Stagione estiva 2018, è tempo dei primi bilanci…

Stagione estiva 2018, è tempo dei primi bilanci…

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L'EDITORIALE DEL NR. 7 DI SETTEMBRE 2018
DI CELESTINO SELLAROLI

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Settembre, in teoria, dovrebbe essere il mese dei primi bilanci della stagione estiva. Già, in teoria, perché in realtà il massimo che è possibile tirar fuori è una valutazione molto empirica, basata sul riscontro soggettivo dei residenti e dei diversi operatori. Di dati ufficiali, invece, neanche l’ombra. Quelli saranno disponibili solo nella primavera dell’anno prossimo, quando si conosceranno i numeri complessivi e definitivi dell’annata 2018 (dal 1° gennaio al 31 dicembre), in termini di arrivi e presenze in Maremma.
Su questa discrasia tra i due momenti – quello nel quale il nostro sistema turistico provinciale produce effettivamente le quantità e quello nel quale si riesce ad accedere ad uno straccio di elementi certi e alla relativa analisi – molto ci sarebbe da dire e/o da ridire. Ma tant’è, ad oggi non si riesce ad organizzarsi diversamente, per cui l’unica cosa che ci è concessa di fare è quella di affidarsi alla vista, alle sensazioni, alle dichiarazioni della gente comune, dei residenti e di chi di turismo vive in quanto addetto del settore.
Ebbene, alla luce di questa premessa, che estate è stata questa per la Maremma? Ovviamente, per i motivi di cui sopra, non è facile rispondere, tuttavia pare che qualche problema in effetti ci sia stato. Un po’ per il clima instabile, un po’ per il cambio di abitudini dei turisti, un po’ per la contrazione dei pernottamenti medi, un po’ per le disponibilità economiche sempre più ridotte che si traduce in una minore capacità di spesa.
Un po’ per tutto questo, ma è assai probabile che alla fine la stagione estiva 2018 non sarà positiva. Un primo grido di allarme l’aveva lanciato ad inizio luglio Confesercenti Grosseto che denunciava, già allora, una serie di lamentele, da parte dei propri associati che vedono il loro lavoro concentrato in un arco temporale sempre più ristretto e di fatto compresso tra fine luglio e fine agosto: troppo poco per vivere di turismo, provare a programmare e guardare con fiducia al futuro.
Qualcuno ha cominciato a parlare da subito di stagione deludente con bruschi cali di presenze e preoccupanti ritorni al passato, ai livelli di tre o quattro anni fa. Il motivo? L’assenza di vacanzieri e la presenza di soli viaggiatori, con i primi che tendono a fermarsi un po’ di più ed i secondi invece impegnati a spostarsi da un luogo all’altro velocemente. Ecco così che molto spesso è capitato di vedere le strutture riempirsi solo nei week end, per poi rimanere vuote durante i restanti giorni della settimana.
Per altri invece la stagione, sia pure non da incorniciare, è stata tutto sommato soddisfacente. E se c’è chi si lamenta della scarsa promozione, della necessità di sfruttare nuovi canali, delle prenotazioni che arrivano sempre più all’ultimo minuto, della mancanza dei servizi, dei pochi parcheggi, delle multe da parte dei Vigli Urbani ai turisti, della carenza di parchi giochi per bambini ecc. ecc. (la lista sarebbe lunga), per tutti il rimedio c’è ed è quello di “fare sistema”, stare uniti, perché l’unione fa la forza ed è necessario sedersi intorno ad un tavolo e smetterla di pensare ciascuno al proprio orticello. Insomma, l’idea diffusa è che sia necessaria una strategia ed un’adeguata promozione per far sì che la Maremma possa diventare una vera e propria destinazione turistica, conosciuta ed attrattiva, tutto l’anno, e non solo nei mesi estivi.
Ad agosto poi ci ha pensato Confartigianato Imprese Grosseto ad esprimere tutta la propria preoccupazione per un’estate sottotono (sempre comunque empiricamente parlando) nella quale i turisti parevano apparire solo nei week end con vacanze low cost di due giorni, sabato e domenica. Anche per loro la ricetta non può che essere la sinergia tra pubblico e privato, la necessità di rivedere l’organizzazione complessiva nella quale “le amministrazioni locali devono necessariamente investire di più sul turismo, mettendo in campo azioni che vadano a rafforzare il settore”.
L’apertura dell’aeroporto civile di Grosseto al collegamento con Berna viene vista sicuramente di buon occhio, ma non basta: “aumentare i voli andando a comprendere anche altri scali potrebbe essere un incentivo per gli stranieri a scegliere la Maremma”. Ecco allora che “puntare su una ricettività che non sia solo balneare potrebbe essere una chance, magari individuando target specifici su cui indirizzare l’attenzione. La bicicletta e l’enogastronomia sono due peculiarità che potrebbero funzionare da motori di sviluppo del settore anche fuori dai 3 mesi estivi. Un dialogo costante con gli imprenditori diventa fondamentale: alle imprese servono stimoli e iniziative pubbliche utili a rilanciare le loro attività. Purtroppo, la tendenza della vacanza low cost di pochi giorni è sempre più predominante e quindi dobbiamo trovare un modo per attirare presenze anche durante la settimana, offrendo servizi e pacchetti allettanti».
Ergo anche per Confartigianato Imprese Grosseto la Maremma ha tutte le carte in regola per far diventare la ricettività un cardine dell’economia, ma servono strategie e progetti per non rimanere indietro rispetto ad altre zone del Paese.

Idee, progetti, strategie, sinergie pubblico-privato, “fare sistema”: questi termini ci pare di averli già sentiti in passato…

E chissà che prima e poi non riescano a tradursi anche in fatti concreti ed azioni reali… La Maremma come destinazione turistica, ma anche come sistema socio-economico, ne sarebbe sicuramente felice!