GIUGNO 2015 – Corridoio Tirrenico, sarà la volta buona?

GIUGNO 2015 – Corridoio Tirrenico, sarà la volta buona?

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L'EDITORIALE DEL NUMERO DI GIUGNO 2015

Corridoio Tirrenico, sarà la volta buona?

di Celestino Sellaroli

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Si fa, non si fa. Si fa, non si fa. Si fa, non si fa. È una margherita dai petali infiniti quella che ormai da quasi cinquant’anni viene sfogliata per sapere se il Corridoio Tirrenico, ovvero il tratto autostradale Livorno-Civitavecchia, prenderà finalmente forma o meno in terra di Maremma. La montagna di foglioline che sta sommergendo da decenni un tema annoso, anzi di più, stucchevole, pare che possa essere definitivamente spazzata via dalla ferma volontà di procedere ed andare avanti verso la realizzazione e il completamento della A12, noncuranti degli oppositori (ma quanti sono realmente? Non sarebbe male indire un referendum consultivo in proposito per contarsi e fissare una volta per tutte i numeri dei favorevoli e contrari) che giudicano inutile l’opera.
Insomma sembra di essere arrivati ad un momento decisivo. Il condizionale è ovviamente d’obbligo perché di passaggi cruciali ne abbiamo già visti tanti in passato, per cui pensare che quello di oggi sia proprio quello più decisivo e più cruciale di altri ci riesce davvero difficile. Ma tant’è.
Di sicuro il protocollo d’intesa firmato il 13 maggio scorso a Roma presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra Mit, Regione Toscana, Regione Lazio, SAT, Società Autostrade Per L’Italia, azionista di maggioranza di SAT, che finanzierà l’infrastruttura con un costo previsto di 1,4 miliardi di euro, sembra accendere di nuovo un barlume di speranza tra i sostenitori dell’infrastruttura.
L’accordo sottoscritto alla presenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, fissa alcuni punti fermi e scioglie, almeno sulla carta (staremo a vedere se sarà così anche nella realtà dei fatti) dei nodi che avevano fino ad oggi bloccato le parti contrapposte.
Interventi di adeguamento agli standard di sicurezza nel tratto stradale esistente, esenzione dai pedaggi autostradali per i residenti, riduzione del consumo del territorio, interventi di miglioramento e di ottimizzazione finalizzati al contenimento dei costi, rispetto alla precedente delibera del Cipe del 2012 che prevedeva investimenti finanziari per circa 2 miliardi. E ancora: possibilità, anche per i non residenti, di percorrere tratti della Tirrenica senza pagare il pedaggio, con sistema di pedaggiamento ‘aperto’, cronoprogramma dettagliato che contiene la definizione dei tempi sull’avvio dei cantieri per il completamento dell’infrastruttura. Sembrano essere questi i punti salienti del Protocollo appena firmato.
Il progetto esecutivo e l’avvio dei cantieri, una volta approvati i progetti definitivi, dovrebbero materializzarsi (anche qui il condizionale è d’obbligo perché di annunci ne abbiamo sentiti decisamente troppi) entro giugno 2016. Ovvero tra un anno. Neanche tanto, se si considera che se ne parla dalla fine degli anni ’60!
In concreto si prevede di utilizzare il tracciato della variante Aurelia a nord di Grosseto e di crearne uno ex novo da Grosseto sud fino al Lazio. Il progetto definitivo della tratta da San Pietro in Palazzi (Cecina) a Grosseto sud, in particolare, si baserà su interventi di risanamento della SS Aurelia, consistenti nella riqualifica della pavimentazione, nel miglioramento degli standard di sicurezza, tramite anche ulteriori opere puntuali, come piazzole di sosta e informatizzazione. Da Grosseto sud a Tarquinia invece il tracciato sarà nuovo. Dove passerà con esattezza ancora non si sa. Il punto focale è il tratto Grosseto sud-Ansedonia, ossia il lotto 4 e il famigerato 5b, quello che va da Fonteblanda ad Ansedonia (da qui fino a Tarquinia i lavori sono già in corso). Il vero nodo da sciogliere è questo. L’importante è evitare di far passare il Corridoio dove di fatto neanche con la forza riuscirebbe a passare per mancanza di spazio (vedi ad esempio l’imbuto di Orbetello Scalo come da ultimi avventati progetti di cui si è discusso fino a non molto tempo fa e che giustamente hanno scatenato la ferma opposizione del Comune di Orbetello).
Il sistema di pedaggiamento, aspetto quanto mai importante, come detto, sarà di tipo ‘aperto’, con una ‘quasi-esenzione’, per la tratta nord Grosseto sud-San Pietro in Palazzi ed un’esenzione dal pedaggio per le automobili dei residenti di tutti i Comuni attraversati dall’autostrada.
Ovviamente non è tutto oro quello che luccica, perché tra il dire ed il fare… c’è di mezzo… il mare e la… Maremma, una terra che in molti definiscono un “museo a cielo aperto” nel quale (giustamente) si deve entrare in punta di piedi. Certo questo è vero, ma è anche vero che il sistema infrastrutturale della provincia di Grosseto fa ridere ed è inadeguato al terzo millennio in cui viviamo. C’è chi all’Autostrada Tirrenica, un’opera strategica per tutto il centro Italia (di più per l’Italia intera e per l’Europa, visto che parliamo dell’asse Palermo-Londra) preferirebbe l’anacronistico ed inadeguato… adeguamento dell’Aurelia. E c’è anche chi vorrebbe questo angolo di Toscana attraversato solo… da mulattiere nel nome di una salvaguardia ambientale che mal si concilia con le legittime ambizioni ed esigenze di sviluppo dei residenti (che vivono la Maremma tutto l’anno e non solo durante le vacanze, da turisti, per i quali lo status quo forse potrebbe anche essere preservato) e di un territorio e di una provincia, che lo ricordiamo è l’unica in Italia a non essere attraversata da neppure un chilometro di autostrada. Ce lo possiamo ancora permettere? Crediamo di no. Una strada degna di questo nome, ovvero a tipologia autostradale, progettata bene e con le tutele del caso verso i residenti in ordine al pagamento del pedaggio pensiamo che sia utile e necessaria. Andrà in porto? Chissà, il cammino… è ancora lungo, ma intanto con il protocollo è stata ribadita la volontà di farla. E non è poco!

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