Chi dice Terenzi dice Morellino di Scansano e molto di più! #maremmatheplacetobe

Chi dice Terenzi dice Morellino di Scansano e molto di più! #maremmatheplacetobe

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Una gran bella famiglia ed un’importante ed apprezzata azienda vitivinicola creata dal niente dal padre Florio ed oggi guidata dai tre figli Balbino, Federico e Francesca Romana. In una parola: Terenzi. Siamo nel cuore della DOCG del Morellino di Scansano e questa è una di quelle storie che meritano di essere raccontate…

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DI LINA SENSERINI

Chi dice Terenzi dice Morellino di Scansano. Dai primi anni 2000, la grande azienda situata nel cuore della Docg, sulle colline tra il centro abitato e Saturnia, è sinonimo di vini di grande spessore e qualità, nati dalla passione e dall’amore per questa terra generosa.
L’attività oggi è gestita dai fratelli Balbino, Federico e Francesca Romana Terenzi, che hanno seguito le orme del padre Florio, lasciando Milano per prendere in mano il timone dell’azienda, occupandosi ciascuno di un aspetto specifico: Federico e Balbino di produzione, marketing e comunicazione, Francesca Romana dell’ospitalità e dell’agriturismo, l’altra branca delle attività di casa Terenzi.
Infatti, Florio Terenzi, marchigiano di origine, ma milanese di adozione, imprenditore della profumeria e della cosmesi, acquistò il casale – un antico magazzino del sale, che oggi è la casa padronale – e 12 ettari di terreno negli anni ‘90. Successivamente aggiunse altri terreni dove sono stati impiantati i vigneti, introducendo novità come il Petit Manseng, un sofisticato vitigno a bacca bianca che in Maremma si trova solo nelle vigne Terenzi e, in Toscana, solo nella tenuta dell’Ornellaia.
«Quando mio padre è arrivato a Scansano – racconta Balbino Terenzi – il Morellino cominciava ad affacciarsi sul mercato dei vini di qualità. Prima abbiamo restaurato il casolare, impiantato i primi 2 ettari di vigna ai Salaioli e altri 9 alla Crognoleta, vinificando poche bottiglie in una piccola cantina, poi trasformata in frantoio. Lì abbiamo prodotto i primi vini, il Morellino e il Francesca Romana, il nostro “super tuscan”. Nel 2001 abbiamo acquisito la proprietà di Montedonico, dove abbiamo costruito la cantina, impiantando altri 16 ettari. Successivamente abbiamo messo a dimora le viti nei 18 ettari a Cerreto Piano e abbiamo ampliato le vigne a Crognoleta».
«L’ultimo vigneto acquisito è stato quello di Madre Chiesa, 4 ettari di Sangiovese che «al tempo acquistammo per la necessità di avere un vigneto che fosse meno giovane e più maturo dei nostri – spiega Terenzi – e che permettesse di fare un sangiovese riserva con caratteristiche diverse del Morellino classico riserva che già avevamo in produzione.
L’omonimo cru riserva che viene prodotto a Madre Chiesa dalla prima uscita nel 2011 e per sette anni consecutivi è stato premiato con i “tre bicchieri” del Gambero rosso.
Noi – aggiunge – siamo semplicemente una famiglia che ha avuto il privilegio di essere chiamata in questa meravigliosa terra. Qualcuno dice che nessuno può amare un luogo come chi ha potuto sceglierlo. Forse non è una regola, ma per noi è verità».
In queste ultime parole si riassume la filosofia e l’approccio alla produzione di vino e olio: qualità, sostenibilità e innovazione. Ovvero la ricerca costante, anno dopo anno, migliorando i prodotti e sperimentando nuove tipologie di vino, sia nella scelta degli uvaggi che nelle tecniche di affinamento; l’innovazione nell’uso delle più moderne tecnologie, senza mai perdere di vista il rispetto della terra, dell’ambiente e delle sue caratteristiche, utilizzando sistemi di risparmio delle risorse naturali, ricorrendo alle energie rinnovabili e alla bioedilizia.
Oggi, l’azienda conta 170 ettari di terreno, dei quali 60 di viti, sulle colline che guardano verso Saturnia, dove le vigne e gli oliveti sono intervallati da boschi e campi a seminativo, marroni di terra in autunno-inverno, verdi di pascolo e cereali in primavera, gialli di stoppia e sole in estate. Un paesaggio che rappresenta l’immaginario collettivo della viticoltura maremmana attuale, molto diverso da qualche decennio fa, quando il morellino che è conosciuto oggi era di là da venire e molte famiglie contadine sceglievano di lasciare la terra per trasferirsi in città.
I vitigni impiantati sono Sangiovese (tra cui il clone selezione Terenzi),  Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Vermentino, Viogner e Petit Manseng.
Quattordici ettari, invece, sono coltivati a olivi secolari, da cui vengono prodotti due tipi di olio Igp Toscano, spremuto a freddo, premiato tra i migliori della regione: il Purosangue, da olive di Frantoiano, Moraiolo e Leccino ed il Madrechiesa, dalle varietà Moraiolo e Maurino, che l’anno scorso oltre alle Tre Foglie (equivalente dei Tre Bicchieri per l’olio), si è aggiudicato il premio speciale della giuria (a livello nazionale) come
Miglior Olio IGP dell’anno.
Dalle vinacce fresche, entro 24 ore dalla pressatura, vengono inoltre distillate due grappe, con metodo artigianale discontinuo a vapore, nella blasonata distilleria Nannoni, in cui il taglio di testa e di coda è eseguito manualmente ad ogni cotta, nessun aroma viene aggiunto a garanzia che ogni singola goccia sia la migliore espressione del vitigno di provenienza. Una grappa è prodotta da vinacce Viognier, mentre la più pregiata è Madrechiesa, da morellino riserva invecchiata 18 mesi in barriques.

