Simone Martini…

Se vuoi leggere l’articolo completo, lo trovi pubblicato sul numero di maggio 2020 di Maremma Magazine (alle pagine 88-91), disponibile in edicola, su abbonamento e in versione digitale. Acquista la tua copia on line! Clicca QUI 

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