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Basile, la bella storia di una famiglia partenopea che ha creduto e crede nel Montecucco

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Investire nella terra del Montecucco venti anni fa non era così scontato. Era una scommessa bella e buona che oggi Giovan Battista Basile può dire di aver vinto considerando ciò che ha realizzato con la sua azienda ed il livello di qualità raggiunto dai suoi prodotti apprezzati praticamente in tutto il mondo

DI CELESTINO SELLAROLI

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Da Napoli a Cinigiano con un’idea fissa in testa: dare libero sfogo alla voglia di fare impresa nel settore vitivinicolo. È il viaggio intrapreso, ormai quasi vent’anni fa, da Giovan Battista Basile, che ha scelto la terra del Montecucco (la nuova promessa del vino toscano) alle pendici dell’antico vulcano rappresentato dal Monte Amiata, nella Maremma Toscana, come luogo ideale nel quale iniziare la sua avventura nel mondo del vino. Una bella storia nel segno dell’impegno, del coraggio, della determinazione, della cura dei particolari e della qualità, che merita di essere raccontata.

Il passato

Tutto muove nel 1996 quando Giovan Battista raggiunge la sorella a Monticello Amiata (Cinigiano) dove quest’ultima ha da poco aperto un agriturismo. L’incontro con questa terra è fatale anche per lui e nasce l’amore, quasi a prima vista. Inizia a frequentare queste zone, si appassiona alla viticoltura e decide di iniziare proprio lì qualcosa di importante. È di quegli anni, nel 1998, la nascita della DOC Montecucco, ed è sull’onda di quella che allora per molti era solo una scommessa, che matura l’idea della svolta di vita. Si mette in cerca di un terreno da acquistare e lo trova nel 1999: è il Podere Monte Mario abbandonato da trent’anni. Come risulta da ricerche storiche di cui viene a conoscenza pare che la coltivazione della vite in questo luogo risalga addirittura al 1600, per cui è quello il posto giusto dal quale far partire tutto. Lo acquista, pianta la prima vigna nel 2001, ristruttura il podere e nel 2003, anno della prima vendemmia e della nascita del primo figlio, vi si trasferisce con tutta la famiglia ed inizia a dedicarsi a tempo pieno all’azienda agricola.

Le condizioni pedoclimatiche sono ideali per il bio, per cui viene quasi naturale lasciarsi guidare sin da subito dai principi dell’agricoltura biologica. Che tradotto significa: assoluta mancanza di qualsiasi prodotto chimico nell’attività di coltivazione.

“I terreni – sottolinea Giovan Battista Basile – hanno una composizione prevalentemente calcarea e sono per la gran parte esposti a Sud-Ovest ad una altitudine che varia dai 380 ai 330 metri. Il clima si mantiene secco, grazie alla costante ventilazione a cui è sottoposta la zona, molto aperta e ben soleggiata con temperature che raramente superano i 30°C in estate e con correnti che permettono all’uva di mantenersi sana e protetta dall’umidità. Le uve vengono controllate e certificate dal Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici (CCPB). Le vigne sono circondate da boschi che creano una naturale barriera protettiva e vengono concimate con il letame ed altri materiali organici di origine biologica. Per la lotta alle malattie della vite si adoperano prodotti tradizionali come lo zolfo e, in quantità strettamente controllate, il rame. Inoltre, molte operazioni colturali e la vendemmia vengono svolte manualmente per ottenere l’uva migliore.

Non vengono utilizzati in nessun caso diserbanti. L’azienda è ad impatto ambientale zero, poiché produce energia pulita con un impianto fotovoltaico e segue i principi della Bioedilizia e del risparmio energetico”.

Le viti impiantate sono molto resistenti. Una riprova arriva nel 2014, quando a fronte di un’annata particolarmente difficile, l’uva raccolta si rivela invece sanissima. “È stata quella per noi – sottolinea Giovan Battista –, una sorta di prova del fuoco che ci ha fatto capire ancora di più e meglio, il nostro straordinario potenziale”.

In questa avventura Giovan Battista non è solo. All’inizio lo affianca il fratello, ma poco dopo quest’ultimo decide di tornare alle origini. Il percorso nei primi tempi è in salita (la commercializzazione inizia solo nel 2008), ma pian piano cominciano ad arrivare le soddisfazioni, così come i premi ed i riconoscimenti, che culminano con i “Tre Bicchieri” nel 2016 per l’etichetta Adagio.