L’altra attività dell’azienda è l’ospitalità in eleganti appartamenti che portano ciascuno il nome di un vitigno, arredati con particolare eleganza e cura del dettaglio, le pareti affrescate con tinte diverse per ogni stanza, i mobili antichi autentici, i bagni rivestiti di travertino.
Oltre al resort, proprio sopra la cantina, adiacente al centro aziendale e al wine shop, i Terenzi hanno realizzato una sala degustazioni dove vengono accolti tutti coloro che desiderano conoscere i vini della famiglia. Con i suoi divani, il caminetto e i mobili d’epoca, rievoca il tipico salotto toscano, mentre un’ampia area espositiva permette di scoprire tutte le etichette e degustare i vini, l’olio extra vergine di oliva e la grappa di morellino. Inoltre sono offerti ricchi menù degustazione, per tutte le tasche e per tutte le esigenze.

Sono circa 400 mila all’anno le bottiglie prodotte nella grande cantina (3 mila metri quadrati) terminata nel 2005, costruita in armonia con il paesaggio, senza rinunciare alle più moderne tecnologie per il rispetto dell’ambiente. Le etichette spaziano da due bianchi, Balbino e Montedonico, rispettivamente un Vermentino Doc Maremma e un Viognier Igt Toscana in purezza, a cinque rossi: il Morellino classico, il Bramaluce Doc Maremma, blend di Sangiovese e Syrah, Il Morellino Riserva Purosangue, sangiovese in purezza, il blasonato cru Madrechiesa e il “super tuscan” Francesca Romana. Infine viene prodotto in tiratura limitata un Petit Manseng passito, da piccoli appezzamenti di questo vitigno che, nei progetti della famiglia Terenzi, saranno ampliati per aumentare la produzione. Fin dall’inizio la produzione di vino  stata seguita da esperti enologi e, dal 2008, affidata a Beppe Caviola, che ha condiviso il progetto già esistente di lavorare sul sangiovese in purezza, cercando di dargli caratteristiche di maggiore eleganza e finezza.
E c’è infine una storia curiosa, legata al nome del rosso Purosangue e che nasce da un’intuizione di Balbino Terenzi.
«Avevo da sempre un’idea fissa – racconta –, un vino che si chiamasse “purosangue”, nome in cui leggevo l’essenza e il cuore di questa terra, la purezza del sangiovese, il richiamo al cavallo, la forza che avrebbe potuto dare al poco conosciuto Morellino Riserva. Da una ricerca è venuto fuori che il marchio apparteneva ad una piccola proprietà americana nel Chianti, ma era in scadenza. Così è stata imbottigliata solo una piccola quantità, accompagnata da una elegante etichetta che riproduce una criniera al vento, su sfondo nero, con il nome in bianco, sottolineato da una linea rossa dello stesso colore del marchio Terenzi. Fu inizialmente venduto solo nel wine shop e andò subito a ruba. Il marchio che il precedente proprietario lasciò scadere venne registrato e oggi è diventato uno dei vini simbolo dell’azienda».

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