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Francisco Josè de Goya y Lucientes, due straordinarie opere in mostra in Maremma

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Prima Castiglione della Pescaia, poi Vetulonia e successivamente Grosseto. Sono le tappe della mostra “Goya in Italia. Due capolavori tra luce ed ombra” che rende possibile ammirare (è proprio il caso di dire) due opere straordinarie, ma dimenticate, attribuite al celebre artista spagnolo solo recentemente: lo sbarco di Enea sulla costa laziale ed il ritratto di Don Miguel Cayetano Soler

Francisco Josè de Goya y Lucientes: un artista fecondissimo, di cui si contano oltre 2000 opere attribuite tra pitture, disegni ed incisioni, e che assurse all’Olimpo dei pittori anche grazie all’Italia. Fu infatti grazie al viaggio nel nostro paese che perfezionò la sua tecnica ed ottenne l’anelata legittimazione di pittore partecipando al concorso indetto dall’Accademia di Belle Arti di Parma: pur non classificandosi primo, Goya riscosse giudizi lusinghieri, grazie ai quali, al rientro in Spagna, ottenne prestigiose committenze e soprattutto gli fu possibile accreditarsi come ritrattista di corte e del nobile entourage.
Grazie alla pubblicazione del suo “cuaderno italiano” sono state studiate le informazioni relative alla sua esperienza in Italia, e la mostra “Goya in Italia. Due capolavori tra luce ed ombra” rende possibile vedere l’opera con cui probabilmente l’artista partecipò al Concorso di Parma nel 1771: “Iam tàndem Italiae fugentes prendimus oras” è il titolo del dipinto ispirato al Verso 61 del VI Libro dell’Eneide di Virgilio, e rappresenta lo sbarco di Enea sulla costa laziale. Inspiegabilmente un quadro così importante per la carriera artistica di Goya era stato escluso dal catalogo generale ed è stato solo recentemente attribuito, offrendoci così una visuale sempre più completa sulla vicenda umana ed artistica di Goya.
Anche il ritratto di Don Miguel Cayetano Soler era stato dimenticato, sebbene esprima la straordinaria capacità di Goya di tracciare sulla tela non solo l’aspetto esteriore del soggetto, ricco di quei guizzi di luce che valorizzano ora una medaglia, ora un sontuoso abito, ma anche e soprattutto la sua psicologia.

La mostra “Goya in Italia. Due capolavori tra luce ed ombra” è stata inaugurata il 10 agosto a Castiglione della Pescaia, ed è stata introdotta da una Lectio Magistralis in piazza Georg Solti di Lorenza Mochi Onori e di Daniel Josè Carrasco De Jaime, con un intervento del prof. Giovanni Maria Flick, Presidente Emerito della Corte Costituzionale ed i saluti delle Autorità. Le tele sono state esposte presso Palazzo Centurioni nel centro storico di Castiglione della Pescaia il 10 e l’11 agosto, per essere poi a disposizione del pubblico dal 13 agosto al 7 settembre al Museo Civico Archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia e dall’8 al 30 settembre al Polo Espositivo Clarisse Arte di Grosseto, gestito dalla Fondazione Grosseto Cultura.

L’articolo completo è pubblicato sul numero di dicembre 2018 di Maremma Magazine, alle pagine 42-44, in edicola e on line QUI.

Il 14 agosto presso la Viveterna Luxury Terrace di Castiglione della Pescaia, nel concerto di Pietro Bonfiglio per il Morellina Classica Festival, è stato svelato al pubblico un aspetto inedito della personalità artistica di Goya, attraverso l’esecuzione di un frammento autografo di una partitura musicale recentemente ritrovato tra le sue opere. La paternità della scoperta è di Daniel José Carrasco De Jaime. È un Cristo crocifisso “Cristo Crucificado” dipinto da Goya su di un foglio di rame, piccolo formato-lettera, circondato da una corte di angeli… Sul retro del rame c’è una partitura musicale composta da Goya con un motivo allegro di una sonata che è un concerto a due corde e tre voci. Il dipinto, che risale a circa il 1808, è una dimostrazione primitiva di Goya come compositore di musica. In precedenza, era stato legato a Boccherini e anticipa la musica pre-romantica di dieci anni.