Il presente

L’azienda oggi si estende su 40 ettari, di cui 14 coltivati a bosco, 8 dedicati alla a vigna ed il resto a seminativo. La produzione viaggia sulle 40-50.000 bottiglie per buona parte piazzate all’estero.

La fetta di export si aggira su percentuali importanti (75-80%) conferendo solidità all’intero progetto. Il mercato italiano si ritaglia una porzione piccola, peraltro in crescita negli ultimi anni. I paesi maggiormente interessati dalle esportazioni sono la Russia, il Nord Europa (Danimarca, Belgio, Olanda, Svizzera, Gran Bretagna). E poi ancora il Giappone, gli Stati Uniti ed il Canada. A proposito di quest’ultimo paese ha fatto storia, facendo il giro del mondo, la notizia della cena informale di qualche di qualche
anno fa al ristorante Liverpool House di Montreal, tra il primo ministro Canadese Justin Trudeau e l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che alzarono i calici degustando proprio uno dei vini dell’azienda Basile, ovvero il Cartacanta Montecucco Sangiovese. Nell’occasione, il proprietario del Ristorante scelse di proporre ai due importanti ospiti questo vino biologico (insieme ad un bianco Canadese), puntando sulle qualità di una DOCG vista anche oltre-oceano come nuova promessa dell’enologia toscana. E sia Obama che Trudeau apprezzarono molto tale scelta.

Si parlava di soddisfazioni, ovvero il sale dell’impegno profuso e prima ancora della passione che non ti fa sentire la fatica ed anzi ti dà la forza di andare avanti. Ebbene, quel senso di appagamento, Giovan Battista Basile lo prova di continuo quando si rende conto della buona percezione che i suoi prodotti hanno sul mercato, anche in relazione al rapporto qualità-prezzo. E soprattutto un nome. “C’è gente – racconta soddisfatto – che ci viene a trovare apposta per degustare ed acquistare i nostri vini direttamente in azienda, un aspetto che assume un valore ancora maggiore, considerando che parliamo di un territorio con scarsi flussi turistici. Scoprire che ci sono persone che arrivano da noi per apprezzare il frutto del nostro lavoro è fonte di grandissima gioia. Un qualcosa di davvero impagabile che ci fa capire che stiamo operando bene e che ci aiuta a crescere”.

Nel lavoro quotidiano Giovan Battista Basile è affiancato dall’enologo Maurizio Saettini e dalla collaboratrice Susanna. La moglie Ilaria, in compagnia dei figli Antonio e Federico, si occupa dell’accoglienza e delle degustazioni dei vini, abbinati a cibi locali e genuini.

Il futuro, nel mondo del vino e più in generale nella vita, non bisogna mai dare niente per scontato, ma occorre sempre avere il desiderio di migliorarsi. Un must che qui si traduce in una serie di piccoligrandi obiettivi già fissati.
“Il primo – spiega ancora Basile – è dato dal progetto relativo alla nuova cantina con tanto di sala degustazione che dovrebbe essere portato a compimento nel giro di un paio d’anni. Poi, vogliamo ampliare la produzione, piantare nuova vigna (da portare a 12/13 ettari, rispetto agli 8 attuali) e di conseguenza aumentare il numero delle bottiglie complessive: la cifra, nel medio periodo, dovrà attestarsi sulle 70-80.000. Tutto questo senza mai perdere di vista le caratteristiche di piccola azienda vitivinicola vocata alla qualità che ormai ci vengono riconosciute da più parti. Inoltre, ci piacerebbe consolidare ed incrementare i rapporti con l’estero allargando gli orizzonti verso altri mercati (soprattutto quelli orientali). Del resto, stiamo assistendo negli ultimi anni ad una bella crescita del Montecucco. Prima lo conoscevano in pochi, oggi invece sono sempre di più gli estimatori e gli importatori che apprezzano e cercano questa denominazione”.

“In futuro inoltre – prosegue Basile – vorremmo mantenere quel profilo di livello alto acquisito negli anni. Siamo una piccola azienda a gestione familiare – e così vogliamo continuare a lavorare – con una vocazione rivolta al rispetto dell’ambiente. E siamo apprezzati perché produciamo vini in modo corretto e sempre nel pieno rispetto del terroir. Quando si parla di Montecucco in molti ci indicano come riferimento qualitativo sul territorio: un patrimonio conquistato nel tempo di cui andiamo molto fieri e che vogliamo assolutamente mantenere”.

