L’unione fa la forza…

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L'EDITORIALE DEL NR. 6 DI OTTOBRE 2019

DEL DIRETTORE CELESTINO SELLAROLI

La fine dell’estate si porta dietro immancabilmente una domanda che è questa: come è andata la stagione turistica in Maremma? Un refrain che, in realtà, parte anche da prima della fine, ovvero in corso d’opera, quando inevitabilmente arrivano i primi bilanci, i primi commenti, le prime lamentale, i primi disappunti, i primi…
Ebbene, il copione si è ripetuto anche quest’anno, con le sentenze che sono cominciate ad arrivare già verso fine luglio, primi di agosto. Molto spesso basate su valutazioni empiriche, sensazioni, colpi d’occhio sulle spiagge o in occasione di questa o quella manifestazione, piuttosto che su certezze assolute e numeri definitivi.
Quelli, si sa, arriveranno solo l’anno prossimo… in primavera quando si conosceranno i risultati complessivi e definitivi dell’annata dal 1° gennaio al 31 dicembre. E solo allora, dalla lettura, nero su bianco, dei dati relativi agli arrivi e alle presenze, sarà possibile capire che annata è stata per la nostra terra.
Sulla discrasia tra questi tempi – quelli nei quali le quantità reali vengono prodotte sul campo e quelli nei quali vengono raccolte, analizzate e rese pubbliche – già ci siamo espressi in passato, per cui evitiamo di ripeterci in questa sede. Resta il fatto che tracciare un bilancio con un minimo di fondatezza, senza avere dati certi è un esercizio tanto difficile quanto pericoloso, perché si rischia – è capitato spesso anche in passato – di essere imprecisi o, peggio, di dire cose non vere o poco pertinenti rispetto alla realtà. Un po’ come quando si commentano le elezioni sulla base degli exit poll, a caldo, salvo poi ritrovarsi davanti – a bocce ferme – un quadro completamente diverso…
E che i consuntivi 2019 non collimino con ciò che è emerso tra gli operatori ed i cittadini durante l’estate, se lo augurano in tanti.
In effetti, l’affresco tratteggiato nel cuore della stagione non è stato dei migliori. C’è chi ha parlato di bruschi cali (dell’ordine anche del 30%), di crisi annunciate, di politiche sbagliate, di perdita di appeal del territorio, di ineluttabili cambiamenti nel modo di fare turismo e godere della vacanza (leggi viaggi sempre più brevi, magari ripetuti più volte nel corso dell’anno in località sempre diverse), di situazioni preoccupanti e di necessità – udite udite – di “fare sistema”.
Una formuletta evergreen tirata fuori di continuo, come un mantra, da decenni, come se bastasse semplicemente evocarla per metterla in pratica e iniziare a risolvere i problemi. Peccato che non sia proprio così e che per attuarla sia richiesto anche altro, come ad esempio in primis una precisa identità ed una vision complessiva (possibilmente condivisa da tutti), utile a fissare una meta, per poi individuare mezzi e strategie per raggiungerla.
Invece, sembra che si continui ad improvvisare senza costrutto, con azioni estemporanee prive di un disegno generale in grado di elevare le singole componenti (i tanti attori, pubblici e privati, che operano nel turismo) a sistema territoriale compatto e coeso, capace di promuoversi e di trasformare la Maremma in una vera destinazione turistica.
Obiettivo, questo, probabilmente perso di vista anche per via della frammentazione in essere nel comparto che di certo non aiuta. Così come forse non aiuta la suddivisione in ambiti territoriali incentivati dalla Regione Toscana dopo l’ultima riforma del settore. Per la Maremma questo ha significato la spaccatura in 3 soggetti o meglio aggregazioni di comuni (Maremma Toscana area nord, Maremma Toscana area sud e Monte Amiata) che fanno quello che possono – considerando anche le esigue risorse a disposizione – ma che hanno difficoltà ad essere attrattivi sui mercati globali.
È vero che la provincia di Grosseto è vasta e che promuoverla tutta è complicato, ma è altrettanto vero che una riflessione su questo aspetto, ovvero sul ritorno all’unitarietà e ad un percorso condiviso su scala provinciale – importante anche ai fini della costruzione di un brand “Maremma”, di cui molto spesso e a ragione si parla (magari di questo tema parleremo un’altra volta) –, crediamo che possa essere utile, perché – questo è acclarato – divisi si perde e si va poco lontano…