“Arpagone” la punta di diamante dell’azienda Prato al Pozzo

“Arpagone” la punta di diamante dell’azienda Prato al Pozzo

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È il vino di punta di Prato al Pozzo, azienda vitivinicola situata dalle parti di Cinigiano sulle prime pendici del Monte Amiata. Parliamo di “Arpagone”, così chiamato per via della scarsità della produzione del vigneto a lui dedicato, un Montecucco Sangiovese DOCG di spessore, tutto da gustare…

DI CELESTINO SELLAROLI

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Piccolo è bello! Nel mondo del vino le soddisfazioni possono arrivare in tanti modi. C’è chi ambisce alle produzioni massicce e chi invece guarda a numeri più contenuti, e lo fa per scelta. Una filosofia quest’ultima che ha ispirato fin dall’inizio Francesca Quiriconi (con un passato nel settore della formazione in Confartigianato Toscana) e Fabio Ratto (agronomo di grande esperienza nel mondo del vino), coniugi nella vita, e ideatori di un percorso imprenditoriale nel settore enologico che va sotto il nome di Prato al Pozzo.

Siamo sulle prime pendici del Monte Amiata dalle parti di Cinigiano nell’alta Maremma toscana, sulla collina a sud di Montalcino (che dista poco più di 10 chilometri), nella DOC del Montecucco denominazione sempre più conosciuta ed apprezzata a livello mondiale che quest’anno approda al ventennale. È qui che le due anime si sono fuse per dar vita ad un progetto all’insegna, si diceva sopra, delle quantità ridotte, ma con una qualità altissima, grazie all’ottimo mix rappresentato da posizione, altitudine (siamo a 250 metri s.l.m.), esposizione e ventilazione dei vigneti (ottime), composizione del terreno (argillo-calcarea), sempre nel rispetto della massima unanimemente condivisa secondo la quale “il vino buono si fa in vigna”: è lì infatti che il vignaiolo deve lavorare con il massimo della cura e delle attenzioni, mentre in cantina bisogna solo evitare di rovinare il frutto di quel prezioso lavoro…

Produrre vini in un fazzoletto di terra in una delle zone della Toscana e d’Italia più armoniose a livello di clima e di terreno, il ritorno alle origini (alla natura e alla famiglia), il valore della sperimentazione: sono i cardini del cammino avviato nel 2003 che tante soddisfazioni sta dando, senza mai perdere di vista l’aspetto delle dimensioni, a misura d’uomo.

L’azienda – a carattere assolutamente familiare e artigianale – è composta da c.a. 11 ettari di cui appena 1,5 piantati a vigneto (i restanti sono occupati da oliveto e seminativi) e produce appena 10.000 bottiglie suddivise nelle tre etichette: Arpagone, Piede Rosso e Prato al Pozzo Vermentino. Quasi tutta la produzione (circa l’80%) va all’estero in mercati nord europei come quelli scandinavi, ed anche in Cina.

Qui, questo mese, nello spazio dedicato a “Il vino del mese”, parliamo di Arpagone, che poi è l’etichetta di punta di Prato al Pozzo, oltreché la prima delle tre a nascere, così chiamato per via della scarsità della produzione del vigneto a lui dedicato. «Volevamo produrre – sottolineano Fabio e Francesca – un “vino diverso”, fondato sulla sperimentazione pura, sull’altissima qualità delle uve e su un’attenzione maniacale dei processi di lavorazione. È nato così Arpagone Montecucco Sangiovese DOCG dal nome del personaggio de “L’Avaro” di Moliere che meglio rappresenta questo vino, il cui concetto è quello della produzione minima come indice di preziosità del prodotto. Solo un ettaro e mezzo per ottenere una limitata quantità di uve, ulteriormente ridotta con una successiva ed estrema selezione manuale per ottenere l‘eccellenza qualitativa».

Un’eccellenza che qui fa rima con autenticità intesa come «libertà di andare alla ricerca di un gusto che contemporaneamente sappia affermare le nostre origini unendolo alla sperimentazione di nuove sensazioni e non seguendo ciecamente le tendenze del momento».

L’annata in degustazione è quella del 2015 contraddistinta da una vinificazione ottimale. «Dopo un’accurata selezione nel vigneto Arpagone avvenuta una prima volta a metà luglio (selezione verde), che ha permesso di portare in cantina per la produzione dell’omonimo vino solo i grappoli migliori, le uve – raccontano ancora Fabio e Francesca – sono state raccolte manualmente, diraspate e pigiate in maniera soffice. La macerazione è avvenuta in acciaio ed i rimontaggi e le follature sono state eseguite tutte manualmente per un periodo di 15 giorni. Durante questa fase il vino ha completato la fermentazione alcolica a contatto delle bucce, successivamente si è proceduto alla svinatura ed al suo affinamento sulle lieviti in contenitori di legno dove ha eseguito la fermentazione malolattica. Nei successivi dodici mesi ha completato il suo affinamento in legno. Nell’estate 2017 si è proceduto all’imbottigliamento ed al suo lungo riposo in bottiglia».

ARPAGONE 2015

Classificazione: Montecucco Sangiovese DOCG
Annata: 2015
Uvaggio: 100% Sangiovese
Alcool: 13,50% vol.
Note degustative: Colore rosso rubino intenso, profumo di viola e prugna e ciliegia, spiccano le note di spezie, caffè, tabacco e cacao che ne amplificano le sensazioni. Vino dalla piacevole sapidità e lunga persistenza, i suoi tannini sono soffici e dolci.

Info: Az. Agr. Prato al Pozzo di Quiriconi Francesca,
Podere Prato al Pozzo – 58044 Cinigiano GR
Tel. 3394301357
Web www.pratoalpozzo.it
Mail pratoalpozzo@yahoo.it
Facebook: Prato Al Pozzo Vini oppure Quiriconi Francesca
Instagram: pratoalpozzo