Eppùr si muòve!

Eppùr si muòve!

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L'EDITORIALE DEL NR. 3 DI MAGGIO 2018
DI CELESTINO SELLAROLI

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Eppùr si muòve!”. Direbbe Galileo Galilei oggi, alludendo, non alla terra che gira intorno al sole (come da teoria che fu costretto ad abiurare, salvo poi scientificamente provare), ma… al sistema turistico regionale che, dopo l’approvazione della nuova legge in materia nel dicembre 2016, pare abbia trovato il suo definitivo assetto. O almeno la prospettiva verso cui puntare. Già, perché la definitività in Italia, specialmente quando si parla di norme, è sempre molto vaga e l’incertezza, soprattutto dal punto di vista delle tempistiche di attuazione di una qualsivoglia riforma, regna spesso sovrana.
E così, se da un lato la nuova legge regionale n. 86 del 20 dicembre 2016 sul turismo (che ha riscritto, introducendo alcune novità, la legge regionale 23 marzo 2000 n. 42), parlava di un Regolamento di attuazione da emanare entro 180 giorni dall’entrata in vigore del nuovo testo unico, ossia 180 dal 20 gennaio 2016, necessario per completare la riforma e garantire l’operatività della legge stessa (regolamento di cui peraltro si sono perse le tracce), dall’altro la stessa legge nel garantire che ai comuni fosse “affidata la possibilità di svolgere, in forma associata con altri comuni, le funzioni di accoglienza e informazione turistica a carattere sovra comunale”, rimandava ad una “successiva legge regionale” la definizione degli ambiti territoriali entro i quali esercitare le suddette funzioni.

Ebbene, questi ambiti, ad un anno e mezzo dall’approvazione della riforma, non sono ancora operativi, ma pare che lo saranno a breve. Così almeno si spera. La seconda legge di cui si parlava nella prima legge, è stata infatti recentemente presentata al Consiglio regionale, in forma di proposta, da Gianni Anselmi, presidente della commissione Sviluppo economico e turismo, Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscana e Stefano Ciuoffo, assessore regionale al Turismo. Ed ora, dopo il passaggio in Commissione, si attende l’approvazione “per mettere a disposizione dei territori uno strumento già utile in vista della prossima stagione estiva”. La proposta – sempreché venga approvata senza modifiche – prevede la suddivisione della Regione Toscana in 27 ambiti territoriali per la gestione in forma associata di accoglienza e informazione turistica.

Per quanto riguarda la provincia di Grosseto, o meglio l’ex provincia di Grosseto (considerando l’abolizione o la mancata abolizione della stessa, ma questa è un’altra storia…) sono stati individuati 3 ambiti. Il primo, denominato Maremma Toscana area nord, comprende 8 comuni della zona delle Colline Metallifere, quali Gavorrano, Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccastrada, Scarlino, oltre a Castiglione della Pescaia e Follonica. Il secondo si chiama Maremma Toscana area sud ed ingloba 14 comuni (Campagnatico, Capalbio, Cinigiano, Civitella Paganico, Grosseto, Isola del Giglio, Magliano in Toscana, Manciano, Monte Argentario, Orbetello, Pitigliano, Scansano, Semproniano, Sorano). Il terzo ambito, infine, è quello dell’area Amiata che ricomprende tutti i comuni della montagna, sia quelli del versante grossetano, sia quelli del versante senese (Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castel del Piano, Castell’Azzara, Piancastagnaio, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano).

La proposta di perimetrazione degli ambiti – ha sottolineato Gianni Anselmi –, è il risultato di un accurato percorso di approfondimento e confronto con il tessuto istituzionale ed economico del territorio regionale. Si sforza di tradurre e ispirare un’impostazione strategica e non municipalistica; gli ambiti descrivono, infatti, un’omogeneità territoriale di fondo che per la prima volta non tiene conto dei confini provinciali e configura un prodotto intorno al quale i comuni potranno realizzare non solo le attività di informazione e accoglienza di carattere sovracomunale, ma anche politiche territoriali volte ad accrescere l’identità condivisa, l’attrattività turistica, le possibilità di adeguata promozione”. Quindi ci siamo? Ancora no. Infatti, come spiega l’assessore Stefano Ciuoffo “il quadro disegnato da questo provvedimento dà omogeneità, aiuta a costruire pacchetti turistici che includono territori che già naturalmente condividono caratteristiche simili. È anche uno dei tre passaggi fondamentali che porteranno a compimento quello che noi da subito abbiamo chiamato ‘il progetto del Testo unico’: con l’individuazione degli ambiti territoriali si compie un importante passo avanti che mette i comuni in condizione di agire; adesso resta da elaborare il regolamento attuativo, che stiamo portando a fondo e superare l’impugnativa del governo, in merito alla quale la giunta ha già deliberato il nuovo testo. Presto, dunque, saremo in grado di dispiegare l’azione di promozione e sostegno perché il turismo diventi economia diffusa e permetta di valorizzare e far conoscere tutti i territori della nostra bella Toscana”. Insomma, tempistiche a parte, sta prendendo forma in Toscana nel settore turistico una rivoluzione Copernicana. Le forme aggregative sono sempre importanti, a maggior ragione in periodi complicati, come quelli che viviamo oggi, nei quali, altri soggetti di riferimento per il comparto, sono – per una serie di concause – spariti. Dunque, non resta che attendere fiduciosi gli sviluppi e rifarsi al detto galileiano iniziale… “Eppùr si muòve!”.

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