La crescita del Montecucco, che a settembre festeggerà il ventennale, passa attraverso le sinergie ed il legame con il territorio. “Reputo molto importante fare gruppo – aggiunge Basile (che non a caso è vice-presidente del Consorzio Tutela Vini Montecucco, ndr) – e sono stra-convinto che sia fondamentale stringere rapporti con il luogo che hai scelto come terra  ’elezione. Io oggi mi sento maremmano-amiatino e non potrebbe essere diversamente, perché quando il luogo in cui far crescere i tuoi figli lo scegli consapevolmente riesci ad amarlo ancora di più e ad instaurare con esso un legame ancora più forte”.

Basile è, dalla sua fondazione,
una azienda agricola biologica
ad impatto ambientale
zero e produce energia pulita
attraverso un impianto fotovoltaico.
Siamo nella terra
del Montecucco, la nuova
promessa del vino toscano,
un gioiello enologico che
prende vita tra le morbide
forme della Maremma Toscana
e le pendici dell’antico
vulcano Amiata

I Vini Basile, quattro splendide perle enologiche tutte da gustare!

“I figli so’ piezz’ ‘e core”. Mai modo di dire, tratto da Filumena Marturano di Eduardo De Filippo, fu più pertinente per spiegare quanto Giovan Battista Basile tenga ai suoi vini. Alla domanda se vi sia un prodotto cui risulti maggiormente legato Basile ci risponde che li considera tutti come figli, anche se forse, sotto sotto, un sentimento un po’ più forte gli viene stimolato dal “Comandante”, il primo vino prodotto, chiamato così dal soprannome con il quale fu ribattezzato suo padre, che aveva una piccola barca a Sperlonga.

Le vigne attualmente ricoprono una superficie di circa 8 ettari: di questi, alcuni sono stati impiantati con vitigni Sangiovese e Merlot ed altri con vitigni di Vermentino, Viognier e Petit Manseng. La raccolta viene svolta manualmente, mentre la vinificazione avviene in vasche di acciaio ed in grandi tini di legno troncoconici, con un accurato controllo della temperatura effettuando rimontaggi e delestage a seconda delle caratteristiche dell’annata.
L’affinamento avviene in legni grandi, in tonneaux ed in barriques di rovere francese per 12/24 mesi. Attualmente vengono prodotti quattro vini per un totale di circa 50.000 bottiglie.

Il Cartacanta – Montecucco Sangiovese D.O.C.G. – che prima di essere commercializzato fa un passaggio in legno di 12 mesi. La produzione è di circa 25.000 bottiglie all’anno con uscita in vendita a minimo 18 mesi dalla vendemmia.

Il Comandante – Maremma Toscana D.O.C. – è un Blend di 50% Sangiovese e 50% Merlot con un passaggio di 18 mesi in legni piccoli. Il quantitativo è di circa 10.000 bottiglie all’anno in Commercio a minimo 30 mesi dalla vendemmia.

L’Adagio – Montecucco Sangiovese Riserva D.O.C.G. – ha un uvaggio a base di Sangiovese (100%) con 24 mesi di maturazione in legno e 24 mesi di affinamento in bottiglia. “Questo vino – puntualizza Basile – rappresenta il nostro terroir nella sua massima espressione. Realizzato da una selezione delle nostre migliori uve Sangiovese, esce in quantità limitatissima: 3.500/4.000 bottiglie numerate. In commercio anche la versione magnum in vendita con una elegante scatola in legno (100 bottiglie numerate)”.

Infine, abbiamo il bianco Artéteca – Vermentino Toscano IGT – composto da 85% vermentino, 10% Viognier e 5% Petit Manseng. La produzione è di circa 5.000 bottiglie all’anno.

Da ricordare anche Fiaba, la grappa biologica di Montecucco.

Per chi volesse conoscere più da vicino l’azienda Basile ed i suoi vini vi è la possibilità di prenotare una visita guidata che consente di vivere un’esperienza unica; un viaggio nel mondo del vino, dalla vigna alla cantina, fino alla degustazione delle diverse produzioni, abbinate ad ottimi prodotti locali, davanti ad un panorama mozzafiato che si gode da lassù. Sulle prime pendici del Monte Amiata che guardano verso la Maremma sottostante.

Info: Basile Soc. Agr. Srl Podere
Monte Mario 58044 Cinigiano (GR)
tel. 0564 993227, mail info@basilessa.it, web www.basilessa.it