Il turismo nelle province di Grosseto e Livorno

Il turismo nelle province di Grosseto e Livorno

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L'EDITORIALE DEL NR. 6 DI AGOSTO 2018
DI CELESTINO SELLAROLI

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Ogni anno a luglio, in occasione della Giornata dell’Economia, la Camera di Commercio – oggi Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, dopo la fusione tra Grosseto e Livorno – presenta la fotografia del nostro territorio. Numeri ed analisi che inquadrano lo stato di salute delle due province di riferimento, cercando di individuare le prospettive di crescita e le linee di sviluppo da seguire per il futuro. Ebbene il rito si è celebrato pure quest’anno con i risultati di cui diamo conto nel servizio di apertura nelle pagine che seguono.

Dallo studio emerge un sistema economico piuttosto bloccato, anzi a rischio declino, a causa dei deficit strutturali che ci portiamo dietro da troppi anni (in certi casi da decenni) e delle incertezze sulle scelte da parte del nuovo Governo sui temi prioritari per tutta l’area.

Da qui, l’idea lanciata dal presidente Riccardo Breda di istituire una cabina di regia territoriale per lo sviluppo coordinata dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, in qualità di ente di riferimento delle imprese ed aperta a tutti i soggetti istituzionali, al fine di avanzare istanze unitarie per l’area di riferimento con l’intento di invertire un trend poco incoraggiante e puntare verso la crescita. Quello del tavolo di coordinamento o cabina di regia è un nostro vecchio pallino che certamente può essere utile, per cui l’auspicio è che vada in porto e che prenda forma il più velocemente possibile.

Tra le tante note non proprio positive che emergono dai dati c’è quella relativa al turismo, dove occorre fare i conti con una domanda prevalentemente nazionale che soffre delle difficoltà connesse all’andamento del mercato interno.

I numeri tuttavia danno anche riscontri oggettivi che lasciano comunque ben sperare per il futuro. Il turismo nelle province di Grosseto e Livorno è infatti un comparto che offre ancora molte certezze ma che potrebbe dare anche molto di più. In Toscana i due territori sono tra quelli a maggiore vocazione turistica: presentano valori significativamente elevati in termini di tasso di turisticità e di densità turistica, il primo dei quali è ampiamente superiore rispetto alla media regionale.

Entrando nello specifico dalla Sintesi del Rapporto strutturale 2018 sull’economia delle province di Grosseto e Livorno emerge in primis che nel 2017 – confermando un trend che dura ormai da tempo – le imprese turistiche sono tendenzialmente aumentate, dell’1,6% a Grosseto e dell’1,5% a Livorno: un bel risultato se si considera che tale crescita è avvenuta in un anno (il 2017, appunto), che è stato caratterizzato da un arretramento numerico dell’intero insieme delle sedi d’impresa.

Significativi è anche i dati relativi alla permanenza media nelle due province, anch’essi sicuramente elevati per il fatto che il turismo che contraddistingue Livorno e Grosseto è in prevalenza balneare.

Soddisfazioni giungono anche dal capitolo relativo agli arrivi e alle presenze. «Nel corso del 2017 in provincia di Livorno si sono contati oltre 1,4 milioni di arrivi e quasi 8,7 milioni di presenze, entrambi questi valori sono in forte ascesa nell’analisi tendenziale:

+7,2% i primi, +6,0% le seconde. La permanenza media si attesta sui 5,9 giorni, in lieve calo rispetto all’anno precedente. Crescono in maniera più che soddisfacente in termini di arrivi e di presenze sia i turisti di nazionalità italiana, sia quelli di provenienza straniera. La permanenza media degli stranieri (6,8 notti) era e rimane superiore a quella degli italiani (5,5).

Anche dal punto di vista delle tipologie ricettive si rilevano solo variazioni tendenziali positive, con l’extralberghiero che cresce comunque in maniera più vigorosa rispetto all’alberghiero: in entrambi i casi, le variazioni tendenziali degli arrivi superano quelli delle presenze. Con questi andamenti si mantiene inalterata la distanza che storicamente divide la permanenza media dell’extralberghiero (7,5 notti) da quella dell’alberghiero (4,2), valori peraltro in lieve diminuzione rispetto al 2016.

La provincia di Grosseto invece ha ospitato quasi 1,2 milioni di persone per 5,7 milioni di presenze, valori che sul piano tendenziale fanno segnare una crescita marcata degli arrivi (5,4%) ed una molto più flebile per le presenze (+0,3%). La permanenza media si assesta sulle 4,8 notti, contro le 5,1 calcolate per il 2016. Le presenze dei turisti italiani, che rappresentano oltre i due terzi del totale, sono lievemente diminuite (-0,1%). Gli stranieri hanno d’altro canto garantito un numero maggiore di presenze (+1,3%) rispetto all’anno precedente. Anche a Grosseto la permanenza media degli stranieri (5,9 notti) è superiore a quella degli italiani (4,5), quest’ultima risulta in calo rispetto al 2016 quando si calcolava in 4,8 notti. Il comparto extralberghiero può vantare un cospicuo aumento in termini di arrivi (+8,9%), molto minore per quanto concerne le presenze (+0,6%). L’alberghiero “incassa” solo una piccola crescita dei primi (+0,7%) ma deve anche far fronte ad una flessione delle seconde (-0,5%), dovuta soprattutto ai turisti con passaporto estero. Con questi andamenti, la permanenza media dell’alberghiero (3,4 notti) resta la medesima del 2016, mentre si riduce quella dell’extralberghiero (5,8 notti, era 6,3)».

Insomma, i numeri del comparto, se mai ce ne fosse bisogno, dicono che il turismo è un asset strategico che ha ancora molto da dare e su cui occorre puntare con convinzione.

Fin qui i dati del 2017, rispetto al 2016. In questo Editoriale avremmo voluto spendere due parole anche sulla stagione in corso e sul suo andamento, ma magari di questo tema parleremo nel prossimo numero…

Il tema vi interessa? Dite la vostra; scrivetemi via mail a redazione@maremma-magazine.it. Il dibattito è aperto.

Per saperne di più: “Giornata dell’Economia 2018, presentati i dati economici e le proposte per aiutare la Maremma a crescere” che trovate da pagina 14 a pagina 16. Buona lettura!