OTTOBRE 2015 – La Maremma come destinazione turistica? C’è da lavorare…

OTTOBRE 2015 – La Maremma come destinazione turistica? C’è da lavorare…

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L'EDITORIALE DEL NUMERO DI OTTOBRE 2015

La Maremma come destinazione turistica?
C’è da lavorare…

di Celestino Sellaroli

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Ottobre mese di bilanci e di ripartenze. Può essere inquadrata in questi termini l’intervista all’assessore al Turismo del Comune di Grosseto Luca Ceccarelli (pubblicata nelle pagine che seguono) con il quale abbiamo fatto il punto sulla stagione estiva appena conclusasi (decisamente positivo il bilancio) e più in generale sulle politiche turistiche portate avanti dal comune capoluogo in prospettiva futura, a beneficio non solo della città di Grosseto, ma della Maremma tutta.
Già perché uno dei temi su cui occorrerebbe lavorare di più è proprio questo di riuscire a trovare una guida, un punto di riferimento, un faro per l’intero territorio provinciale che, sul fronte turistico, sembra decisamente mancare.
Orfani del ruolo della Provincia di Grosseto (ma le province erano poi così inutili?) che faceva da collettore e coordinamento, ed orfani anche delle prerogative della Camera di Commercio che con la guida (forte) di Giovanni Lamioni ha spesso dettato l’agenda nel comparto (per tutti), oggi, la situazione è decisamente più complicata.
La Maremma ha (forse) un proprio brand, un proprio appeal, una propria riconoscibilità (sottolineiamo ancora il forse) da spendere sui mercati, ma manca totalmente di politiche unitarie, in grado di elevare i vari comuni che compongono la provincia di Grosseto a sistema territoriale, da vedere come una sorta di soggetto autonomo, forte e coeso, con idee chiare e progetti concreti su cui puntare.
Progetti che poi sono sempre gli stessi da decenni, ma che adesso, vuoi per carenza di soggetti istituzionali di riferimento, vuoi per mancanza di risorse diventa sempre più difficile concretizzare.
Fare sistema, destagionalizzazione, cultura dell’accoglienza, calendarizzazione degli eventi, promo-commercializzazione, giusto rapporto qualità-prezzo e chi più ne ha più ne metta. Sono gli argomenti ricorrenti che si sentono spesso quando si parla di turismo in Maremma. Una volta c’era l’APT Agenzia per il Turismo che ce li propinava di continuo. Adesso, orfani anche di quest’altro ente, soppresso per volontà regionale, la palla è passata ai singoli comuni che per ruolo e funzioni non possono far altro che promuovere il proprio singolo orticello, senza una visione d’insieme.
Di qui l’esigenza di inventarsi qualcosa, di fare di più, di allargare gli orizzonti per uscire dai campanilismi e far crescere tutto il territorio provinciale.
Obiettivo rispetto al quale potrebbe rivelarsi sicuramente utile il fatto di elevare (finalmente) il comune capoluogo di provincia (Grosseto) a Capitale della Maremma, come negli auspici dell’assessore al Turismo Luca Ceccarelli, di cui si diceva all’inizio: un risultato bello sulla carta, ma ancora lontano e tremendamente difficile da portare a casa.
Spesso a proposito di destagionalizzazione, tanto per fare un esempio, si sente dire che dovrebbero essere i privati ad attivarsi, ad ingegnarsi con proposte invitanti finalizzate ad allungare la stagione e a tenere un po’ più aperte le strutture. Sbagliato. Il tema della destagionalizzazione è un tema importante, ma complesso, ed è impensabile che possa essere affrontato e risolto esclusivamente dagli operatori del settore con iniziative autonome. Più utile sarebbe sicuramente un progetto di sistema (come si diceva prima) che coinvolga tutti gli attori del comparto, enti ed istituzioni comprese, anzi in prima fila per dare organicità al percorso. Che senso ha per una struttura ricettiva offrire pacchetti, magari anche di qualità e/o a prezzi concorrenziali, se tutto il contesto che gli ruota attorno, nel periodo invernale, va in letargo?
Molti operatori a fine estate vanno in vacanza perché intorno c’è il deserto e stare aperti non è redditivo. Se si creassero invece le condizioni favorevoli per delle aperture allungate siamo certi che non ci penserebbero due volte e ridurrebbero notevolmente i periodi di chiusura, perché la mission di qualsivoglia imprenditore, soprattutto di quelli che vivono di turismo, è in primis il profitto, non dare aria ai locali.
Creare le condizioni perché la Maremma possa diventare un’autentica destinazione turistica in grado di attrarre turisti per almeno otto mesi all’anno: questo dovrebbe essere uno degli obiettivi cui l’intera provincia, l’intero sistema territo-riale Maremma (che ancora non c’è) potrebbe e dovrebbe tendere in maniera estesa e partecipata. Ma per far questo servono idee, progetti ed una condivisione d’intenti che purtroppo al momento non si vedono…
L’unica progettualità che negli ultimi tempi è maturata in quest’ottica è “Maremma Toscana: Costa della Vela”, un progetto di promozione territoriale improntato sul turismo sportivo che vede coinvolti 7 comuni costieri maremmani (Castiglione della Pescaia, Grosseto, Capalbio, Orbetello, Monte Argentario, Follonica, Scarlino). L’intento è quello di realizzare eventi sportivi in alta e in bassa stagione, per dare nuove alternative alla promozione turistica legata al mare e alle peculiarità del nostro territorio.
Il disegno va nella direzione giusta ma è ancora troppo parziale mentre invece occorrerebbe qualcosa di più esteso, da sviluppare su scala provinciale.
Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo, manco a dirlo… il mare…

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