NOVEMBRE 2015 – Io sto con le pecore…

NOVEMBRE 2015 – Io sto con le pecore…

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L'EDITORIALE DEL NUMERO DI NOVEMBRE 2015

Io sto con le pecore…

di Celestino Sellaroli

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Il fenomeno delle predazioni. Non passa praticamente giorno senza leggere sui quotidiani locali (in quest’ultimo periodo ridotti purtroppo a due, ma questa è un’altra storia…) notizie riguardanti uccisioni di pecore da parte di lupi. Un fenomeno serio che sta mettendo in ginocchio tanti piccoli allevatori che di questo, e solo questo, nella maggior parte dei casi, vivono. Senza contare l’indotto soprattutto nel settore caseario. Bene, anzi male. Perché nonostante gli sforzi il problema non viene risolto, anzi a giudicare dalla frequenza sempre maggiore degli episodi, sembra addirittura aggravarsi.
Che fare? Di tavoli, dibattiti, confronti, progetti, se ne fanno parecchi, ma la soluzione pare sia difficile da trovare. Da un lato ovviamente ci sono i piccoli imprenditori agricoli dediti alla zootecnia, avviliti ed esasperati da una situazione sempre più difficile da sostenere. Dall’altra gli ambientalisti e gli animalisti, schierati, non si sa perché, quasi tutti dalla parte del lupo. Eppure questa cosa suona davvero strana, almeno in chi scrive. Sarà che caratterialmente sono sempre portato a schierarmi dalla parte del più debole e a difendere le ragioni dei più umili, sarà per la difficoltà di comprendere la classificazione di animali di serie A e di serie B, sarà che l’immagine di una pecora sgozzata mi colpisce nel profondo dell’animo, sarà per tante altre mille ragioni, certo è che nel “duello” pecora-lupo io non riesco proprio a dare ragione al “cattivo”, e mi schiero nettamente a favore della prima.
Il lupo infatti ha già di per sé tanti vantaggi (competitivi, direbbe qualcuno), per cui aggiungerci anche il carico del sostegno di pensatori liberi, scevri da condizionamenti di sorta e/o interessi specifici sull’argomento, quali ci riteniamo, non ci sembra proprio il caso.
Il lupo è più forte per natura, uccide i più deboli in modo efferato e per di più è anche protetto a livello europeo e nazionale, ovvero è libero di perpetrare le proprie scorribande a proprio piacimento, sicuro di poterla sempre fare franca e di godere di una sorta di immunità ed impunità perenne a prescindere… rispetto a qualsiasi forma di… reato commesso, che in questo caso sono tutt’altro che lievi, visto che si parla di… omicidi volontari plurimi, se non addirittura di stragi.
Per contro le pecore, sono miti ed indifese, sono fondamentali per tanti allevatori, producono latte e di conseguenza formaggi e sono indispensabili per tante aziende che proprio attraverso le pecore si sostentano, e più in generale sono importanti per l’economia del territorio (basti un dato, oltre 2/3 del formaggio Pecorino Toscano DOP arriva dalla Maremma).
Banalizzazioni? Può darsi. Di fatto il rapporto di forza è assolutamente tutto sbilanciato da una parte. Eppure sono in tanti a pensarla diversamente e a ritenere il lupo intoccabile per il fatto che trattasi di una specie in via di estinzione da tutelare contro tutto e tutti. Sicuramente è così, e non a caso a livello europeo (già l’Europa… meglio stendere un velo pietoso considerando i danni che sul fronte agricolo e non solo spesso fa) si è deciso di proteggerlo e di ammantarlo di una sorta di sacralità, anche per il pregio ambientale che la sua presenza conferisce o conferirebbe alle zone in cui è presente. Può essere, ma crediamo che la Maremma sia bella lo stesso anche senza lupi. O se proprio ci devono essere che non facciano danni uccidendo a destra e a manca povere ed indifese pecore, mettendo in ginocchio, si diceva all’inizio gli allevatori, che rappresentano un presidio fondamentale per il mantenimento del territorio e necessitano di risposte concrete e immediate da parte delle istituzioni.
Senza andare troppo lontano, in Francia il problema è stato affrontato in modo drastico consentendo gli abbattimenti laddove strettamente necessari.
Potrebbe essere una strada da percorrere anche in Italia? Difficile rispondere. Da noi si punta di più sulla necessità di favorire la convivenza pacifica ed amichevole tra due specie che in natura non sono sullo stesso piano e non vanno propriamente d’accordo. Una contraddizione in termini che rende complicata la soluzione di una vicenda che si protrae da troppi anni e che rischia adesso – lo ribadiamo ancora una volta – di affossare l’intero settore allevatoriale ovino maremmano. Strutture di ricovero (ovili) idonee, recinzioni metalliche, elettrificate, strumenti elettronici di videosorveglianza, cani da guardiania, cartelli (ma i lupi sanno anche leggere?), cattura e successivo collocamento dei predatori e nei casi più nefasti idonee forme di risarcimento dei danni, diretti e indiretti.
Gli sforzi non mancano, le misure di prevenzione sono uno strumento concreto di difesa e possono avere una funzione deterrente nello scoraggiare i predatori, ma tra il dire ed il fare, si sa, c’è di mezzo il mare. E intanto le pecore continuano a morire… con il rischio che ben presto in via di estinzione non saranno più i lupi, ma… gli allevatori!

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